Cronaca » L’Annunciazione di Leonardo è... del Pollaiolo

L'Annunciazione di Leonardo da Vinci conservata alla Galleria degli Uffizi (Fonte immagine: ufficio stampa Eventi Pagliai s.r.l.)

L’Annunciazione di Leonardo è... del Pollaiolo

Studioso fiorentino contesta l’attribuzione del capolavoro custodito agli Uffizi

a cura di Redazione, il 09/06/2016

La celebre Annunciazione custodita alla Galleria degli Uffizi e attribuita a Leonardo da Vinci sarebbe in realtà opera di Antonio del Pollaiolo: a contestare la paternità del dipinto quattrocentesco è lo studioso fiorentino Massimo Giontella nel suo saggio 'Antonio del Pollaiolo. Il maestro dei maestri', introdotto dallo storico dell’Università di Firenze Riccardo Fubini e edito da Polistampa.

La nuova attribuzione, che si poggia su argomentazioni storiche, iconografiche e figurative, porterebbe anche a spostare la datazione dal 1472-1475 al 1481, qualificando il dipinto come un’opera della piena maturità del Pollaiolo, a cui però anche Leonardo avrebbe partecipato. Indagando sui rapporti tra il Pollaiolo e Federico da Montefeltro, duca d’Urbino, Giontella arriva a identificare nello sfondo dell’Annunciazione la città di Otranto, espugnata nel 1480 dai Turchi. Il coinvolgimento di Federico con il dipinto, avvalorato da una missiva da lui inviata al Senato Veneto, escluderebbe come autore principale Leonardo, che mai intrattenne rapporti col Duca. La cura quasi ossessiva del particolare, rilevabile nel dipinto, risulterebbe poi inconciliabile con il modus stilistico Leonardo da Vinci. “La deviazione oculare del volto di Maria”, conclude Giontella, “costituisce invece una delle tipiche ‘firme’ di riconoscimento del Pollaiolo”.

Il saggio, che racchiude teorie in parte già esposte dall’autore in conferenze e contributi sulla stampa specializzata, propone un nuovo approccio valutativo a molte opere rinascimentali, arrivando talvolta a scontarsi con teorie consolidate. La nuova lettura dell’opera del Pollaiolo lo pone sotto una diversa luce e ne riafferma la centralità rispetto al panorama artistico del secondo Quattrocento.

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