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Massimo Dalla Pola. Mosul #3, 2015, acrilico su tela, 40x80 cm

MASSIMO DALLA POLA

A Milano in mostra l'inedito ciclo dedicato ai siti archeologici e religiosi - tra Afghanistan, Siria e Iraq - distrutti dal fanatismo religioso

a cura di Redazione, il 21/10/2015

Ha aperto ieri a Circoloquadro la nuova stagione espositiva con la personale di Massimo Dalla Pola, «Saluti da Kobane», curata da Flavio Arensi. Per l'occasione l'artista ha immaginato una installazione murale di 10 metri in dialogo con 18 dipinti per una riflessione sui devastanti interventi ai danni dei siti archeologici e religiosi - tra Afghanistan, Siria e Iraq - operati dal fanatismo religioso.

L’indagine dell’artista sui fenomeni sociali e politici

Con «Saluti da Kobane» Massimo Dalla Pola prosegue la sua indagine sui fenomeni sociali e politici. Dopo «Paesaggio italiano» e «Sotto i cieli d'Europa», che mettevano in scena i luoghi degli attentati e degli incidenti mai risolti in Italia e in Europa, la sua attenzione si concentra ora sul fenomeno, tragicamente attuale, della distruzione di siti archeologici e religiosi per mano dell'ISIS o di Al-Qaeda. I suoi paesaggi, neri, silenti, immobili e illuminanti da un drammatico color rame, denunciano gli sfregi operati, fra gli altri, sui Budda di Bamyan, a Palmira, Mosul, Tikrit, Timbuctù.

Rivivono integri, come fermati esattamente l'attimo prima dell'annientamento, i siti distrutti o fortemente danneggiati per motivi simbolici, religiosi o politici. La violenza e la distruzione come attestazione di potere, di dominio sul territorio non è cosa nuova. L'iconoclastia è sempre esistita, non siamo certo di fronte a un fenomeno nuovo. Le opere d'arte sono sempre state distrutte nel corso dei secoli perché cariche di significati altri, da Cartagine ai roghi nazisti.

Massimo Dalla Pola. Samarra, 2015, acrilico su tela, 40x80 cm

L'opera di Dalla Pola

I lavori di Dalla Pola, in cui l'uomo non è mai presente ma sempre incombente, sollecitano una riflessione politica, nel senso originario del termine, e cancellano la portata emotiva, sollevata dalla ampia eco mediatica che accompagna le notizie che arrivano soprattutto oggi da Siria e Iraq.
Si tratta dunque di una indagine fredda e lucida, tipica del modus operandi di Dalla Pola, che, come un archivista del contemporaneo, mette in fila i fatti e li mostra senza giudizio, offrendoli al nostro sguardo.

Note biografiche dell’artista

Massimo Dalla Pola nasce nel 1971. Nel 1996 si laurea in Storia dell’arte. Dal 2002, anno della prima mostra da Luciano Inga-Pin, espone in spazi pubblici e gallerie in Italia e all’estero. Attualmente collabora con Roberta Lietti Arte Contemporanea (Como) e Circoloquadro (Milano).

Scheda tecnica

  • Massimo Dalla Pola. Saluti da Kobane
    fino al 13 novembre 2015
  • Curatore:
    Flavio Arensi
  • Circoloquadro
    Milano, via Thaon di Revel 21
  • Orario di apertura:
    mar-ven, ore 15-19, o su appuntamento
  • Catalogo:
    testo di Flavio Arensi
  • Info:
    Tel. (+39) 02 6884442
    info@circoloquadro.com
    www.circoloquadro.com

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