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Salvador Dalí. Eco geologica. Dalla Pietŕ di Michelangelo 1982, olio su tela 100 x 100 cm. Figueres, Fundació Gala-Salvador Dalí

Dalí. Il sogno del classico

A Pisa in mostra la grande opera del maestro spagnolo

a cura di Redazione, il 02/01/2017

La prestigiosa sede della Fondazione Palazzo Blu fino al 19 febbraio 2017 ospiterŕ la mostra “Dalí. Il sogno del classico”, che vede il Patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attivitŕ Culturali e del Turismo, dell’Ambasciata di Spagna in Italia, della Regione Toscana e del Comune di Pisa. L’evento espositivo organizzato dalla Fondazione Palazzo Blu insieme con MondoMostre, grazie alla collaborazione della Fundació Gala-Salvador Dalí e al contributo della Real Academia de Espańa en Roma, č curata da Montse Aguer, direttrice Musei Dalí – Fundació Gala-Salvador Dalí. La mostra presenta al pubblico la grande opera del maestro spagnolo attraverso una selezione di importanti opere che mostrano la grande ispirazione che Dalí trae dalla tradizione dei grandi Maestri come Raffaello e Michelangelo. Sono circa 150 le opere che si possono ammirare, provenienti dal Teatro Museo Dalí di Figueres e dal Dalí Museum di St. Petersburg in Florida, le due piů importanti istituzioni mondiali che custodiscono le opere dell’artista spagnolo, e dai Musei Vaticani.

Dalě e l’evoluzione dell’arte contemporanea

Salvador Dalí č uno degli artisti piů celebri e riconoscibili del mondo, ma anche uno dei piů controversi. Nel XX secolo nessun altro č riuscito a coniugare cosi fermamente il fascino esercitato sul grande pubblico con le critiche provenienti da istituzioni e storici dell’arte. Dietro il paravento teatrale della sua esuberante personalitŕ, Dalí portava avanti una riflessione seria e profonda sull’arte, affrontata con la sensibilitŕ di un artista e di un intellettuale estremamente complesso. Le idee e le immagini da lui elaborate lo hanno reso uno degli autori piů influenti del Novecento: ha aperto la strada all’evoluzione dell’arte contemporanea dimostrando una profonda conoscenza e un grande rispetto per l’arte del passato, in particolare quella del Rinascimento.

Salvador Dalí. Senza titolo. Dalla Testa di Michelangelo 198 2, olio su tela, 75x75 cm. Figueres, Fundació Gala -Salvador Dalí ©Salvador Dalí, Fundació Gala -Salvador Dalí by SIAE 2016

In mostra quattro capolavori inediti

La mostra insiste sull'importanza dell’Italia, del Rinascimento e in particolare di Michelangelo, nell'opera di Salvador Dalí. All'interno del percorso espositivo troviamo una selezione di oli straordinari e poco conosciuti, quattro dei quali inediti – Senza titolo. Mosč dalla tomba di Giulio II di Michelangelo, Senza titolo. Cristo dalla Pietŕ di Palestrina di Michelangelo, Senza titolo. Giuliano de’ Medici dalla tomba di Giuliano de’ Medici di Michelangelo e Senza titolo. Dal Ragazzo accovacciato di Michelangelo – che figurano tra le sue ultime creazioni degli anni ottanta. Presentate per la prima volta come un corpus stilistico e tematico, queste opere permettono di analizzare la tecnica e il pensiero del Dalí di quel periodo, e di evidenziare come le sue inquietudini continuassero a tradursi in espressione artistica. Approfondire la conoscenza dell’ultima fase della carriera del pittore, ancora poco nota, significa entrare in contatto con il pensiero daliniano piů peculiare, mediato da un’espressivitŕ che persegue la ricerca dell’immortalitŕ.

La svolta mistica e religiosa di Dalě

Cosě come dimostrano anche i quattro dipinti che aprono la mostra, La Trinitŕ (Studio per Il concilio ecumenico), 1960, Paesaggio di Portlligat, 1950, Sant’Elena a Portlligat, 1956 circa e L’Angelo di Portlligat, 1952, dove č possibile notare una svolta mistica e religiosa nell’arte di Salvador Dalí. Dopo aver trascorso otto anni negli Stati Uniti con la sua amata Gala, a causa della guerra civile spagnola, nel luglio del 1948 Dalí e Gala tornano a Port Lligat e poi di nuovo in Italia. Cosě Dalí descrive il suo soggiorno nella penisola “Sono tutto invasato dai canoni geometrici, dalle misure, dalle proporzioni (…)”. Ed č proprio il suo soggiorno in Europa di quegli anni che segna il passaggio nella “nuova era della pittura mistica” in cui le sue maggiori passioni – la scienza, la religione e i mastri della pittura – si fondono. Sono gli anni in cui prepara il testo che pubblicherŕ, nella sua forma definitiva, nel 1951 e che si intitola Manifesto Mistico; un manifesto che vuol essere una legittimazione della sua pittura di temi religiosi ispirati agli artisti rinascimentali che ammira.

