Mostre » Andy Warhol Forever e Simone D’Auria Freedom

Andy Warhol. Marilyn,1981. Serigrafia firmata. Edizioni Leo Castelli Graphics, New York. Cm 30,7x30,7. Collezione Rosini-Gutman, Riccione- Italia

Andy Warhol Forever e Simone D’Auria Freedom

Fino al 31 Dicembre 2017 al Gallery Hotel Art di Firenze un dialogo pop tra le opere di Andy Warhol e una grande installazione di Simona D’Auria

a cura di Redazione, il 05/06/2017

Fino al 31 dicembre 2017, un protagonista assoluto della storia dell’arte, Andy Warhol, e uno dei suoi talenti emergenti, Simone D’Auria, si ritrovano a Firenze nel nuovo capitolo del progetto urbanistico-culturale ideato dalla Lungarno Collection. Quinta edizione dell’iniziativa che propone un percorso che unisce l’interno e il fronte esterno dell’hotel con tutta l’area urbana circostante: sedici tra i lavori più iconici dell’artista americano, come le Marilyn o le Campbell’s soup, si confrontano con la sfilata di Vespa creata dall’artista italiano Simone D’Auria

Andy Warhol icona della Pop Art a confronto con la genialità dell'artista Milanese Simone D’Auria

Le opere iconiche del maestro della Pop art americana e l’installazione Freedom, che vede protagoniste le scocche della Vespa, rivisitate dal geniale artista milanese, creeranno un suggestivo percorso tra l’interno del Gallery Hotel Art e la facciata dell’albergo fiorentino.
“Siamo ormai arrivati al nostro quinto appuntamento – dichiara Valeriano Antonioli, Amministratore Delegato del Gruppo –. L’idea, nata nel 2013, era quella di riqualificare Vicolo dell’Oro, la piazzetta antistante il nostro Gallery Hotel Art, donando allo spettatore un punto di vista alternativo, portandolo a guardare verso l’alto! Per fare questo, abbiamo fatto uscire l’arte dal nostro hotel e arrampicare sulla sua facciata. Simone d’Auria è stato colui che ha interpretato fino ad oggi questo nostra visione, proponendo installazioni che affrontassero temi di particolare interesse sociale e culturale e per le quali abbiamo ottenuto il patrocinio del Comune di Firenze, oltre che il supporto dalle principali istituzioni della città. Quest’anno ci possiamo vantare della collaborazione del Gruppo Piaggio che ha voluto sostenere il progetto di Simone D’Auria, ispirato a quell’icona universale del Made in Italy che è la Vespa. Siamo molto orgogliosi di ospitare inoltre i lavori di un maestro come Andy Warhol che sicuramente saranno importante volano dello spirito POP del nostro Gallery Hotel Art”.

Andy Warhol. Kiku, Screen print on paper cm 27,9x20,6 c.a..1983-84

I 16 lavori del maestro della Pop art americana

La mostra Andy Warhol Forever presenta sedici lavori tra le sue più iconiche produzioni, provenienti dalla Fondazione Rosini Gutman; si tratta di un excursus veloce, ma estremamente esplicativo, che ripercorre l’avventura dell’artista che è riuscito a scuotere dalle fondamenta il mondo accademico della pittura e della critica del secondo Novecento, ma anche a modificare per sempre l’immagine dell’America e della società contemporanea. Il percorso, allestito all’interno del Gallery Hotel Art, propone due ritratti della serie dedicata a Marilyn Monroe, di cui Warhol si occupò già nel 1962, subito dopo la sua tragica scomparsa; Warhol intuì l'alto valore simbolico della vita e della violenta morte dell'attrice contribuendo a crearne un’icona che rimarrà nella leggenda. Accanto a essi, si trova una serigrafia del ciclo Ladies and gentlemen, nel quale Warhol inizia a ritrarre i volti della gente comune e non solo delle icone dello spettacolo. In questo ambito, l’artista decise di prendere come modelle anche delle drag queen del club newyorkese The Gilden Grape, un soggetto piuttosto forte e di non facile risoluzione per l’epoca. Non mancano le immagini della società dei consumi, come le celebri lattine della Campbell’s soup, qui nella loro versione classica del 1967 e in quella con l’etichetta speciale creata per le olimpiadi invernali di Sarajevo del 1984, oltre a uno dei vestiti Campbell Soup Dress del 1966 in carta cotone ‘usa e getta’.

Il percorso espositivo

La mostra prosegue analizzando lavori più particolari, come quelli che riproducono il Kiku, ovvero il crisantemo giapponese, il fiore che rappresenta l’imperatore e la casa imperiale nipponica, o la rivisitazione delle nature morte seicentesche, pensate e realizzate come se fossero veri e propri modelli viventi, giocando e sperimentando l’uso delle ombre nell’arte grafica che, nella geniale prospettiva pop di Warhol divennero Space fruits - Frutta Spaziale. Oltre ad altri soggetti di Warhol esposti, si potranno ammirare anche alcune opere di Steve Kaufman, fra le quali una serie di tre James Dean, un ritratto argentato di Elvis Presley e naturalmente un ritratto di Marilyn ed altri soggetti POP. Quindi saranno visibili tantissime “American Icons”, infatti Kaufman, quale degno “discendente” di Warhol, sino al 2010 portò avanti l’idea POP nell’Arte, frequentando tutti i maggiori esponenti dello “Star Sistem” di Hollywood. Sarà quindi disponibile un vero e proprio “percorso” che unisce l’inizio dell’Arte Pop sino ai giorni nostri.

