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Nicolas V. Sanchez. Enterrado, 2014, olio su tela, cm 35,5x46

NICOLAS V. SANCHEZ

'Linaje': l’identità individuale al centro della mostra del celebre artista di origini messicane

a cura di Redazione, il 16/07/2015

In concomitanza dell’evento collaterale alla 56. Biennale di Venezia “Personal Structures” che lo vede tra i protagonisti, Nicolas V. Sanchez espone, per la prima volta in Italia, alla Accesso Galleria di Pietrasanta la personale “Linaje” (Stirpe). Dal 18 luglio al 14 agosto, la mostra presso lo spazio di Brad Brubaker fa da contraltare ai lavori esposti in Laguna mantenendo come filo rosso il tema dei legami familiari.

Identità individuale

I quindici dipinti a olio, di medie e grandi dimensioni, si concentrano sul tema dell’identità individuale intesa sia come prosecuzione della propria storia familiare sia come creazione di qualcosa di nuovo, di differente.
Un percorso di definizione di se stessi, quello che procede per identità e per contrasto, comune a molti, ma che in Sanchez assume caratteri di estrema attualità toccando anche temi sociali e più universali, come quello dell’emigrazione.

Nicolas, infatti, nato nel Michigan (USA) da genitori messicani, è, insieme ai suoi fratelli, la prima generazione americana della sua famiglia. La bi-culturalità aumenta quindi il grado di difficoltà della definizione di sé e fa della riflessione sull’identità un tema centrale dell’esistenza per molte giovani generazioni che vivono la sua medesima condizione.

Nicolas V. Sanchez. Herencia, 2015, penna a sfera colorata su taccuino, 9x14 cm

"Io sono la somma di coloro che sono venuti prima di me"

Nelle sue tele Sanchez dà un’interpretazione della storia della sua famiglia contadina che nella sua stessa esistenza trova -contemporaneamente- continuità (“io sono la somma di coloro che sono venuti prima di me” –dice-) e discontinuità, in quanto individuo con caratteristiche proprie, nato e cresciuto in una cultura diversa.
Tale duplicità è resa attraverso la sovrapposizione dei volti sfocati degli antenati, strati di vernice scheggiata, narrazioni frammentate che mettono in contatto diretto individui appartenenti alla stessa stirpe ma temporalmente lontani. Come una radio che nel cercare la frequenza esatta deforma il suono, così i volti dei protagonisti nelle opere di Sanchez appaiono confusi e distorti.

Tale indefinitezza sta a significare la difficoltà, da un lato, di definire se stessi e, dall’altro, di sentire come propri ricordi familiari che vengono tramandati di generazione in generazione e che l’artista, però, non sente veramente suoi.

Nicolas V. Sanchez. Heiress, 2014, olio su tela

Attraverso l’utilizzo di foto di famiglia, di oggetti e simboli appartenenti alla storia dei suoi predecessori, Sanchez cerca affannosamente e quasi disperatamente di appropriarsi di quella storia, pur avvertendo che essa gli scivola tra le dita. L’idea dunque che i ricordi siano in realtà inaffidabili e illusori pervade l’intero lavoro dell’artista.
Ciò che ne risulta sono ritratti di famiglia incerti e straniati calati in contesti -al contrario- intimi e domestici.

I lavori presentati alla Biennale di Venezia

Nello stesso filone concettuale si inserisce la serie di lavori presentata alla Biennale di Venezia dal titolo “Eredità”: un’occasione per il visitatore di vedere, simultaneamente, due facce della stessa medaglia del mondo espressivo dell’artista messicano-statunitense.

Scheda tecnica

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