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Remigio Legat, Battaglia di Calatafimi, 1860, olio su tela

Giuseppe Garibaldi, il percorso espositivo

Un viaggio artistico dell’eroe dei Due Mondi nelle sale del Museo del Risorgimento

a cura di Redazione, il 14/12/2007

Ma vediamo nel dettaglio quello che offre l’interessante esposizione “Giuseppe Garibaldi. Sulle tracce di un mito al Museo del Risorgimento”, curata da Roberto Guerri con Lucia Romaniello e in programma fino al 27 aprile 2008 nelle sale del Museo del Risorgimento di Milano.

La Repubblica Romana

La sezione dedicata alla Repubblica Romana è una delle più importanti dell’epopea garibaldina. Prendendo spunto da un allestimento realizzato per il Rijskmuseum di Amsterdam, il Museo del Risorgimento ha utilizzato alcuni quadri per creare spettacolari effetti di animazione: i personaggi di alcune tele, infatti, prendono vita attraverso suoni, luci e azioni. Tra questi, I bersaglieri lombardi e i lancieri della morte trasportano Luciano Manara gravemente ferito a villa Spada di Filippo Vittori (1850), un grande dipinto che ritrae gli ultimi istanti del coraggioso patriota in una toccante deposizione laica.

Un’istallazione per l’amore di Garibaldi per il mare

Al tema del mare, attrazione fatale del Generale, è dedicata un'installazione con una proiezione delle onde durante le ore del giorno e della notte, a ripercorrere le emozioni del generale durante il lungo periodo marinaro.

Pietro Bouvier, Garibaldi e il maggiore Leggiero trasportano Anita morente, 1864, olio su tela

I viaggi di Garibaldi

Segue quindi la parte dedicata ai viaggi di Garibaldi nel Mediterraneo, alle sue letture sui testi di Saint-Simon, al giuramento della Giovine Italia e della Giovine Europa, al fallito moto dei Savoia del 1834 e all'esilio in Sud America. In questa sezione si possono ammirare interessanti oggetti quali armi, selle, sciabole, fasce e sciarpe massoniche; le mani di Gerolamo Induno e Gaetano Gallino hanno realizzato due dolci e rari ritratti di Anita.

Anita

Alla figura di Anita viene dedicata un’intima stanza che ne ricorda il momento più tragico della sua esistenza durante la fuga dalla sfortunata Repubblica romana. La sua figura viene celebrata attraverso il mirabile dipinto di Pietro Bouvier del 1864, Garibaldi e il maggiore Leggiero trasportano Anita morente, un autentico abito della donna qui esposto in una delle sue rarissime occasioni e prestato dal Museo di San Marino, chiuso dal 1959.

Tra gli altri, uno splendido dipinto di Gerolamo Induco, “L'imbarco dei Mille da Quarto”

Gerolamo Induno, L'imbarco dei Mille da Quarto, 1860, olio su tela

La seconda guerra d’indipendenza con la liberazione della Lombardia nel '59 vide Garibaldi protagonista in Valtellina come generale dei Cacciatori delle Alpi , documentato in due dipinti e nelle uniformi indossate da questo corpo di volontari. Grande rilievo è riservato a uno dei più noti e mitici avvenimenti del Risorgimento: la celeberrima spedizione dei Mille. Gerolamo Induno ha ritratto L'imbarco dei Mille da Quarto in un dipinto di eccezionale bellezza, anch’esso animato come l’opera di Vittori, e reso ancora più vivo dall'installazione di grande impatto dello Studio Caputo che riproduce i volti dei protagonisti di questa storica impresa. Due monumentali busti recuperati da Villa Belgioioso rievocano l'incontro avvenuto a Teano tra Garibaldi e Vittorio Emanuele II: le due figure pronunceranno le battute del loro dialogo, così come la memoria storica le ha tramandate.

Garibaldi a Milano

La presenza di Garibaldi a Milano viene ricordata per l’inaugurazione della Società patriottica militare del Tiro a segno nel 1862, cimelio esposto in mostra, così come il dipinto di De Albertis racconta lo storico incontro fra il generale e Alessandro Manzoni nello stesso anno.
Il percorso termina con le grandi battaglie di Bezzecca, Mentana e Digione; l'episodio di Digione ha dato vita a un'intensa rappresentazione: nel 1871 Sebastiano De Albertis ritrae il Generale a cavallo nell’ultima battaglia militare su un terreno innevato e ghiacciato; ancora una volta, pur subendo gli affanni dell'età, ci appare come un condottiero vittorioso.

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