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Davide Nido. Impressionaldo, 2006, tecnica mista su tela, 140x150 cm

Aldo Mondino & Davide Nido

Una mostra che documenta un meraviglioso dialogo tra i due artisti

a cura di Redazione, il 11/05/2017

Fino al 10 giugno 2017 La Galleria Giovanni Bonelli di Milano ospita una doppia personale dedicata ad Aldo Mondino (1938-2005) e Davide Nido (1966-2014). I due hanno condiviso, per un quinquennio, un intenso rapporto professionale; Davide Nido è stato infatti assistente di Aldo Mondino, considerandolo come suo maestro e punto di riferimento per la sua carriera artistica.

L'arte di Mondino tra quadrettature e palloncini

Il percorso espositivo prende avvio con una selezione di lavori di Aldo Mondino, uno dei più significativi protagonisti della scena artistica italiana che si è imposto grazie ad una matrice linguistica del tutto originale. Alla Galleria Giovanni Bonelli si presenterà un corpus di lavori esemplificativi di alcuni suoi temi ricorrenti, dalle quadrettature ai ‘palloncini’ della metà degli anni ‘60, dai tappeti degli anni ’90, fino ai “dervisci” dei primi anni duemila.

L'astrazione di Davide Nido

La rassegna prosegue con le opere di Davide Nido, la cui cifra espressiva si sviluppa all'interno dell’astrazione. La sua “pittura” si esprimeva grazie al singolare uso di colle resiniche ‘sparate’ sulla tela con uno strumento che permetteva di renderle liquide e di disporle ora a gocce ora in continuità. Nella sua ricerca emergono alcune modalità operative che sono diventate componenti fondamentali della sua poetica: l’uso della forma circolare come elemento di base dell’immagine, la disposizione dei colori per trame, la costruzione modulare, la ripetizione all’infinito. Davide Nido deve probabilmente a Mondino la sua prima importante affermazione, con la partecipazione al Premio internazionale d’arte contemporanea del 1992 a Serre di Rapolano, nel senese, dove vinse il primo premio e soprattutto la sua assoluta libertà nella scelta dell’utilizzo di materiali poveri e non aulici, come le resine e le colle a caldo, con cui riempiva le sue tele creando geometrie e fantasmogorie che sono oggi parte dell’immaginario astratto legato al suo nome.

Scheda Tecnica

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