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Francesca Woodman, Untitled, Rome, Italy, 1977–1978/2006 Schwarz-Weiß-Silbergelatineabzug auf Barytpapier/ Black-and-white gelatin silver print on barite paper © Courtesy George and Betty Woodman, New York / SAMMLUNG

FRANCESCA WOODMAN & BIRGIT JÜRGENSSEN

Una doppia personale celebra due tra le più importanti esponenti femminili dell’arte contemporanea

a cura di Redazione, il 24/08/2015

Fino al 20 settembre 2015, Merano Arte presenta un'ampia selezione di opere di due tra le più importanti esponenti femminili dell'arte contemporanea: Francesca Woodman (1958–1981) e Birgit Jürgenssen (1949-2003). In collaborazione con la prestigiosa COLLEZIONE VERBUND di Vienna e a cura di Gabriele Schor, le due mostre confermano la vocazione di Merano Arte quale centro espositivo attivo nel fronte della valorizzazione della fotografia contemporanea.

La rassegna a Merano Arte proporrà 75 fotografie, in bianco e nero, di cui 20 esemplari vintage, mai esposti in Italia, accompagnate da alcune rare diapositive a colori e un video, che approfondiranno la poesia e l'ambito metaforico che caratterizza il singolare linguaggio dell’artista americana.

Le mostre a Merano Arte

Dopo le personali dedicate negli scorsi anni a grandi maestri internazionali quali Man Ray, Boris Mikhailov, Urs Lüthi, Eliott Erwitt, Ugo Mulas e Cindy Sherman, gli spazi di Merano Arte accostano l'opera di due grandi artiste venute a mancare repentinamente, a soli 22 anni nel caso della Woodman, a 54 anni in quello della Jürgenssen. I loro lavori, oltre che a livello estetico e concettuale, dialogano felicemente anche in senso storico, poiché rappresentano due degli esempi più alti dell'arte femminile degli anni Settanta. Entrambe hanno infatti utilizzato il proprio corpo come strumento formale per interrogare e mettere in discussione il proprio essere e la propria identità.

Birgit Jürgenssen ha sempre manifestato un'inclinazione dichiaratamente femminista, mentre le opere della Woodman sono state interpretate in quanto tali da una lettura critica più recente. Mosse da un'urgenza espressiva che le ha spinte a sperimentare mettendosi in gioco e ritraendosi in prima persona, spesso nude, altre volte travestite, le due artiste hanno interrogato i tratti più reconditi della psiche umana, tentando di cogliere non una testimonianza "esterna", ma di rendere visibile uno stato d'animo complesso e tutto interiore, dalla forza e delicatezza tipicamente femminile.

Francesca Woodman

Se in passato i soggetti delle fotografie di Francesca Woodman sono stati spesso interpretati quale preludio estetico del suo suicidio, i recenti studi di Gabriele Schor, Elizabeth Bronfen, John Mariz, Abigail Solomon-Godeau e Beate Söntgen, iscrivono la sua opera nella tradizione del tableau vivant.
La rassegna a Merano Arte proporrà una serie di fotografie in versione originale, in bianco e nero, ma anche alcune rare diapositive a colori e un video, che approfondiranno la poesia e l'ambito metaforico che caratterizza il singolare linguaggio espressivo dell’artista americana.
Francesca Woodman ha utilizzato il proprio corpo come strumento e contemporaneamente come oggetto, includendolo in una messa in scena attentamente studiata, dove le leggi della geometria sembrano non valere più. L'inquadratura coglie una scena orchestrata mediante l'utilizzo di oggetti da posa che raccontano suggestioni sospese, accadimenti dai tratti surreali.

Birgit Jürgenssen

Birgit Jürgenssen, una delle più importanti esponenti dell’avanguardia femminista degli anni Settanta, ha lasciato un corpus davvero eterogeneo e complesso. Le circa 3.000 opere realizzate dall’autrice austriaca nel corso della sua vita comprendono stampe, disegni, acquerelli, collage, dipinti, fotografie e sculture, lavori custoditi, come quelle di Francesca Woodman, da alcuni tra i più importanti musei del mondo, tra i quali il MoMa di New York. Le sue creazioni esplorano un corpo femminile che appare mascherato, frammentato, antropomorfo, riflettono con ironia e spirito surrealista sugli stereotipi sessuali e di genere, sui pregiudizi e malintesi della vita quotidiana.