Salvador Dalí. Senza titolo. Giorno dalla tomba di Giuliano de’ Medici di Michelangelo 1982, olio su tela 67,2 x 95 cm. Figueres, Fundació Gala-Salvador Dalí ©Salvador Dalí, Fundació Gala-Salvador Dalí by SIAE 2016

In mostra le xilografie della Divina Commedia

Oltre i dipinti sarŕ esposta in mostra l’intera serie di xilografie che illustra la Divina Commedia. Nel 1950 il Ministro della Pubblica Istruzione commissionň a Salvador Dalí di illustrare il capolavoro di Dante Alighieri. Dalí dipinse tra il 1950 e il 1952, 102 acquerelli che furono esposti prima a Roma, nel 1954, e in seguito a Venezia e Milano. A causa delle pressioni politiche dell’opposizione, contraria a che uno spagnolo si occupasse d'illustrare il piů grande capolavoro della letteratura italiana, il governo italiano decise perň di recedere dalla commissione e Dalí, che si sentě insultato dal gesto, si prese il gusto di una rivincita. L’artista spagnolo infatti raddoppiň il prezzo e offrě i diritti di riproduzione a Joseph Foręt che nel 1960, pubblicň 100 aquarelles pour la Divine Comédie de Dante Alighieri par Salvador Dalí, il catalogo della mostra che venne allestita al Palais Galliera di Parigi. Il 23 novembre 1963, Foręt pubblicň un’edizione integrale della Divina Commedia con le stampe originali degli acquerelli dell’artista spagnolo.

La vita di Benvenuto Cellini raccontata attraverso l’arte del maestro spagnolo

E poi la mostra ci conduce a un Dalí disegnatore, dopo averlo visto pittore, illustratore e intellettuale appassionato di letteratura, attraverso 27 disegni e acquarelli che raccontano la leggendaria vita di Benvenuto Cellini. L’artista catalano viene incaricato dall’editore Doubleday&Company di illustrare una nuova edizione della Vita dell’orafo fiorentino. Č il 1945 e Dalí realizza quarantuno illustrazioni per l'Autobiografia di Benvenuto Cellini, molto varie sia da un punto di vista formale che tecnico. Gli originali per la preparazione di quest'opera, oggi conservati alla Fundació Gala-Salvador Dalí di Figueres, sono dotati di iscrizioni e citazioni dal testo celliniano. Č questa l'occasione per Dalí di una meditazione sistematica riguardante la vita e le opere di Benvenuto Cellini che tuttavia, non comporterŕ un aumento di citazioni o rimandi nelle opere degli anni successivi, a testimonianza che il genio celliniano era giŕ ben presente nell'immaginario e nel linguaggio figurativo di Dalí, che avrebbe voluto incarnare il ruolo di artista poliedrico e multidisciplinare quale era Cellini nel Cinquecento. La mostra dunque si presenta come un grande progetto dal taglio inedito, che mette a confronto diretto il genio di Figueres con la tradizione antica e con i grandi Maestri italiani e che presenta, per la prima volta nelle sale di Palazzo Blu, un aspetto particolare della parabola surrealista daliniana. Ed ecco che dipinti, illustrazioni, disegni e acquarelli raccontano di un enigmatico ed eccentrico Dalí in veste di esploratore e ammiratore del "sogno classico".

Didascalie delle immagini visibili dalla homepage:
- Salvador Dalí. Senza titolo. Giuliano de’ Medici dalla tomba di Giuliano de’ Medici di Michelangelo, 1982, olio su tela - 140 x 95 cm. Figueres, Fundació Gala-Salvador Dalí ©Salvador Dalí, Fundació Gala-Salvador Dalí by SIAE 2016(particolare)
- Salvador Dalí. Il guerriero o Los embozados. Lorenzo de' Medici dalla tomba di Lorenzo de' Medici di Michelangelo, 1982, olio su tela - 100 x 100 cm. Figueres, Fundació Gala-Salvador Dalí
©Salvador Dalí, Fundació Gala-Salvador Dalí by SIAE 2016 (particolare)
- Salvador Dalí. Senza titolo. Dalla Testa di Michelangelo, 1982, olio su tela - 75 x 75 cm. Figueres, Fundació Gala-Salvador Dalí ©Salvador Dalí, Fundació Gala-Salvador Dalí by SIAE 2016 (particolare)

Scheda Tecnica

  • Dalí. Il sogno del classico
    prorogata fino al 19 febbraio 2017
  • Curatrice:
    Montse Aguer (direttrice Musei Dalí – Fundació Gala-Salvador Dalí)
  • Palazzo d’arte e cultura Fondazione Palazzo
    Pisa, Blu Lungarno Gambacorti, 9
  • Orario di apertura:
    Lun - Ven, ore 10 -19; Sab - Dom e festivi, ore 10-20 (La biglietteria chiude un’ora prima della chiusura)
  • Biglietti:
    Intero 12 € con audioguida inclusa; Ridotto da 5 € a 10 € con audioguida inclusa; ridotto 10 € per visitatori oltre i 65 anni e fino a 25 anni e per portatori di handicap e per convenzioni e gruppi; ridotto 5 € per universitari (solo giovedě); Gratuito con audioguida inclusa per giovani fino a 6 anni accompagnati da familiari, un accompagnatore per ogni gruppo, due accompagnatori per ogni gruppo scolastico, un accompagnatore per disabile che presenti necessitŕ, giornalisti iscritti all’albo, tesserati ICOM
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    Palazzo d’arte e cultura Fondazione Palazzo
    Mondo Mostre
    Sito web della mostra

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