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Vianello, Vinicio

a cura di Redazione, il 24/11/2007

Nasce a Venezia il 29 aprile 1923. Si forma all’Accademia di Belle Arti della città lagunare e intraprende l’attività espositiva al principio degli anni quaranta. Nell’immediato dopoguerra entra in contatto con il gruppo degli Spazialisti, ispirati a Lucio Fontana e attivi fra Milano e Venezia.

Nel 1950 la mostra personale alla Galleria Barbaroux di Milano segna l’apertura verso ambiti operativi diversi dalla pittura; in questa occasione espone infatti ceramiche e vetri che preannunciano le sperimentazioni del decennio successivo.

Alle Biennali di Venezia e alle Triennali di Milano fra il 1950 e il 1954 presenta le serie dei vasi asimmetrici, degli “atomici” e “spaziali”, dei Milleocchi. Queste opere sono un importante esempio di ricerca tecnica e linguistica nel panorama del vetro soffiato, non solo muranese, particolarmente innovative sotto l’aspetto della configurazione formale e la relazione con lo “spazio”, oltre che per la sperimentazione di soluzioni esecutive d’avanguardia e pertinenti. Negli stessi anni, a testimonianza dell’interesse nei confronti dell’architettura e di un possibile dialogo fra le arti, interviene con proprie decorazioni murali sulle nuove case Ina realizzate a Mestre, Lido di Venezia e Grado.

La posizione preminente assunta negli ambienti culturali di quegli anni è documentata, fra l’altro, dal ruolo ricoperto nell’antesignano Corso di progettazione per disegnatori industriali e artigiani di Venezia - voluto Giulio Carlo Argan - a fianco di Carlo Scarpa e Franco Albini, ma anche dalla curatela di varie mostre dedicate al vetro muranese, generalmente itineranti in Europa e negli Stati Uniti, nelle quali spesso espone anche le sue opere.

In particolare, la mostra del 1956 a Göteborg, in Svezia, lo avvicina all’esperienza scandinava: un confronto fra produzione artigianale e approccio progettuale contemporaneo che costituisce per Vianello un riferimento importante per la svolta verso modalità ideative e produttive proprie dell’industrial design. Nasce allora la serie dei vasi “variante”, che saranno premiati con il Compasso d’oro Adi nel 1957. Nello stesso anno, l’assegnazione del Grand Prix dell’XI Triennale di Milano è un significativo riconoscimento al valore dei suoi oggetti.

Vinicio Vianello, Vasi. Premio Grand Prix alla XI Triennale di Milano 1957. Foto di Cameraphoto - Venezia, Archivio Toni Follina - Treviso

Alla fine degli anni cinquanta si assiste a un’ulteriore apertura: Vianello brevetta e produce lampade in vetro soffiato concepite come oggetti industriali di serie. Frutto di questa scelta progettuale e tecnologica sono la Nelson del 1957 e numerosi modelli di quegli anni, a cui si affiancano forniture specifiche di elementi d’illuminazione per interventi di scala urbana e architettonici.

Nel 1970 Giulio Carlo Argan cura una pubblicazione dedicata all’attività condotta nel settore del vetro e del disegno industriale.

Se la metà degli anni Settanta coincide con un nuovo fronte di attenzione progettuale verso gli apparecchi a energia solare, rimasti allo stadio di prototipo, l’interesse verso il vetro si rinnova nel 1986 con alcuni vasi realizzati in occasione di una mostra a Venezia.

Vinicio Vianello, poliedrico e ingegnoso artista-designer, muore nell’aprile 1999.

Immagine: Vinicio Vianello con il vaso Esplosione nucleare. Foto di Camerafoto - Venezia, Archivio Toni Follina – Treviso

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