Birgit Jürgenssen Ich möchte hier raus!, 1976 S/W-Fotografie © Estate of Birgit Jürgenssen / Bildrecht, Wien, 2015 / Sammlung Verbund, Wien

Note biografiche delle artiste

Francesca Woodman (1958-1981) cresce tra gli Stati Uniti e l'Italia. Nel corso dei suoi studi alla Island School of Design di Providence (1975 - 1978) realizza numerose fotografie, che sviluppa da sé in camera oscura. Tra il 1977 e il 1978 trascorre un periodo a Roma, dove tiene la sua prima personale europea alla Libreria Maldoror, un ambiente vicino al surrealismo. Nel 1979 si trasferisce a New York, dove scatta le prime fotografie a colori. Nel gennaio del 1981, all'età di 22 anni Francesca Woodman si toglie la vita.
La sua opera è recentemente giunta all'attenzione del pubblico internazionale grazie alle retrospettive presentate al San Francisco Museum of Modern Art e al Guggenheim Museum di New York. Nel 2014 è stata presentata la prima grande monografia in lingua tedesca, realizzata dalla COLLEZIONE VERBUND di Vienna.

Birgit Jürgenssen (1949 - 2003) è una delle più importanti rappresentanti dell'avanguardia femminista internazionale. A Parigi, all'età di 17 anni, entra in contatto con la letteratura francese e la corrente artistica del Surrealismo. Da quel momento la sua opera è influenzata dalla psicoanalisi di Freud, dall'etnologia e dalla critica sociale. Negli anni Settanta l'artista realizza la famosa opera Shuhwerk (Opera scarpa) e numerose fotografie e disegni che affrontano il ruolo delle donne nella società. Dal 1982 al 2003, anno della sua morte, insegna fotografia all'Accademia di Belle Arti di Vienna. L'opera della Jürgenssen è tornata all'attenzione del pubblico internazionale grazie all'importante pubblicazione realizzata dalla COLLEZIONE VERBUND. Da allora i suoi lavori rientrano in importanti collezioni quali quelle del MoMa di New York, della Tate Modern di Londra, del Centre Pompidou di Parigi e del Belvedere di Vienna.

La Collezione Verbund

La Collezione Verbund è stata fondata a Vienna nel 2004 dalla SOCIETÀ VERBUND, principale operatore elettrico austriaco e uno dei maggiori produttori di energia idroelettrica in Europa. Negli ultimi 10 anni la direttrice Gabriele Schor ha costituito una collezione specializzata sull'avanguardia femminista degli anni 1970, con più di 500 opere di 34 artiste internazionali, tra cui opere di Birgit Jürgenssen e Francesca Woodman.

Scheda tecnica

  • Francesca Woodman & Birgit Jürgenssen
    Opere dalla Collezione Verbund
    fino al 20 settembre 2015
  • Curatore:
    Gabriele Schor
  • Merano Arte - Edificio Cassa di Risparmio
    Merano (BZ), Portici 163
  • Catalogo:
    la mostra è accompagnata da due monografie Edizioni Collezione Verbund
  • Orario di apertura:
    tutti i giorni, ore 10- 18; lun chiuso
  • Biglietti:
    Intero € 6; ridotto per over 65/guestcard/gruppi/persone diversamente abili € 5; gratuito per under 14, stampa, soci Amaci
  • Uffici stampa:
    CLP Relazioni Pubbliche
    Anna Defrancesco
    tel. +39 02 36755700
    anna.defrancesco@clponline.it
  • Merano Arte
    Camilla Martinelli
    tel. +39 0473 212643
    martinelli@kunstmeranoarte.org
  • Info:
    www.kunstmeranoarte.org

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