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Warhol - Beuys, il percorso espositivo della mostra

92 le opere in rassegna: 30 del padre della Pop Art, 42 del maestro tedesco e 20 di altri artisti

a cura di Redazione, il 15/11/2007

La mostra che apre i battenti il 16 novembre alla Fondazione Mazzotta rende omaggio a Lucio Amelio (Napoli, 1931-1994) attraverso 92 opere, di cui 30 di Warhol, 42 di Beuys e 20 di altri artisti, esemplificando per difetto tutti quei protagonisti dell’arte internazionale che avevano scelto la sua galleria napoletana quale luogo d’eccellenza per scambi di idee e di sperimentazioni.

L’incontro storico fra i due artisti e l’avvio del progetto Terrae Motus

Si parte da una data, il 1980, segnata dall’incontro storico tra Warhol (Pittsburgh, 1928 - New York, 1987) e Beuys (Krefeld, 1921 - Düsseldorf, 1986), e dal successivo avvio del processo creativo di Terrae Motus.

In questo contesto nascono alcune tra le principali opere dei due artisti, molte delle quali presenti alla mostra, come le grandi tele eseguite da Warhol con i ritratti di Beuys, di Amelio e di altri personaggi napoletani, la serie dei Vesuvi dell’artista americano, e diverse azioni, partiture, sculture e installazioni di Beuys, a partire da La rivoluzione siamo Noi del 1971, Vitex agnus castus del 1972, Il thè di Bruno Corà per la lotta continua vera del 1975, Diagramma Terremoto del 1981, Capri – batterie e il Progetto per Palazzo Regale, entrambi del 1985.

Alla Fondazione Antonio Mazzotta saranno inoltre esposte alcune opere fondamentali della collezione Terrae Motus, ora custodita alla Reggia di Caserta, quali il trittico Fate presto (1982) di Warhol, ispirato alla pagina del quotidiano “Il Mattino” all’indomani della tragedia, e l’installazione di Beuys Terremoto in palazzo (1981). L’installazione di Beuys verrà esposta a Milano insieme ad alcuni dei progetti e delle partiture con cui Beuys la presentò nel febbraio del 1981.

Esposte anche opere provenienti dalla collezione custodita alla Reggia di Caserta

La presenza di questi pezzi provenienti da Caserta costituisce un evento di per sé unico, reso possibile dalla collaborazione della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio della Provincia di Caserta. La collezione venne infatti esposta nella sua completezza solo una volta, nel 1987, al Grand Palais di Parigi, con ottanta opere di sessantacinque artisti, mentre successivamente a questa data fecero la loro comparsa soltanto alcune opere singole in sporadiche occasioni. In particolare Terremoto in Palazzo viene prestato per la prima volta in Italia dopo la mostra parigina.

Joseph Beuys: Terremoto in Palazzo, 1981, Installazione in legno, terracotta, vetro, cera e uovo (Collezione Terrae Motus, Reggia di Caserta)

Dalla collezione Terrae Motus verranno anche prestate i significativi contributi di Anselm Kiefer, Robert Mapplethorpe, Gerhard Richter, a cui si aggiungeranno lavori di grande impatto realizzati per Lucio Amelio da Miquel Barcelò, Mario Ceroli, Bruno Di Bello, Nino Longobardi, Otto Muehl, Michelangelo Pistoletto, Robert Rauschenberg, Mario Schifano, Ernesto Tatafiore.

La selezione delle opere è completata dall’inserimento di alcuni oggetti feticcio, quali un paio di stivali rossi di Warhol, un prototipo di macchina fotografica Polaroid regalato da Warhol a Jodice e un tovagliolo con un disegno di Rauschenberg.

La sezione fotografica della mostra

Una sezione fotografica documenterà l’incontro dei due artisti e altri avvenimenti salienti della galleria di Amelio in quegli anni, attraverso gli scatti di Ferdinando Scianna, Mimmo Jodice, Peppe Avallone, Bruno del Monaco e Fabio Donato.

La poliedricità del personaggio Amelio verrà inoltre messa in luce da una selezione di film originali cui il gallerista prese parte come attore, oltre due documentari/intervista di Mario Franco (Ma l’amore no. Ricordando Lucio Amelio, 2004) e di Mario Martone (Terrae Motus, 1993) realizzato negli ultimi mesi antecedenti alla scomparsa del gallerista (1994).

Nel catalogo Gabriele Mazzotta anche un testo di Achille Bonito Oliva

Le opere provengono da collezioni pubbliche (Reggia di Caserta; Museo MADRE, Napoli; Intesa Sanpaolo ecc.) Il catalogo edito da Mazzotta, oltre a illustrare a colori tutte le opere in mostra, raccoglie testi del curatore Michele Bonuomo, di Achille Bonito Oliva, di Francesco Durante, di Roberto Ciuni e un intervento di Bruno Corà. Immagini, documenti e un ricco apparato bio-bibliografico a cura di Paola Santamaria completeranno il volume.

Foto d’apertura:
Andy Warhol
Vesuvius, 1985, Acrilico su tela, 70 x 90 cm (Collezione privata, Napoli)

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