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Sofianopulo, Antonio

a cura di Redazione, il 29/11/2007

Antonio Sofianopulo è nato a Trieste nel 1955. Vive e lavora a Trieste. Inizia a dipingere e a interessarsi di Storia dell’Arte durante l’infanzia. La sua prima personale risale al 1977, quando espone alla Cappella Undergound a Trieste. Dal 1984 al 2006 realizza sette mostre curate da Roberto Vidali negli spazi della rivista d’arte contemporanea Juliet, alla cui fondazione partecipa nel 1980. Nel 1997 espone per la prima volta in Grecia presso il Centro Culturale Melina Mercuri di Atene. Nel 2003 il Museo Revoltella di Trieste cura una grande mostra antologica dedicata al suo lavoro negli spazi del Palazzo Gopcevich. Nel 2006 espone a Barcellona presso la galleria Victor Saavedra.

Antonio Sofianopulo è un artista felicemente anarchico nel panorama contemporaeo.
Per lui non è possibile stabilire alcun apparentamento, a meno che non si vogliano scomodare Durer o i Fiamminghi. E comunque un po’ di middeleuropa ce l’ha nel sangue, pur essendo di origini greche, appunto, come De Chirico. De Chirico amava le atmosfere urbane, Sofianopulo ama quelle naturali: entrambi però non contemplano l’uomo, come se fosse un di più, come se interferisse con la possibilità di penetrare i segreti delle cose. Lo stupore di De Chirico era lo stupore per il treno che sbuffa dietro la stazione assolata, quello di Sofianopulo è l’enigma dello sguardo della lepre, che ci guarda come un paggietto di Tiziano.

Come l’artista stesso confessa, gli anni della sua formazione sono sì trascorsi felicemente a dipingere nei pressi di un giardino piuttosto selvatico ma comunque dalle sue opere trapela una realtà più ampia e complessa, maturata nello stimolante ambiente culturale di Trieste, allora culla di altri grandi protagonisti dell’arte contemporanea, da Gillo Dorfles a Leo Castelli, e oggi città pacata ma all’avanguardia, con la mostra che festeggia i 90 anni di Ettore Sottsass, il centro di ricerca sulla fisica subatomica sul lungomare e poco distante le sacre icone dell’iconostasi della chiesa ortodossa (Sofianopulo è il vice-presidente della comunità greca-ortodossa).

Chi ha seguito la sua parabola creativa fin dagli esordi ha potuto appurare la lenta costante attenzione al dato pittorico, alle carezze del pennello intriso di colore ad olio sulla tela, tanto che nel suo lavoro non viene contemplato il disegno preparatorio, il bozzetto o lo schizzo: tutto avviene con lentezza e meticolosità direttamente sulla tela, dipinto dopo dipinto, velatura dopo velatura, con la mano che sempre con maggiore aderenza si adegua alle visioni interiori.

Il regista Peter Greenway dice che un giovane artista oggi non può avere meno di cinquant’anni. Ai tempi di Giotto era sufficiente sapere due o tre cose di pittura e già si poteva lavorare, oggi, dopo secoli di storia dell’arte e di cultura, sono necessari molti anni perché una personalità creativa giunga a maturazione. Dato che Sofianopulo è nato nel 1955 è giusto giusto un’esordiente.

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