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René Magritte, Le Grand Siècle, 1954, olio su tela, 50 x 60 cm, Kunstmuseum Gelsenkirchen © 2018 Prolitteris, Zurich

MAGRITTE

La Ligne de vie

a cura di Redazione, il 20/09/2018

Fino al 6 gennaio 2019, il Museo d’arte della Svizzera italiana a Lugano ospita la mostra 'Magritte. La Ligne de vie', rendendo omaggio al maestro belga del surrealismo con un’eccezionale selezione di opere che ne ripercorrono tutta la carriera, dagli esordi fino ai più celebri dipinti della maturità. Il percorso espositivo offre al visitatore gli spunti per comprendere l’origine e le fonti d’ispirazione dell’opera di un artista capace, come pochi altri, di suggestionare il pubblico.

La mostra

Il filo conduttore della mostra si deve dalla conferenza che René Magritte tenne il 20 novembre 1938 al Musée Royal des Beaux-Arts d'Anversa, intitolata La Ligne de vie (La linea della vita). Fu una delle rare occasioni in cui l’artista si espresse in pubblico sul proprio lavoro, riferendosi ad André Breton e ai surrealisti belgi, suoi compagni di strada. Attraverso una serie di immagini ed esempi, Magritte delineò la genesi della sua arte e illustrò i principi che gli avevano permesso di trasformare oggetti quotidiani in qualcosa di sconvolgente.

Il percorso espositivo

Il percorso espositivo, composto da una novantina di opere, prende inizio dalle creazioni dei primi anni Venti. Si tratta di sperimentazioni, in alcuni casi lontane dai dipinti più conosciuti del maestro belga. Alcune opere in mostra, raramente presentate al pubblico, evidenziano l’infatuazione giovanile di Magritte per il futurismo italiano. Se lo stile pittorico di queste opere è distante da quello maturo, lo spirito che le sottende – cioè il desiderio di contraddire le prassi borghesi e le convenzioni artistiche – è lo stesso che presiede alle composizioni surrealiste. Ma è la metafisica, e in particolare l’opera di De Chirico, a offrire a Magritte lo spunto decisivo per la definizione dalla propria poetica.

René Magritte, "La mémoire",1948 olio su tela, 60 x 50 cm, Fédération Wallonie-Bruxelles, Ministère de la Communauté française, Bruxelles © Prolitteris 2018

In mostra viene presentato un eccezionale confronto fra Les Plaisirs du poète (1912) di De Chirico e la Traversée difficile (1926) di Magritte. Segue un’ampia selezione di lavori realizzati fra gli anni Venti e Trenta in cui si evidenziano i temi prediletti dell’artista. Come spiegato da Magritte ne La Ligne de vie, alla base dei dipinti realizzati dal 1925 al 1936 c’è la ricerca sistematica di un effetto poetico sconvolgente, raggiunto in primo luogo attraverso lo spaesamento di oggetti molto comuni, scelti affinché la loro decontestualizzazione producesse il massimo risultato. Vi erano poi altri espedienti utilizzati per rendere insolite le cose più comuni, ognuno dei quali è illustrato attraverso una serie di opere: la rappresentazione in una materia diversa da quella consueta (Souvenir de voyage, per esempio, presenta una natura morta “pietrificata”); la combinazione di immagini e parole associate in modo arbitrario le une alle altre (Le Reflets tu temps, 1928; Le Parfume de l’abîme, 1928); la rappresentazione delle visioni del dormiveglia (Le Noctambule, 1928). Questi dipinti, che oggi riconosciamo come capolavori, all’epoca della loro creazione destarono numerose critiche. Come ricorda lo stesso Magritte, gli veniva rimproverata l’assenza di qualità plastica, la rinuncia a uno stile “pittoresco” in favore di una rappresentazione scarna, la collocazione di oggetti in luoghi inconsueti.

Benché la conferenza La Ligne de vie si tenne nel 1938, l’esposizione del MASI non si limita a presentare opere realizzate entro tale data. Anche negli anni successivi Magritte rimane fedele ai principi poetici illustrati in quell’occasione e realizza alcune fra le sue opere più celebri, come La Mémoire, 1948 e La Grande Guerre, 1964, entrambe in mostra. Il percorso espositivo documenta anche l’unica e breve divagazione di Magritte dal proprio inconfondibile stile, il periodo vache, letteralmente vacca: una serie di opere realizzate nel 1948 con colori sgargianti e pennellate molto libere che, come annuncia l’espressione “vache”, fanno ironicamente il verso al fauvismo.

Completano il percorso documenti, fotografie e una serie di affiche del suo periodo giovanile, che illustrano il versante commerciale dell’opera dell’artista, oltre alla proiezione di film da lui realizzati nel corso degli anni Cinquanta.

Scheda tecnica

  • Magritte. La Ligne de vie
    fino al 6 gennaio 2019
  • Museo d’arte della Svizzera italiana
    sede LAC Lugano Arte e Cultura
    Lugano, Piazza Bernardino Luini 6
  • Curatori:
    Xavier Canonne e Julie Waseige
  • Coordinatore del progetto al MASI:
    Guido Comis
  • Orario di apertura:
    mar-dom, ore 10-18
    Giovedì aperto fino alle 20
    Lunedì chiuso
  • Biglietti:
    Intero Chf 20.-
    RidottoChf 14.-
    Ingresso gratuito ogni primo giovedì del mese ore 17-20
  • Info:
    Tel. (+41) (0)91 815 7970
    info@masilugano.ch
    www.masilugano.ch
  • La mostra è realizzata con il sostegno della Fondazione Magritte e si sposterà al nuovo Amos Rex di Helsinki nel corso del 2019.

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