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Il nuotatore (va troppo spesso a Heidelberg) Videoambiente 1984 Venezia, Palazzo Fortuny, © Studio Azzurro

STUDIO AZZURRO. Immagini Sensibili

Fino al 4 settembre 2016 il Palazzo Reale di Milano ospita una mostra retrospettiva di Studio Azzurro

di Luca Maffeo, il 06/07/2016

Esistono due modi per concepire lo strumento tecnologico, poiché se da un lato esso si presenta come l’alternativa dilettevole pronta a distogliere la persona dalla responsabilità del suo agire, dall’altro è una creazione umana che nasce con il compito ben più ardito, e troppo spesso dimenticato, di comprendere quel che ci accade intorno. Lo Studio Azzurro, fondato trentacinque anni fa da Fabio Cirifino, Paolo Rosa (1949-2013) e Leonardo Sangiorgi, propone una «poetica precisa», scrivono, che ripone le sue radici nella «luminescenza azzurra» di una «piccola finestra di luce prodotta da un tubo catodico». Oggi ormai ultrapassato, eppure fonte primaria per lavori d’arte che spaziano dai videoambienti alla performance teatrale, dinnanzi ai quali lo spettatore diviene soggetto, attivo e compartecipe, dell’opera medesima.

Accadimenti inaspettati

Al di là dello schermo sta l’immagine, ora non più imposta quale elemento passivante di una conoscenza indotta, in quanto reperibile nella sua piena azione solo a contatto con il riguardante. Così, al bussare sulla superficie obliqua dei Tavoli (perché queste mani mi toccano, 1995) una fiamma divampa e il Coro (1995) di corpi dormienti lo si può udire calpestando il tappeto sul quale sono proiettati. L’interattività, tuttavia, non è il fine, né si riduce l’intento dell’opera alla pura relazione tra un oggetto mediato e una persona reale. Il punto di partenza di ogni lavoro sembra richiamare quindi l’attenzione di un duplice sguardo, dell’immagine e dell’astante, entrambi rivolti “fuori di sé”. Fatto – oggettivo e imprevisto – che intervalla le bracciate del Nuotatore (va troppo spesso a Heidelberg, 1984), le cui movenze potenzialmente infinite vengono disturbate da accadimenti inaspettati. Mentre una telecamera termica riprende vasi d’argilla che appaiono sui monitor grazie al calore delle mani di un artigiano (Il giardino delle cose, 1992). Varietà di visioni soggette al tempo dell’osservazione, del loro mutare, nascere e – ormai fredde – scomparire nel buio dello schermo.

Tavoli (perché queste mani mi toccano) Ambiente sensibile 1995 Milano, Triennale, Oltre il villaggio globale.© Studio Azzurro

Miracolo a Milano

La ricerca di Studio Azzurro travalica l’effetto sensazionale e schiva qualsivoglia tentazione populista atta alla creazione di immagini di facile abbocco. Rinuncia quasi in toto alla benevolenza effimera verso la buona fattura di un oggetto d’arte, ora diametralmente opposto al candore di un’agevole attrazione; ma è segno, invece, e matrice, più che altro, di un’esperienza non percorribile in presenza di un destinatario indolente. Tanto che, dinnanzi ai quattro grandi specchi installati presso la Sala delle Cariatidi, il riflesso di chi guarda viene subitamente sostituito dalla figura di uomini comuni, i quali, senza vergogna, raccontano in poco più di un attimo la loro storia; chi sono e da dove vengono. Prima di ascendere verso la cupola che sormonta l’ampia sala del Palazzo Reale (Miracolo a Milano, 2016). «Immagini sensibili», le definiscono i fondatori dello Studio, che «hanno insegnato anzitutto a noi […] quella “sorpresa nel riconoscersi nell’altro” che chiamiamo empatia». Un processo di conoscenza obbiettivo, un «guardare oggettuale che diviene soggettivo» poiché, sosteneva F.T. Vischer alla metà dell’Ottocento, «dietro l’esteriorità» io ritrovo «un’anima come la mia, ritrovo dunque me stesso».

Scheda Tecnica

  • Studio Azzurro. Immagini Sensibili
    fino al 4 settembre 2016
  • Curatela e progetto espositivo:
    Studio Azzurro
  • Palazzo Reale
    Milano, Piazza del Duomo 12
  • In collaborazione con:
    Arthemisia Group
  • Catalogo:
    Silvana Editoriale
  • Orario di apertura:
    lun, ore 14.30-19.30; mar-mer-ven-dom, ore 9.30-19.30; Gio e sab, ore 9.30-22.30
  • Info:
    mostra@studioazzurro.com
    Tel. (+39) 02 54911
  • Ufficio Stampa Arthemisia Group:
    Adele Della Sala
    ads@arthemisia.it
    M. +39 345 7503572
    Anastasia Marsella
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    Salvatore Macaluso
    press@arthemisia.it
    T +39 06 69380306
  • Ufficio Stampa del Comune di Milano:
    Elena Conenna
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