Simone D'Auria.'Freedom'

Freedom un inedita Installazione

Il filo rosso della Pop Art lega la rassegna di Warhol con l’inedita installazione Freedom pensata da Simone D’Auria per la nuova edizione del progetto della Lungarno Collection. D’Auria, direttore artistico dell’operazione, ha individuato in Vespa, icona universalmente riconosciuta del Made in Italy, uno straordinario strumento di comunicazione che, in questa occasione, si riveste delle immagini rappresentative di diversi angoli del nostro pianeta. “Vespa è un brand profondamente urbano che va ben oltre la sua funzione di mezzo elegante e facile per la mobilità quotidiana" - commenta Davide Zanolini, Direttore Marketing e Comunicazione del Gruppo Piaggio -. "Ci piace pensare che ‘arredi e vesta’ la città. Vespa è uno dei pochi oggetti ‘fisici’ che rappresentano il Made in Italy, semplicemente perché del Made in Italy incarna i valori principali: creatività, innovazione, qualità, personalità forte e distintiva. Valori che Vespa porta ovunque nel mondo, in maniera autorevole e credibile e che ritroviamo presenti nella partnership con Lungarno Collection e nell’innovativa installazione pensata da Simone D’Auria". L’iniziativa, col patrocinio del Comune di Firenze e il contributo del Gruppo Piaggio, presenta una serie di 12 Vespa ancorate alla facciata dell’hotel fiorentino. Ciascuna Vespa, di cui D’Auria utilizza la sola scocca, è stata appositamente colorata e decorata con la particolare tecnica del Water Transfer Printing, realizzando una livrea in cui la natura è la vera protagonista della scena. La forma di Vespa è stata recentemente riconosciuta come “opera di Design da tutelare” a livello mondiale, protetta dal diritto d’autore. L’opera di D’Auria sarà portavoce della bellezza della natura. Ogni scocca, infatti, porterà su di sé e con sé, un particolare habitat, sia esso il deserto, la foresta, l’oceano, le montagne e le colline, il cielo con le nuvole. Quella di D’Auria si presenta come un’installazione colorata, dotata di una forte idea di libertà e che grazie alla forza comunicativa di un brand, immediatamente riconoscibile, come Vespa permetterà al visitatore di immergersi in un’atmosfera Pop

La Facciata del Gallery Hotel Art come un museo a cielo aperto

La nuova installazione di D’Auria giunge al Gallery Hotel Art, dopo che la sua facciata aveva ospitato, nel 2013, un gruppo di ventidue biciclette che rappresentavano la voglia di riscatto del popolo italiano, quel “guardare verso l’alto”, verso il futuro, sinonimo della capacità di reinventarsi e, nel 2014, una lunga fila di manichini cromati, ciascuno con una differente testa di animale per ripercorrere, attraverso i loro simboli, la storia dei grandi personaggi fiorentini. Nel 2015, anno di Expo, enormi cucchiai - Bruno spoon - ricordavano i temi approfonditi dall’Esposizione universale e, al tempo stesso, omaggiavano il grande designer Bruno Munari, mentre, lo scorso anno, WOW. La girandola delle energie, proponeva girandole di grandi dimensioni che rimandano all’idea del vento e a quella dell’energia pulita ottenibile sfruttando questo fenomeno atmosferico. Il progetto di D’Auria, che si avvale della collaborazione di Leica, si completa, nella piazza di Vicolo dell’Oro, con un Selfie corner dove saranno poste tre Vespa statiche, ad altezze differenti, per creare un’interazione col pubblico, diventando motivo e sfondo per scattare selfie e condividerli attraverso i canali social.

Simone D’Auria. Sunflower dx

Simone D’Auria (Bergamo, 1976). Note biografiche

Architetto e designer. Figlio degli anni settanta, cresce in un ambiente culturale pervaso dalla rivoluzione estetica e politica. L’atmosfera alternativa di quegli anni caratterizzerà indelebilmente il senso estetico del suo percorso progettuale. È a Bruno Munari, maestro del design italiano, che Simone D’Auria guarda con reverenza quando decide di seguire la sua vocazione. Il talento naturale, il know how assimilato durante gli anni e la preparazione “istituzional-culturale”, gli permettono di affacciarsi consapevolmente al mondo dell’arte e del design. A livello istituzionale le collaborazioni più prestigiose riguardano Triennale Milano, dove espone regolarmente alcune delle sue opere d’arte e design e St. Moritz Art Masters 2012 con l’esposizione di due delle opere più recenti (Charging Bull e MV California). Simone D’Auria opera in realtà in tutte le discipline del design, realizzando progetti di disegno industriale, grafica, editoria, art direction, architettura e interni di alberghi, case private, showrooms, negozi e motociclette: di tanto intanto sconfina nel mondo dell’arte e della fotografia. Questa visione così ampia e ‘unconventional’, lo spinge alla costante ricerca di nuovi materiali e sempre diverse possibilità di impiego degli stessi, da qui i suoi inconfondibili progetti, prodotti e opere caratterizzati da un fascino trasversale e dalla forte interdisciplinarità.

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