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New York City, New York, USA 1989 © Elliott Erwitt/MAGNUM PHOTOS

Elliott Erwitt. Kolor

In mostra per la prima volta in Italia le opere inedite a colore del celebre fotoorafo

a cura di Redazione, il 09/02/2017

Inaugura sabato 11 febbraio al Palazzo Ducale la prima grande retrospettiva di immagini a colori del celebre fotografo Elliott Erwitt. La mostra è curata da Biba Giacchetti, con il progetto grafico e di allestimento di Fabrizio Confalonieri. Promossa dal Comune di Genova e dalla Fondazione di Palazzo Ducale, la rassegna è prodotta da Civita Mostre con la collaborazione di SudEst57. Un evento unico e straordinario. Se i lavori in bianco e nero del grande maestro sono stati esposti in numerose mostre di grande successo all'estero e in Italia, la sua produzione a colori, invece, è completamente inedita.

Le opere inedite

Solo in tempi molto recenti Erwitt ha infatti deciso di affrontare, come un vero e proprio viaggio durato lunghi mesi, il suo immenso archivio a colori; una tecnica che aveva scelto di dedicare solo ai suoi lavori editoriali, istituzionali e pubblicitari: dalla politica al sociale, dall’architettura al cinema e alla moda. Immagini dunque sostanzialmente diverse, immagini sulle quali ha posato uno sguardo critico e contemporaneo a distanza di decenni, che ci fanno conoscere un mondo parallelo altrettanto straordinario. E’ nato così un percorso sorprendente per l’eleganza compositiva, l’uso del colore, l’ironia, talvolta la comicità e gli altri poliedrici aspetti che rendono Erwitt un autore amatissimo e inimitabile. La mostra comprende circa 135 scatti, che Elliott Erwitt ha selezionato personalmente, traendoli dai suoi due grandi progetti a colori, Kolor e The Art of André S. Solidor.

Las Vegas, Nevada, USA 1957 © Elliott Erwitt/MAGNUM PHOTOS

Il percorso espositivo

Kolor è il titolo del grande volume retrospettivo per realizzare il quale Erwitt ha rivisitato tutto il suo archivio, con un impegno imponente che attraversa tutta la sua produzione a colori. The Art of André S. Solidor è invece l’esilarante e sottile parodia del mondo dell’arte contemporanea con i suoi controsensi e con le sue assurdità. Mentre il primo progetto vive di scoperte dei vecchi negativi Kodak, in cui si ritrova il tipico linguaggio di Erwitt, dai ritratti di personaggi famosi alle immagini più ironiche e talvolta irriverenti, nella sezione di André S. Solidor, invece, egli crea un vero e proprio alter ego del maestro, con tanto di autoritratti, che si esprime in una produzione che non lascia più niente al caso o all’intuizione, come emerge anche in un breve ed esilarante filmato. André S. Solidor ama il digitale e il photoshop, la nudità gratuita e l’eccentricità fine a se stessa, ma somiglia ad Elliott Erwitt più di quanto appaia: ironia, metafora e puro divertimento surreale sottendono una seria riflessione sui meccanismi e le assurdità dell’arte contemporanea e del suo mercato.

Il fotografo della "commedia umana"

Membro dal 1953 della storica agenzia Magnum, fondata tra gli altri da Henri Cartier-Bresson e Robert Capa, Erwitt ha raccontato con piglio giornalistico gli ultimi sessant’anni di storia e di civiltà contemporanea, cogliendo gli aspetti più drammatici ma anche quelli più divertenti della vita che è passata di fronte al suo obiettivo. "Nei momenti più tristi e invernali della vita, quando una nube ti avvolge da settimane, improvvisamente la visione di qualcosa di meraviglioso può cambiare l’aspetto delle cose, il tuo stato d’animo. Il tipo di fotografia che piace a me, quella in cui viene colto l’istante, è molto simile a questo squarcio nelle nuvole. In un lampo, una foto meravigliosa sembra uscire fuori dal nulla". Non a caso è considerato il fotografo della commedia umana. Marilyn Monroe, Fidel Castro, Che Guevara, Sophia Loren, Arnold Schwarzenegger, sono solo alcune delle numerose celebrità colte dal suo obiettivo ed esposte in mostra. Su tutte Erwitt posa uno sguardo tagliente e al tempo stesso pieno di empatia, dal quale emerge non soltanto l'ironia del vivere quotidiano, ma anche la sua complessità.

In mostra un testo inedito

Con lo stesso atteggiamento d’altra parte Erwitt riserva la sua attenzione a qualsiasi altro soggetto, portando all'estremo la qualità democratica che è tipica del suo mezzo. Il suo immaginario è infatti popolato in prevalenza da persone comuni, uomini e donne, colte nel mezzo della normalità delle loro vite. Nato a Parigi nel 1928 da una famiglia russa di origini ebraiche, Elliott Erwitt trascorse l'infanzia in Italia e si trasferì definitivamente negli Stati Uniti nel 1939, prima a New York e poi a Los Angeles. Ebbe a dire, a proposito delle leggi razziali: “Grazie a Benito Mussolini sono Americano”. Il percorso espositivo si conclude con una sezione multimediale che comprende la proiezione di due filmati che documentano la sua lunga carriera di autore e regista televisivo e una video collezione di alcune delle sue più significative fotografie in bianco e nero. La visita è corredata da una audioguida inclusa nel biglietto, che fornisce al visitatore il racconto di quanto accade nelle immagini di Erwitt. Un testo prezioso, frutto di una documentazione ricostruita dalla curatrice con l’autore, e mai pubblicato in precedenza.

Scheda Tecnica

  • Elliott Erwitt. Kolor
    dall' 11 febbraio al 16 luglio 2017
    Inaugurazione: sabato 11 febbraio 2017
  • Curatrice:
    Biba Giacchetti
  • Sottoporticato di Palazzo Ducale
    Genova, Piazza Matteotti, 9
  • Orario di apertura:
    mar-dom, 10-19; la biglietteria chiude un’ora prima
  • Biglietti:
    Intero € 11; Ridotto € 9 (disabili, insegnanti, giovani dai 19 fino a 27 anni compiuti con documento e/o tesserino universitario, gruppi da 15 a 25 persone, possessori del biglietto della mostra “Modigliani” ) ; Ridotto speciale € 4 (scuole e bambini dai 6 ai 14 anni); Gratuito minori di 6 anni, accompagnatori di persone disabili, giornalisti e guide turistiche, un accompagnatore per gruppo, due insegnanti accompagnatori per classe, membri ICOM; € 5 ridotto speciale ogni venerdì giovani sino a 27 anni; ridotto tesserati CUS tutti i pomeriggi feriali dalle 14.00
  • Uffici stampa:

    Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura
    Tel. (+39) 010 8171612
    Camilla Talfani
    ctalfani@palazzoducale.genova.it

    Civita
    Tel. (+ 39) 02 43353527 - (+39) 06 692050220-258
    Giulia Borroni
    g.borroni@operalaboratori.com
    Barbara Izzo
    b.izzo@operalaboratori.com
    Arianna Diana
    a.diana@operalaboratori.com
    Civita Mostre
  • Info:
    Tel. 199.15.11.21
    mostre@civita.it
    Palazzo Ducale
    Sito web della mostra

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