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Luca Vannozzi. Sformaurbis, cartolina calligrafica dell'Italia centrale

Luca Vannozzi. Sformaurbis

Mostra di tavole illustrate originali su carta a cura di Barbara Pavan

a cura di Redazione, il 25/09/2017

L’Archivio di Stato di Latina ospiterà la mostra dell’artista Luca Vannozzi dal titolo Sformaurbis a cura di Barbara Pavan, che inaugura domenica 8 ottobre 2017 e sarà possibile visitarla fino al 20 ottobre. Sformaurbis, che ha debuttato alla Biblioteca Nazionale di Napoli lo scorso marzo è inserita nell’evento nazionale la ‘Domenica di Carta’ promosso dal MiBACT, per il quale è stato predisposto un percorso documentario dal titolo “A le triste e oziose acque”. Il tema che lega le due iniziative è il paesaggio e tutte le iniziative finalizzate alla divulgazione di una cultura del paesaggio stesso nel rispetto del dettato dell’art. 9 della Costituzione e del Codice dei beni culturali. L’Agro pontino è un laboratorio, con un’evoluzione millenaria, una storia di successi e sconfitte che nel dicembre del 1932 sembrava essersi tradotta in “realtà vivente”. In questo luogo fatto di città e borghi sorti dal nulla, si incrociano tante storie, un crocevia di genti ed etnie fino al secondo dopoguerra, un sistema di urbanizzazione forzata che si legge nelle mappe, memoriali, fotografie e carteggi, alcuni dei quali selezionati ed esposti nel percorso realizzato dal direttore dell’Archivio di Stato di Latina e dai suoi collaboratori.

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Sformaurbis: un progetto itinerante

‘In un articolo pubblicato l’anno scorso sul supplemento La Lettura del Corriere della Sera, Franco Farinelli commentava il testo della Convenzione europea del paesaggio, ratificata da non più di dieci paesi dell’Unione tra i quali, nel 2006, anche l’Italia: si abolisce il termine territorio e lo si sostituisce con paesaggio, più coerente con i tempi che cambiano. (…) Dire territorio significa indicare uno spazio bidimensionale inerte, organizzato (spesso rovinato) da un soggetto mobile e pensante, partendo da un assunto cartesiano che poi, a partire dalla Rivoluzione industriale, viene applicato alla superficie della Terra. Si tracciano strade rettilinee solcate sulla mappa e poi nel terreno che non si armonizzano più con le anse dei fiumi, le grandi proprietà feudali, gli arroccamenti degli abitati: i tracciati obbediscono a principi di comodità, economia e velocizzazione del traffico commerciale e colonizzano con la propria sintassi l’intero territorio europeo. La ferrovia, nell’Ottocento, fa il resto: elimina attriti, pendenze, dislivelli, fora montagne e taglia città e campagna, per giunta con una massicciata sopraelevata. Le autostrade del Novecento, per via dell’abnorme incremento della mobilità privata e della velocità, esaltano questo modello spaziale finché il paesaggio diventa del tutto banale, una carta topografica, una base più o meno solida (soprattutto in Italia) per tracciare percorsi, sforacchiare montagne, appoggiarci ponti, svincoli, scali e, ultimamente, trionfali oppure graziose rotatorie.(…)’ Questa la premessa da cui nasce Sformaurbis, un progetto itinerante di Luca Vannozzi costituito da una serie di opere su carta che si interrogano sul futuro del paesaggio italiano raccontandone con ironia un presente di identità incerta ed una passato di scelte discutibili. Due anni di lavoro per completare i dodici capolavori di miniaturizzazione che compongono questa mostra e che costituiscono il nucleo intorno al quale si articolano riflessioni di diversa natura, dalla letteratura all'architettura.

Biografia

Luca Vannozzi, reatino, è un disegnatore colto, raffinato e ‘slow’. Le sue tavole, illustrate attraverso una miniaturizzazione certosina, sono ispirate soprattutto dai testi letterari che frequenta assiduamente benché non manchino i temi sociali e di attualità sempre analizzati ed affrontati con una cifra ironica che è ormai caratteristica distintiva di tutto il suo lavoro. Tra le mostre recenti segnaliamo: (2017) Biblioteca Nazionale di Napoli, Palazzo Reale, Sformaurbis, progetto itinerante per il paesaggio, il territorio e l’ambiente, a cura di Barbara Pavan, testi in catalogo di Luca Arnaudo e Monica Cristina Storini; (2014-2015) Varie sedi tra cui Templum Pacis al Terminillo, L’incanto del creato, mostra internazionale di illustrazione per l’infanzia, a cura di Manuela Marinelli e Barbara Pavan; (2013-2014) varie sedi tra cui Museo Miniucchi di Rocca Sinibalda e Sala Polivalente Abbazia di Farfa, Il posto delle favole, mostra internazionale di illustrazione; (2012) Rieti, Studio7 Arte Contemporanea, Trame di carta, a cura di Luca Arnaudo; (2011) Rivodutri, Centocinquanta, a cura di Barbara Pavan e Francesco Santaniello, collettiva promossa dall’amministrazione comunale nell’ambito delle celebrazioni per il 150mo dell’Unità d’Italia, con il patrocinio di Provincia, CCIAA, Prefettura di Rieti; (2009) Rieti, Palazzo Marcotulli, Le stanze delle fiabe, a cura di Barbara Pavan, patrocinata da Regione Lazio.

Scheda Tecnica

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