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L’orMa. Leaves-Studio 6, intervento manuale su foglia di gelso, 40x30 cm, 2015

L’orMa. Perfettamente Imperfette

Fino al 13 settembre 2015, in occasione della rassegna Varignana Per L’Arte, la galleria Spazio Testoni di Bologna presenta alcuni recenti lavori dell’artista milanese

di Luca Maffeo, il 20/07/2015

Sembrano reperti di una qualche sorta di disciplina eugenetica le foglie lavorate al bisturi di Lorenzo Mariani, in arte L’orMa (Milano, 1985). Eppure, già di primo acchito, esibiscono quel carattere ben più interessante dell’opera d’arte così come la descriveva Roberto Longhi sulle pagine del n.1 di “Paragone” nel gennaio 1950: come il frutto, quindi, di una ricerca «poligenetica» e «come fatto aperto»; in quanto espressioni coinvolgenti di un metodo che certamente si interroga sul fare anche invasivo della tecnologia moderna, rivista però nella fattispecie di un rapporto relativo, dell’opera con il mondo, e alla luce di una rinnovata amistà tra il dato naturale e la sua artificiosa modificazione.

Sono lavori perciò che vivono l’imperfezione di un atto manipolatore che pur appartiene ad una estetica di tipo post-concettuale, ma che di fatto si mostra quale intervento aureo, volto, in fin dei conti, a restituire l’ordine innato e proprio della pianta, quand’anche le venature di una foglia d’edera, di gelso o di havea brasiliensis sviassero, deformandosi, in maniera del tutto innaturale (Leaves-Studio 6, 2015).

Virtuale… Naturale

Nobilita l’avanguardia del virtuale eludendo, di per sé, qualsivoglia ostilità nei confronti di un inciso contemporaneo a cui guarda con sincera curiosità. Una «realtà concreta» la chiama, e nello stesso tempo «evanescente e delicata, che con un cambio di click o un cambio di moda scompare esattamente come una foglia nel vento al cambio di stagione». Delle foglie, in particolare, L’OrMa stravolge la struttura, sebbene, ad esempio, riferisca con tagli precisi e ricchissimi di manodopera la cifra opulente di una scomposizione circolare (Leaves-Studio 15; Leaves-Studio 21, 2015); mentre adorna le superfici verdi o imbiancate dei vegetali con spaccature a sezione geometrica, quadrate e prossime al triangolo (Leaves-Studio 1; Triangolo imperfetto, 2015). Traguardo, questo, dove si evince la novità affatto oppositiva dell’esperienza, che invece sorride alla visione di una realtà mediata, filtrata e robotica. Voce probabile di un contesto in cui la virtualità è insieme potenziale e fittizia, vissuta dall’artista «come se fosse naturale». In pericolosa ascesa e in rapida evoluzione, semmai, ma non per forza motivo di cinica bruttura, giacché tra le pieghe invadenti delle sue modifiche bisbiglia il riverbero mimetico di un’adesione al vero di matrice classica.

L’orMa. Leaves-Studio 21, intervento manuale su foglia di gelso, 16x10,5x1,5 cm, 2015

Lo strappo dell’arte

Quel che sorprende, in fondo, è la cura e la meticolosa indagine di ciò che viene dal mondo: le sue incertezze, le sue passioni e le sue contraddizioni, che L’orMa accoglie nella qualità formante di un gusto distinto e di una techne raffinata oltremodo; quasi fossero giovani virgulti nutriti di buona clorofilla.
L’orMa è un artista che spazia di continuo tra presente e passato, decostruendo a mo’ di collage digitale fotografie d’inizio secolo (Antiques Photographs, serie, 2014); oppure indica il carattere solitario, ma altrettanto commovente, di un tavolo monoposto installato ad hoc e interamente ricoperto di stoffa ricamata risalente alla fine dell’Ottocento (Monoposto, 2015). Crea sculture a volte iperrealiste (“Caffè?”, 2009), altre invece adottando linguaggi più antichi come la ceramica e l’encausto (Untitled, 2015). Dipinge con precisione fiamminga un tramonto, un animale, un paesaggio… Soggetti noti e passati al vaglio con un peculiare filtro ottico che li rende distanti, come immagini velate da uno schermo o stampate malamente sulla pagina patinata di un giornale di settore (Cows; Virtual Horizon, 2014). Una pluralità di mezzi espressivi con i quali egli traduce e reinterpreta la dovizia poliglotta dell’epoca contemporanea, concependo l’opera d’arte nel senso longhiano di «liberazione», «ma perché» – scriveva il critico fiorentino – «è una lacerazione di tessuti propri ed alieni. Strappandosi, non sale in cielo, resta nel mondo. Tutto perciò si può cercare in essa, purché sia l’opera ad avvertirci che bisogna ancora trovarlo, perché ancora qualcosa manca al suo pieno intendimento».

Scheda tecnica

  • L’orMa. Perfettamente Imperfette
    fino al 13 settembre 2015
  • Curatori:
    Alberto Mattia Martini
  • Palazzo di Varignana Resort SPA
    Varignana (BO), Via Ca’ Masino 611/a
  • Catalogo:
    a cura di Palazzo di Varignana, con testi di A.M. Martini
  • Info:
    Palazzo di Varignana Resort & SPA
    Tel. (+39) 051 19938300 - Fax (+39) 051 19938380
    info@palazzodivarignana.it
    www.palazzodivarignana.it
  • Galleria Spazio Testoni
    Bologna, Via D’Azeglio, 50
    Tel. (+39) 051 371272/051 580988 - Fax (+39) 051 4153252
    info@spaziotestoni.it
    la2000+45@giannitestoni.it

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