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Flavio Pellegrini, Indissolubile, 2019

CHORUS

Dieci artisti in mostra M.A.C. Musica Arte e Cultura di Milano

a cura di Redazione, il 21/11/2019

Il M.A.C. Musica Arte e Cultura ospita la mostra "CHORUS", curata da Valerio Deh˛ e organizzata da Ilaria Centola, che coinvolge dieci artisti, dieci solisti, che con i loro lavori danno vita a un dialogo e a un confronto attraverso tecniche e linguaggi diversi, pittura, scultura e installazione.

L'esposizione densa e articolata, della durata di una settimana, dal 28 novembre al 4 dicembre 2019, punta all'incisivitÓ, intende lasciare un segno forte, scatenare suggestioni ed emozioni nel pubblico. Il M.A.C., luogo consacrato alla cultura, Ŕ un'istituzione aperta all'intersecarsi dei linguaggi e delle culture, perfettamente in linea con quelli che sono gli intenti di CHORUS.

Gli artisti coinvolti:

Danilo Ambrosino, Adriano Cecco, Marzio Cialdi, Terenzio Eusebi, Giorgio Pal¨, Carlo Pasini, Flavio Pellegrini, Andrea Prandi, R.E.M.I.D.A., Francesco Silvestri.
I percorsi individuali di ciascun autore sono profondamente legati alla contemporaneitÓ e riuniti in una mostra da considerarsi una grande "opera aperta", come la definisce il curatore Valerio Deh˛. L'esposizione, infatti, mette in evidenza la particolaritÓ e la scelta di percorsi individuali, in cui la creativitÓ e la volontÓ di fare arte restano alla base di un fenomeno che travalica i singoli e si trasmette alla societÓ. Il coro si intende come un luogo in cui si "produce", dedicato al mettersi insieme pur rimanendo distinti e autonomi, ognuno con la propria personalitÓ ben delineata.

I lavori in mostra

Fra i lavori esposti emerge una vena pi¨ intimistica, filosofica e riflessiva nelle opere di Terenzio Eusebi dove vengono trasferite con disegni e appunti, di grande e rara poeticitÓ, esperienze negative della vita, quasi con l'intento di espiarle; per Andrea Prandi la complessa e intricata mente dell'uomo viene rappresentata dall'immagine del labirinto, resa in varie forme, o ancora, nelle sculture di Flavio Pellegrini l'analisi dell'identitÓ e del succedersi degli stati d'animo, diviene un dialogo sul rapporto tra le forme e le emozioni, in cui l'astrazione Ŕ il risultato di un attenta costruzione di visioni multiple e interpretazioni non univoche.

Nelle tele di Adriano Cecco la realtÓ viene trasformata in forme astratte con un impianto cromatico minimale, semplificato ed alludono a un percorso individuale in cui la ricerca di una spiritualitÓ si ritrova nella memoria. Forme e colore assumono importanza fondamentale anche nei lavori di Giorgio Pal¨ che esprimono l'esigenza di riuscire a dare una forma emozionale alla materia e al rapporto tra la forma-colore e la forma-archetipo.

Una visione legata invece al meraviglioso e allo straordinario Ŕ presente nelle opere di Carlo Pasini al cui interno, l'artista, ha saputo creare delle sorprese, una sorta di opere-trappola che visivamente forniscono alcune informazioni smentite poi da un esame pi¨ ravvicinato. Il gruppo dei R.E.M.I.D.A. considera l'artista colui che pu˛ mutare gli oggetti della realtÓ in opera d'arte e di conseguenza trasformare qualsiasi cosa in oro. Cosý gli Homeless, volti straordinari e unici, forti della loro veritÓ, raccolgono il superfluo delle vite degli altri e lo fanno diventare il proprio tesoro personale.

Elementi legati alla spiritualitÓ e a un repertorio di simboli ritornano nelle sculture di Francesco Silvestri, l'uovo cosmico e il segno dell'infinito diventano metafora dell'ideale relazione fra micro-macro cosmo.

Maggiormente ispirati da temi che riguardano l'attualitÓ sono Maurizio Cialdi e Danilo Ambrosino. Tutto il lavoro di Cialdi si articola in un rapporto continuo con il mondo circostante, le sue istanze e i suoi problemi; le forme chiuse, triangolari con gli angoli tondeggianti sono un elemento dell'allegoria che l'artista costruisce attorno al Global warming, al concreto pericolo di una distruzione del pianeta. La ricerca di Ambrosino, nei suoi lavori recenti, si concentra invece sul corpo ed in particolare quello dei migranti, corpi solidi, in pericolo, terrorizzati dall'idea della morte e da un futuro indefinito.

Accompagna la mostra un catalogo con testi critici di Valerio Deh˛.

Scheda tecnica

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