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Boccioni prefuturista

Dal 30 ottobre una mostra sugli anni padovani del grande pittore

a cura di Redazione, il 29/10/2007

Con questo omaggio a Boccioni prefuturista, nei diversi soggiorni padovani, la città si riappropria di un’illustre memoria nota agli studiosi, ma ignorata sia dagli stessi padovani che dal grande pubblico degli amatori d’arte.

Ricostruiti biografia, relazioni e interessi di Boccioni a Padova

In verità proprio la ricerca condotta di recente dalla studiosa padovana Virginia Baradel, ha permesso di ricostruire puntualmente la biografia e gli intrecci di relazioni e di interessi che Boccioni aveva in città, consentendo in tal modo di ritessere e dare nuova consistenza a quel tratto di vita dell’artista (1900-1907) diviso tra Roma e Padova, prima dell’ultima e definitiva parentesi milanese e futurista.

Boccioni (1882-1916) arrivò a Padova con la famiglia all’età di sette anni e ripartì con il padre, impiegato di Prefettura, per Catania (e poi per Roma) a sedici. La madre Cecilia Forlani e la sorella Amelia rimasero a Padova e in seguito, invece di ricongiungersi al padre com’era nei voti di Umberto, vennero da questi abbandonate poiché a Roma egli si unì alla giovane domestica della sorella che li aveva ospitati, Colomba Procida. Boccioni tornò a Padova ogni anno a trovare le congiunte che amava profondamente, e nell’autunno del 1906, di ritorno dal suo primo soggiorno a Parigi e dal viaggio in Russia, si fermò sei mesi, dipinse soprattutto ritratti e iniziò il suo fondamentale diario, detto appunto "padovano".

Padova come “città degli affetti” nella vita di Boccioni

La mostra ricostruirà il contesto cittadino nel quale acquisteranno plastica evidenza, sia narrativa che espositiva, quei soggetti che hanno attraversato la vicenda padovana di Umberto Boccioni a partire dalle presenze fondamentali della madre, della sorella, dell’amata Ines e della cugina pittrice Adriana Bisi Fabbri, ritratta da Umberto in un celebre olio, che visse con la madre e la sorella dell’artista dal 1900 al 1905.
A queste quattro donne si uniscono, sullo sfondo, le due signore milanesi Baer e Ruberl (destinate a diventare madre e moglie di amici e collezionisti di Boccioni) con cui Boccioni manterrà sempre rapporti affettuosi sino alla fine. In questa ricostruzione Padova appare veramente “città materna”, votata agli affetti e alle presenze femminili.

Umberto Boccioni, ritratto del Dottor Tian, 1907, olio su tela, collezione fondazione Domus, Verona

Le relazioni pubbliche e professionali del periodo padovano

Nella sfera più pubblica e lavorativa Boccioni intrecciò, invece, rapporti non superficiali con affermati professionisti cittadini che ritrasse in un originale versione di post- impressionismo, energico e fortemente espressivo, circoscritto a quel periodo: l’avvocato Gopcevich che si fece ritrarre durante il viaggio a Parigi, il dottor Tian che lo salvò da una fatale broncopolmonite contratta durante il viaggio in Russia, i fratelli Brocchi (Virgilio scrittore e Valerio scultore) socialisti di lungo corso e il cavalier Tramello, funzionario della banca d’Italia, vissuto a lungo a Roma. Il contenuto della mostra e i testi in catalogo ricostruiranno relazioni, intrecci e scenari presentando materiali e contributi inediti.

Oltre ai quadri, in mostra tempere commerciali di gusto liberty

Oltre a quadri che l’artista dipinse a Padova, provenienti da importanti collezioni pubbbliche e private, ci sarà in mostra un’accurata selezione di tempere commerciali di gusto liberty che Boccioni dipinse tra il 1903 e il 1905, numerosi disegni di formazione e un ricco materiale documentario costituito da fotografie, oggetti, lettere, documenti.
I tre artisti attivi a Padova in quegli stessi anni, Ugo Valeri, Felice Casorati e Mario Cavaglieri, saranno presenti in mostra con sezioni mirate che presenteranno opere, disegni e testimonianze inedite relativi a quegli stessi anni compresi tra il 1901 e il 1907.

I testi di approfondimento nel catalogo Skira

La mostra sarà curata dalla stessa studiosa che ha restituito evidenza al segmento padovano della vita e della formazione dell’artista precisando molti aspetti sinora ignorati oppure oggetto di supposizioni.
Oltre al testo principale di Virginia Baradel ci saranno in catalogo importanti contributi di approfondimento: di Nico Stringa incentrato sul rapporto tra Boccioni e Venezia, dello storico padovano Lino Scalco che traccerà l’affresco della città nei primi anni del ‘900, di Simone Nicotra, discendente dell’amico fraterno di Boccioni Mario Nicotra, che tratterà della vocazione alla scrittura emersa durante il soggiorno catanese e della psicanalista Franca Munari che proporrà delle riflessioni sul rapporto con la madre, figura cardine della vita ma anche dell’opera di Boccioni. Ci saranno inoltre contributi specifici di Francesco Poli (Casorati), Luigi Sansone (Adriana Bisi Fabbri), Federica Luser (Valeri), Alessia Vedova (Cavaglieri).

le novità emerse dalle ultime ricerche sul Boccioni padovano

Umberto Boccioni, Paesaggio padovano, Padova gennaio 1903, olio su tela

Il catalogo edito da Skira pubblicherà per la prima volta in modo esteso e documentato le novità emerse nelle ultime fortunate ricerche su Boccioni padovano e si comporrà per capitoli intesi come “ritratti” dei personaggi che animano lo scenario padovano intorno alla presenza, assai più consistente di quanto si pensava fino ad oggi, di Umberto Boccioni.
I documenti ritrovati (stato famiglia, registro della cresima, fogli di leva, domicilî, articoli di giornale) consentono infatti di datare circostanze biografiche che mostrano come il pittore a Padova fosse di casa, come gli ambienti culturali cittadini fossero ben informati della sua presenza, nonché incuriositi dalla sua eccentricità, sia dal punto di vista esistenziale che artistico.

L’articolo inedito di Boccioni sulla Biennale del 1907

L’articolo sinora inedito pubblicato da Boccioni sul quotidiano cittadino “La Libertà. Giornale della democrazia” che esalta la “Sala del Sogno” alla Biennale del 1907 si colloca in questo contesto e si configura come il primo articolo di critica d’arte scritto e pubblicato da Boccioni: in esso l’artista esprime le sue idee sull’arte anticipando, nei toni e nei contenuti, lo spirito futurista.
L’evento padovano darà dunque idealmente l’avvio alle grandi manifestazioni futuriste previste nel biennio 2008-2009, diventando un punto di riferimento imprescindibile per la ricostruzione della vita del genio artistico dell’unica e più importante avanguardia storica italiana.

    Scheda Tecnica

  • “Boccioni prefuturista. Gli anni di Padova”
    dal 30 ottobre 2007 al 27 gennaio 2008
  • Curatore:
    Virginia Baradel
  • Galleria Civica d’Arte Contemporanea
    Padova, Piazza Cavour
  • Orario di apertura:
    mar-dom, ore 10-18; lun chiuso
  • Biglietti:
    Intero € 7; ridotto € 4
  • Catalogo:
    Skira
  • Info:
    Padova Cultura
    Tel. (+39) 049 8204544

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