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Lani Irwin, Andrea Gnocchi, Dino Sambiasi e Josh Gorge

Polimateria, l’arte dei quattro artisti in mostra

a cura di Redazione, il 29/11/2007

Lani Irwin

L’uso di materiali iconografici giustapposti arriva a ricreare un’altra realtà, a riproporre oggetti e figure staccati dalla loro primitiva fonte per sgorgare in nuove immagini e rappresentazioni. Questo è particolarmente vero per Lani Irwin pittrice americana che accosta alcuni dei suoi temi/oggetti feticci (le carte da gioco, vecchie illustrazioni, dettagli di antichi dipinti) ad alcuni frammenti dei suoi quadri. In una dimensione ridotta l’artista crea suggestive situazioni che vivono di una loro autonoma vita surreale: alcuni cavalieri medievali, una sorridente ragazza d’inizio Novecento, gli armigeri di Paolo Uccello si inchinano al rinoceronte in Omaggio alla bestia, oppure nella serie di Hekate dove tre donne percorrono un misterioso mondo di pinnacoli neogotici, caselle della tombola, il disorientante labirinto del cervello contrassegnato da numeri inspiegabili: un oltretomba fatto di carte sovrapposte con riti numerici e allegorie personali.

Andrea Gnocchi

Al contrario è la descrizione del mondo reale è quella che attrae lo sguardo del giovane Andrea Gnocchi che con carta, smalti e sovrapposizioni di immagini dal fortissimo valore iconico ci presenta paesaggi sia urbani che naturali. La grande riconoscibilità delle sue immagini (il Cervino, il Tower Bridge di Londra, i metallici depositi delle raffinerie) viene ridimensionata proprio grazie alla tecnica dell’artista, che attraverso la giustapposizione di materiali diversi trasforma l’oggetto reale del suo dipinto in una suggestione. La rappresentazione pittorica si compiace del suo essere e attraverso evidentissime colature di smalto ci ricorda sempre che siamo di fronte ad un’ immagine ricreata dall’artista, un accostamento di distinti elementi che fanno rinascere una nuova vista di un paesaggio a volte a noi già banalmente noto.

Dino Sambiasi, Greetings from Sambiasi's world, 2007, olio su tela e francobolli, cm 30x 30

Dino Sambiasi

Di veri e propri assemblaggi si tratta quando si parla delle opere di Dino Sambiasi, artista pugliese che trasforma la materia più povera ed inerte –la iuta, i sacchi, vecchi pezzi di cartone- in materia viva, uomini e donne che passano per strada , che riempiono con la loro presenza sgargiante lo spazio del quadro. A distanza ravvicinata si coglie il dettaglio dato dalla scelta e sovrapposizione dei materiali e la bidimensionalità delle figure, ma viste da lontano Le opere di Sambiasi sono estremamente dinamiche e si presentano come una istantanea sul mondo, il mondo creato dall’artista che lo rigenera riutilizzando proprio ciò che quel mondo scarta.

Josh George

Lavora in questa direzione anche l’americano Josh George, anche lui estremamente materico nelle sue proposte: etichette di bottiglia, stoffe, carta da parati sapientemente accostati per raggiungere l’alto grado di effetti luce/ombra che contraddistinguono questo artista. Il pittore interviene in maniera coerente ed omogenea nelle sue opere e solo con molta attenzione si riesce a distinguere dove finisce il collage e dove inizia il dipinto. Disincantato. Ma soprattutto ironico, George crea situazioni paradossali a cui accosta titoli divertenti od addirittura geniali ( la mano rovescia il vino dalla bottiglia completamente fuori dal calice: che sia questo Il primo indizio dello sbriciolamento dell’ordine sociale?).

Immagine in alto:
Lani Irwin, (2007), "Autunno"

Immagini:
(C) Massimo Manzella per Entroterra

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