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Maurizio Galimberti. Umberto Eco, 2002

MAURIZIO GALIMBERTI

Senigallia omaggia uno dei più importanti fotografi degli ultimi decenni

a cura di Redazione, il 24/07/2019

La Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, in collaborazione con il Polo Museale delle Marche e il Comune di Senigallia, rinnova il suo impegno nelle attività espositive della regione Marche, questa volta nella suggestiva sede della Rocca Roveresca di Senigallia dove per tutto il mese di agosto sarà aperta al pubblico (2-31 agosto) una mostra antologica dedicata a Maurizio Galimberti, uno dei più importanti fotografi italiani degli ultimi decenni.

Omaggio a Maurizio Galimberti

Senigallia Città della Fotografia rende omaggio a Maurizio Galimberti, oggi considerato il massimo esponente italiano di quella corrente artistica che utilizza la fotografia istantanea per esprimere la propria creatività. Nato a Como nel 1965, appassionato da sempre di fotografia, inizia la propria ricerca per mezzo di una fotocamera a obiettivo rotante, utilizzando una classica pellicola analogica: con l’arrivo degli anni Ottanta, che eleggono la Polaroi da nuovo metodo d’indagine fotografica, Galimberti decide di abbandonare l’attività di famiglia per dedicarsi interamente alla sua passione, facendo della Polaroid e dell'immagine istantanea "il filo conduttore" della sua intera carriera artistica.

Per questa mostra antologica l’artista ha scelto di esporre alla Rocca Rocca Roveresca di Senigallia una raccolta di fotografie originali e tra le più rappresentative della sua produzione -tutte realizzate con il sistemaPolaroid-provenienti dal proprioarchivio e da collezioni private.

I celebri 'mosaici'

Lo stile personale di Galimberti si esprime nei cosiddetti “mosaici”, immagini che, come spiega il curatore della mostra Denis Curti, “hanno la particolarità di proporre il soggetto fotografato in composizioni realizzate da tante tessere o tasselli, tutti della stessa dimensione, ma di numero variabile tra un’opera e l’altra. In ognuna delle tessere viene riprodotto un frammento del tutto e nel caso specifico delritratto, utilizzando un accessorio che permette scatti a distanza ravvicinata, ognuno dei tasselli accoglie un particolare del soggetto. L’abilità di Galimberti consiste nello scegliere la sequenza delle inquadrature e nell’accostare le varie parti: in questo modo vengono messi in evidenza i tratti più significativi e la personalità del personaggio ripreso, rompendo la continuità visiva di volumi e proporzioni”.

I ritratti

Sono proprio i ritratti che compongono una delle serie presenti in mostra, forse il genere cui Galimberti deve maggiormente la propria notorietà. I soggetti dei suoi scatti non sonoanonimi personaggi, bensì illustri protagonisti della cultura italiana cometra gli altri Umberto Eco e Lalla Romano, della musica coma Lucio Dalla e Loredana Bertè e non mancano anche le star straniere come Robert Altman.“Singole polaroid, una moltitudine di pezzi unici portatori di una sola identità”, come ben sintetizza Benedetta Donato in occasione della mostra antologica presso l’Istituto Veneto di Palazzo Franchetti di Venezia nelfebbraio del 2013.

Ready made

I “ready made” compongono un secondo tema sviluppato dall’artista in mostra: la tecnica duchampiana del prelevare oggetti d’uso quotidiano dal loro contesto per proporli come opere d’arte viene rielaborata in pieno “stile Galimberti”. Abbiamo così degli scatti a “mosaico”, dove il dettaglio viene immortalato dalla polaroid e manipolato con varie tecniche, per poi essere sovrapposto all’originale: l’artista reinterpreta così il ready made facendolo proprio.

Il 'Progetto Emilia. Prime Istantanee'

La terza serie presente in mostra racchiude le fotografie di viaggio scattate dall’artista negli ultimi mesi e si dividono in due filoni agli antipodi: da un lato gli scatti realizzati a New York, metropoli brulicante di vita, composizioni dove le linee geometriche sono protagoniste, governate da architetture e asfalto; dall’altro lato ci sono invece fotografie realizzate in Emilia Romagna, terra di pianura dove il tempo sembra essersi fermato.
Quest’ultimo lavoro, ancora in buona parte inedito, si chiama “Progetto Emilia. Prime Istantanee” e riprende le ormedel precedente Viaggio in Italia, realizzato nel 2003. Un lavorodove Galimberti ragiona sul tempo edi conseguenza sulla memoria, eche si inserisce perfettamente nella storia della fotografia italiana: vengono subito alla mente Un Paesedel 1955 di Cesare Zavattini e Paul Strand e soprattutto Viaggio in Italia del 1984 di Luigi Ghirri, opere che hanno riaffermato il ruolo dei paesaggi appartenenti all’Italia meno nota, eppure quelli che più di tutti ne ricreano l’identità individuale e collettiva.

Un progetto dove l’artista mostra, per la prima volta, non solo il mosaico finale, ma soprattutto la sua matrice, l’istantanea unica, la genesi da cui poi nascerà l’opera finale. Un salto in avanti quindi nella poetica di Galimberti, che nel raggiungimento della sua maturità artistica svela ed esplicita il procedimento che si cela dietro alle sue opere.

Una mostra completa

Maurizio Galimberti Antologica è una mostra completa che racconta l’artista nelle sue diverse sfaccettature, presentandoi lavori più caratterizzanti degli ultimi anni e i progetti di continua ricerca tecnica e stilistica, con unparticolare punto di vistache riesce sempre ad emozionare e affascinare.

Scheda tecnica

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