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Rabarama. Dream of Transformation

Alla Vecchiato New Art Galleries di Padova una mostra antologica con sculture e tele inedite

a cura di Redazione, il 13/11/2007

Aprirà al pubblico venerdì 16 novembre la mostra antologica “Rabarama. Dream of Transformation”, allestita nei locali della Vecchiato New Art Galleries di Padova. Il giorno prima, nel corso dell’inaugurazione, si svolgerà una performance di body painting della stessa Rabarama (Paola Epifani) e di Guido Daniele: due uomini e una donna verranno dipinti come le sculture di Rabarama e si muoveranno all’interno della galleria interagendo con le altre opere e con il pubblico.
Tra le opere esposte spiccano diverse sculture e tele inedite, oltre a un'installazione in gomma e pigmenti composta da 30 elementi.

I motivi floreali orientali, le spirali che invadono la superficie del corpo umano, la forma che muta in felino: sono questi caratteri essenziali delle recenti tematiche affrontate da Rabarama.
Le opere esposte rappresentano gli esseri umani perlopiù in posizioni raccolte e sono caratterizzati da una superficie colorata, tatuata, che esprime un vincolo, una sorta di prigione all'espressione della propria anima. Enrico Gusella commenta: "stesi o sdraiati, rinchiusi in se stessi, aggrovigliati, e poi ancora riavvolti, i corpi dell’artista diventano la zona di confine dell’identità, di ibridazione fra l’io e l’altro, fra il reale e il virtuale".

La molteplicità di interpretazioni In base ai segni che compaiono sulla superficie

Le sculture inedite più recenti, datate 2007 e denominate Ching, rappresentano figure umane la cui superficie è ricoperta da linee spezzate, diverse le une dalle altre, ovvero gli esagrammi. Ogni opera assume un significato diverso, legato agli elementi che stanno alla base delle origini della vita: si tratta in questo caso di una rappresentazione degli elementi da un punto di vista poetico, alla continua ricerca dell'energia originaria. I viaggi in Oriente di Rabarama sono stati fondamentali per lo sviluppo di un'arte così intimistica.

Trans-iguana, 2001, olio su tela, cm. 295x200

Le sculture dalla superficie floreale, opere che risentono palesemente dell'influsso orientale, nascono dalla metafora del corpo come puro contenitore: l’energia insita nell'essere umano, e per Rabarama imprigionata nella forma materiale del nostro corpo, è caratteristica imprescindibile di ognuno di noi.
In questo contesto si delinea anche la consapevolezza della nostra posizione rispetto all'universo: l'essere umano è come parte di un tutto ed è in relazione con il resto grazie a scambi continui. Queste interazioni vengono rappresentate da spirali che ricoprono l'intera superficie umana.

I nuovi approdi della ricerca di Rabarama

Nel corso degli anni la ricerca di Rabarama si è arricchita di modi e significati nuovi: il gruppo dei feti, sculture in gomma ciascuna con pigmenti diversi all’interno e accatastate le une sulle altre, forma una sorgente vitale. Sia da questo lavoro sia dal motivo delle stelle impresse sulla superficie delle figure umane si avverte una nuova spinta verso l'alto, verso una dimensione astrale.

Dalle sculture dell'ultimo ciclo dei leopardi affiora la volontà di dare una “zampata” a tutto ciò che abbiamo imparato, di fare “tabula rasa” per ritornare a uno stato primordiale in cui l'uomo si confonde con l'animale. La figura umana si trasforma così in felino, l'animale che più di ogni altro, con abilità e agilità, si adatta alle molteplici situazioni della vita con uno spiccato spirito di sopravvivenza. Anche in questo caso la superficie è dipinta, ma si tratta di macchie libere, non soggette alle restrizioni della conoscenza.

“Quella di Rabarama” - prosegue Gusella – “è un’indagine che trova fondamento nella riflessione acuta e profonda sulla natura esistenziale dell’individuo, la sua origine e presenza sulla terra, la necessità a cercare risposte anche rispetto alla propria storia, alla possibilità di determinare propri percorsi e proprie vicende”.

Nel testo in catalogo di Luciano Caprile si legge: “sostanza e apparenza, concretezza e pensiero costituiscono dunque un connubio vincente, provocatorio e ambiguamente deduttivo architettato da chi intende coinvolgere le persone in un arduo esame di coscienza. Ognuno può scegliere lo specchio di personale competenza tra quelli proposti dalla bravura anche tecnica di Rabarama, artefice e vestale di una cerimonia senza luogo e senza tempo”.

Accompagna la mostra un esauriente catalogo, edito da Vecchiato New Art Galleries, con una presentazione di Enrico Gusella e testi critici di Virginia Baradel, Luca Massimo Barbero e Luciano Caprile.

    Scheda Tecnica

  • “Rabarama. Dream of Transformation”
    dal 16 novembre 2007 al 12 gennaio 2008
    Inaugurazione: giovedì 15 novembre, ore 18
  • Vecchiato New Art Galleries
    Padova, Via Alberto da Padova 2
  • Orario di apertura:
    lun, ore 15.30-19.30; mar- ven, ore 9-13 e 15.30-19.30; sab, ore 9.30-13 e 15.30-19.30
  • Biglietti:
    Ingresso libero
  • Catalogo:
    Vecchiato New Art Galleries
  • Info:
    Tel. (+39) 049 665447 – 049 8561359
    Vecchiato New Art Galleries
    info@vecchiatoarte.it

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