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Le “divagazioni” di Manuela Filiaci

Allo Studio Stefania Miscetti la nuova mostra personale dell’artista vicentina

a cura di Redazione, il 20/11/2007

A tre anni dall'ultima personale romana, lo Studio Stefania Miscetti presenta un nuovo ciclo di lavori di Manuela Filiaci. La mostra, intitolata “divagazioni” e aperta al pubblico fino al 31 gennaio 2008, presenta cinque grandi rotoli su carta, cento scatole di cartone, dodici scatole di bronzo ed una tela di grandi dimensioni.

Ha scritto Italo Calvino: «La divagazione o digressione è una strategia per rinviare la conclusione, una moltiplicazione del tempo all’interno dell’opera,una fuga perpetua» (Lezioni americane – sei proposte per il prossimo millennio, 1988, Garzanti). L’operare di Filiaci sembra contenuto tutto qui, in questa frase del grande scrittore.

L’artista italiana protagonista della scena Newyorkese fin dagli anni ’80

Manuela Filiaci fin dagli anni Ottanta ha partecipato attivamente alla scena artistica Newyorkese, esponendo in varie gallerie, collaborando con il teatro "La Mama" ed essendo essa stessa curatrice di Parallel Window dal 1979 al 1987, uno spazio in cui sono stati presentati artisti di varie nazionalità. Parallelamente alla produzione pittorica, parte preponderante della sua ricerca, la Filiaci si è costantemente espressa anche con lavori tridimensionali, sculture ed assemblaggi di carta e legno, come l'opera Real Cubism, un’installazione di scatole di cartone dipinte, presentate al Castello di Rivoli all'interno della mostra Collezionismo a Torino nel 1996.

Successivamente il lavoro delle scatole prende corpo in un’installazione intitolata The Boxcase (Marina Urbach, 2000, New York), così descritta dall’autrice:
«The Boxcase è una struttura che funziona come una sorta di anti-libreria: di solito i libri, considerati contenitori, portatori di informazioni, narrativa, storia e così via, sono disposti da ognuno secondo un personale alfabeto, per autore piuttosto che per contenuto,comunque secondo una gerarchia ben precisa,anche se la più apparentemente disordinata.

Nello stesso modo la scatola è fatta per contenere un oggetto,un regalo o altro. Le mie scatole sono dipinte su tutti i sei lati ma sono sempre vuote, sono di per sé, non per quel che contengono. Ogni faccia di una scatola interagisce con le altre a seconda delle combinazioni possibili,mette in moto una serie di reazioni a catena e di incontri che producono sempre nuovi paesaggi: una mobilità che è una sensazione di grande libertà ma, proprio per questo, non sempre facile. Le scatole vuote parlano anche del senso di perdita che è dentro ognuno di noi, ospitano una certa melanconia e contengono il nostro rifiuto di piangere la mancanza, l’assenza.

La gioia, l’humour, l’immaginazione delle scatole dipinte solo all’esterno, capovolgono il senso di perdita e riordinano le verità della nostra esistenza. Il vuoto non è sempre una esperienza negativa: uno spazio vuoto può diventare uno spazio aperto all’immaginazione. Le scatole non sono vuote nel senso di mancanza di significati, ma suggeriscono la precarietà di tutto ciò che ci circonda. E questa qualità transitoria del mio lavoro non è implicita solo nella scelta di materiali poveri, ma è anche nella resistenza a tutto ciò che è confine,cornice, limite, ‘inscatolamento’».

L’opera della Filiaci, un equilibrio “musicale” fra spazio e colore

L'opera della Filiaci è stata interpretata da più di un critico in rapporto alla musica per l’equilibrio con cui l'artista bilancia e contrappone spazio e colore, usando un vocabolario ricco di frammenti di architetture e di solidi geometrici.
Leggerezza, ironia e luce sono usate come antitesi ad una materialità troppo onerosa. Il lavoro sulla natura, il tema dell’albero ricorrente nella sua ricerca, suggeriscono una riflessione sul senso di precarietà e di fragilità di ciò che ci sta intorno, ma anche una possibilità di trasformazione e rigenerazione.

Il nomadismo implicito nel senso di transitorietà della sua opera prende forma nell’uso ripetuto e costante di grandi rotoli di carta dipinti.
Recentemente Filiaci produce una serie di scatole in bronzo e le dipinge, fino a confonderle con quelle di cartone: peso, apparenza, equilibrio tutto è messo in gioco in una continua ricerca di spazi mentali, di stabilità che mai arriva a termine.

Foto di apertura:
Manuela Filiaci, "Scatole 2007"

    Scheda Tecnica

  • Manuela Filiaci. “divagazioni”
    dal 22 novembre al 31 gennaio 2008
    Inaugurazione: giovedì 22 novembre 2007, ore 18.30
  • Studio Stefania Miscetti
    Roma, via delle Mantellate 14
  • Orario di apertura:
    mar-sab, ore 16-20
  • Info:
    Tel. e Fax: (+39) 06 6880 5880
    mistef@iol.it

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