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Carlo Battaglia. Mostra "Orizzontale e Orizzontale. Opere 1968 - 1980"

CARLO BATTAGLIA

Orizzontale e Orizzontale. Opere 1968 - 1980

a cura di Redazione, il 14/03/2019

Dopo le personali dei tedeschi Winfred Gaul e Jürgen Knubben e dell'inglese Joe Tilson, la galleria Menhir Arte Contemporanea inaugura la stagione 2019 con una mostra dedicata a Carlo Battaglia.

La rassegna, dal titolo "Carlo Battaglia. ORIZZONTALE e ORIZZONTALE. Opere 1968 - 1980", rende omaggio all'artista di origini sarde presentando una decina di capolavori, scelti tra le sue opere iniziali. Tele – spesso di formato orizzontale - realizzate negli anni che rispecchiano la fase d’esordio della sua carriera artistica, generalmente identificata con la ‘Pittura Analitica’, classificazione alla quale sarà sempre insofferente nonostante partecipi proprio in quegli anni a un numero significato di mostre che si rifanno a vario titolo a questa tendenza.

La predilezione per il formato orizzontale

La predilezione per il formato orizzontale è un tema che permane in tutta la sua produzione artistica, soprattutto in quella degli anni Settanta. Questo formato gli permette infatti di coinvolgere il pubblico invitandolo a perdersi nella superficie mutevole della tela; ripercorrendola da destra a sinistra, lo sguardo dello spettatore viene cullato dal movimento rigoroso e costante che Battaglia compie sul supporto, rievocando un ulteriore elemento che caratterizzerà le opere dell’artista: il mare.

Scrive infatti il curatore:

“Già negli anni Settanta i suoi titoli sono evocativi – Tifeo, Vertiginoso, Brezza, Canone Conseguente, Ilva, Occaso, Come un giovane mare temerario, … - e quasi tutti riferiti al mare (Tifeo è Tifone, mentre il nome Ilva potrebbe essere l’antico nome dell’isola d’Elba) che è la radice, la lontana memoria realistica della pittura di Battaglia, isolano de La Maddalena. E come il mito è la radice interpretativa della realtà, così il mito dichiarato è la chiave per interpretare l’astrazione dell’artista: alla maniera di Paul Klee, si tratta di un’astrazione ‘con molti ricordi’, anzi, con uno solo, quello inesauribile del mare. Ecco allora che prima di arrivare al disvelamento conclamato del soggetto, avvenuto dai primi anni Ottanta e mantenuto sino alla fine, per tutti gli anni Settanta Battaglia non dipinge il mare, ma la sua sublimazione, e piuttosto lo ‘imita’ nel movimento costante e perenne del pastello o del pennello sulla carta o sulla tela. Negli anni Settanta, la sua affermazione di ‘aver in fondo sempre dipinto il mare’ sarebbe risultata incomprensibile o frutto di un paradosso da intellettuali, mentre nel consuntivo di tutta la sua attività non possiamo non dargli ragione”.

‘Come un giovane mare temerario n.5’

La personale si chiude infatti con l'opera ‘Come un giovane mare temerario n.5’, opera in cui il mare finalmente si svela e si rivela, presentata alla Biennale di Venezia del 1980, alla quale Battaglia fu invitato a partecipare con una sala personale.

La mostra, curata da Marco Meneguzzo, si propone di valorizzare l'operato artistico di uno dei Maestri della pittura degli anni Settanta e di rendere omaggio a quel mare tanto amato da Battaglia, e da sua moglie Carla.

L'artista

Carlo Battaglia nasce il 28 gennaio 1933 nell’isola della Maddalena, ma trascorre l’infanzia a Genova. Dopo il liceo classico, studia scenografia all’Accademia di Belle Arti, dove si appassiona alla pittura.
Nel 1964 espone per la prima volta alla galleria La Salita di Roma, ma è con la mostra del 1966 al Salone Annunciata di Milano che si consacra come artista. Nel 1967 soggiorna per sei mesi a New York, lavora in uno studio a Canal Street e frequenta Reinhardt, Motherwell e soprattutto Mark Rothko, al cui studio si reca quotidianamente. Nel 1970, invitato con una sala personale alla Biennale di Venezia, espone per la prima volta le Maree, tema che lo coinvolgerà per tutta la vita. L’ambiguità, l’illusione, la malia del paesaggio marino coincidono con il suo sconfinato amore per il mare.Dagli anni 70 partecipa a tutte le più importanti mostre in Italia e in Europa della “Nuova Pittura” o “Pittura analitica”, provando però un sempre più crescente senso di distacco nei confronti di quelle formulazioni teoriche in cui non si riconosce.Nel 1980 è nuovamente invitato con una sala personale alla Biennale di Venezia.Dal 1980 si isola sempre più, dividendosi tra Roma e New York per approdare definitivamente alla Maddalena dove dipinge in totale solitudine, guardando il mare dalla collina di Sualeddu.
Muore alla Maddalena il 17 gennaio 2005, di fronte a quel mare amato per tutta la vita senza riserve.

Scheda tecnica

  • Carlo Battaglia
    Orizzontale e Orizzontale. Opere 1968 - 1980
    dal 14 marzo al 14 maggio 2019
  • Menhir Arte Contemporanea
    Milano, via Giuriati 9
  • A cura di:
    Marco Meneguzzo, in collaborazione con Fondazione Carlo Battaglia
  • Orario di apertura:
    mar-sab, ore 11-13 e 14-19
  • Info:
    info@menhirarte.com
    www.menhirarte.com

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