Mostre » Alberto Burri, il maestro dell’informale in mostra alla Fondazione Matalon

Alberto Burri, il maestro dell’informale in mostra alla Fondazione Matalon

a cura di Redazione, il 23/11/2006

Si inaugura sabato 25 novembre la mostra “Alberto Burri: la sezione aurea dei cellotex”, omaggio espositivo ad uno degli artisti italiani più importanti del Novecento, tra i  protagonisti indiscussi dell’informale europeo. Ad ospitare l’evento il Museo Fondazione Luciana Matalon di Milano, nelle cui sale espositive si articoleranno le due sezioni della mostra, curata da Italo Tomassoni. Saranno presenti opere uniche, tra cui dieci quadri Cellotex degli anni ’70 -’90, fra le quali il bozzetto utilizzato dalla filatelia delle poste francesi per la realizzazione di un francobollo commemorativo, e la grafica, con una serie limitata di dieci Multiplex del 1971.
Burri è stato sempre uno sperimentatore, prestando da subito molta attenzione alla qualità dei materiali impiegati: già dagli anni cinquanta, infatti, utilizza il colore ad olio mischiato con frammenti di tessuto, tela di juta, legno, ferro, plastica combusta, attirandosi critiche e persino denunce per aver sfidato l’allora vigente sistema dell’arte, che non ammetteva che “stracci sporchi e altro materiale anti-igienico” si introducessero nello spazio sacro del quadro. Dal 1977 in avanti le forme in rilievo della tela di sacco, della plastica bruciata o dei cretti, cedono il posto alle campiture regolari dei Cellotex e al cromatismo degli ultimi grandi cicli. Come Burri amava ripetere, il suo primo quadro era anche l’ultimo.
La sua visione dell’arte fu una soltanto: indagare la materia per trovare la bellezza, mai sfruttarla per la rappresentazione di un dramma esistenziale.
Negli anni ottanta e novanta – sull’onda di un generico ritorno alla pittura - il colore (mai abbandonato) invade prepotentemente il suo lavoro: un colore affidato, appunto, ai grandi trittici di cellotex – superfici compresse di segatura e colla - in cui il cromatismo esplode in tutto il suo fulgore: “La resa dei conti radicale con la materia e con la forma Burri – scrive Italo Tomassoni nel catalogo della mostra – la consuma proprio nel deserto acromo del cellotex, stella collassata nella quale, all’interno, sprofonda tutto il passato… La scoperta del cellotex dunque non è soltanto la conclusione della parabola creativa burriana, ma probabilmente anche il suo irripetibile vertice”.
Burri ha avuto sempre grande considerazione per l’incisione: della fine degli anni settanta sono le sue prime serigrafie e litografie, tecniche amate dall’artista perché particolarmente idonee ad ottenere stesure compatte ed assolutamente omogenee di colore.
“Colori, materia, superfici, luci, proporzioni e differenziazioni percettive – scrive  Tomassoni –, si offrono come il naturale rivelarsi della scena estrema del rappresentare colto alla conclusione dell’astrazione novecentesca, che dice che l’avvenire della pittura è ancora la pittura. Una pittura che non ha più nulla a che fare con la commedia dell’arte.”
La mostra è promossa dal Museo Fondazione Luciana Matalon di Milano in collaborazione con la Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri di Città di Castello.

Scheda tecnica

“Alberto Burri: la sezione aurea dei cellotex”
dal 25 novembre 2006 al 31 gennaio 2007

Curatore:
Italo Tomassoni

Museo Fondazione Luciana Matalon
Milano, Foro Buonaparte 67

Orario di apertura:
mar-sab, ore 12-13.30 e 15.30-19.30; gio, ore 12-13.30 e 15.30-22; dom e lun chiuso

Catalogo:
Fondazione Luciana Matalon (introduzione di Luciana Matalon e Floriano De Santi, saggio critico di Italo Tomassoni)

Info:
Tel. (+39) 02 878781 - (+39) 02 45470885
Fax. (+39) 02 700526236
fineart@fondazionematalon.org
Fondazione Luciana Matalon

stampa pagina stampa solo testo Segnala l'articolo Ascolta con webReader