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Giosetta Fioroni, L'amour, 1962 (Fonte immagine: sito web CSAC, sezione Arte)

Apre al pubblico il Museo dello CSAC

Parma: con oltre 12 milioni di materiali il Museo del Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università conserva il più esteso patrimonio culturale visivo e progettuale in Italia sul Novecento

a cura di Redazione, il 15/05/2015

Sabato 23 maggio aprirà al pubblico nell’Abbazia di Valserena, a pochi chilometri da Parma, il Museo del Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università (CSAC), che conserva il più esteso patrimonio culturale visivo e progettuale in Italia sul Novecento con oltre 12 milioni di materiali suddivisi in cinque sezioni: Arte (oltre 1.700 dipinti, 300 sculture, 17.000 disegni), Fotografia (con oltre 300 fondi e più di 9 milioni di immagini), Moda (con circa 70.000 pezzi tra figurini, disegni, schizzi, abiti, riviste), Progetto (1.500.000 disegni, 800 maquettes, 2000 oggetti) e Media (7.000 bozzetti di manifesti, 2.000 manifesti cinematografici, 11.000 disegni di satira e fumetto e 3.000 disegni per illustrazione).

Lo CSAC, spazio multifunzionale

Lo CSAC, fondato nel 1968 da Arturo Carlo Quintavalle e in seguito diretto da Gloria Bianchino, dal 2007 ha sede nella Abbazia cistercense di Valserena, tradizionalmente identificata come la stendhaliana “Certosa di Parma”. Gli spazi dell’abbazia sono stati oggi rinnovati attraverso un importante progetto architettonico promosso e sostenuto dall’Università di Parma.

A partire dal 23 maggio, lo CSAC si propone però soprattutto come un nuovo spazio multifunzionale, una macchina viva dove si integrano un Archivio, un Museo e un Centro di Ricerca e Didattica, con una partecipazione attiva da parte della comunità scientifica e del circuito dei ricercatori, dei dottorandi e degli studenti.

Una formula unica in Italia, che mantiene e potenzia le attività sino ad ora condotte di consulenza e di supporto all’istruzione universitaria con seminari, workshop e tirocini, di organizzazione di mostre e pubblicazione dei rispettivi cataloghi (oltre 120 dal 1969 ad oggi), e di prestito e supporto ad esposizioni in altri musei (tra quelli internazionali citiamo il MoMA di New York, il Centre Pompidou di Parigi, il Tokyo Design Center e il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid).

Paradigna (Parma), Abbazia Valserena, la sede CSAC vista da Sud, 2002, foto di Paolo Rosselli

Il museo

Il Museo, che trova sede nell’imponente Chiesa monastica a croce latina, nella Sala delle Colonne e nella Sala Ipogea, ospita l’esposizione permanente, in grado di rinnovarsi potenzialmente all’infinito attingendo allo straordinario repertorio visivo dell’Archivio, i cui materiali saranno esposti a rotazione.

Da Lucio Fontana a Gianfranco Ferré

In occasione dell’inaugurazione, le sedici sezioni dell’esposizione saranno dedicate a temi che faranno emergere la complessa natura di questo Archivio/Museo, attraverso le interazioni trasversali delle sue collezioni: dall’Arte alla Moda, dal Design alla Fotografia, dall’Architettura alla Pubblicità fino al Disegno della satira, con opere e progetti, solo per citarne alcuni, di Lucio Fontana, Giorgio Armani, Gianfranco Ferré, Achille Castiglioni, Nizzoli e Bellini per Olivetti, Man Ray, Luigi Ghirri, Dorothea Lange, Giò Ponti, Pier Luigi Nervi, Giuseppe Samonà, Armando Testa, Tullio Pericoli, Vincino.

Chiude questo percorso la mostra monografica dedicata alla cultura figurativa e progettuale degli anni ’60 e ’70 con opere di artisti entrate nelle collezioni dello CSAC sin dai primi anni di attività, come quelle di Enrico Baj, Mario Ceroli, Luciano Fabro, Emilio Isgrò, Enzo Mari, Giulio Paolini, Michelangelo Pistoletto, Mario Schifano, Ettore Sottsass, Emilio Tadini.

La Sala delle Colonne espone il lavoro di raccolta e studio delle opere conservate nell’archivio della Sezione Arte con un percorso cronologico dai disegni di Mario Sironi alla Poesia Visiva, insieme a documenti progettuali e di lavoro. Ai visitatori sarà offerta anche la possibilità di consultare, su prenotazione, i materiali degli archivi conservati nelle aree dell’Abbazia non aperte al pubblico.

La Sala Ipogea, introdotta dalla Porta di Arnaldo Pomodoro e da Il Sentimento della Rivoluzione di Fausto Melotti, integra l’itinerario della scultura creato nella corte dell’Abbazia, che comprende numerose sculture di grandi dimensioni.

Servizi, bookshop, progetti didattici e iniziative speciali

Il nuovo CSAC è dotato di servizi di accoglienza e ospitalità, come un ristorante-caffetteria e una foresteria allestita in quelle che un tempo erano le celle dei monaci. Sarà presente anche un bookshop dove sarà possibile acquistare i cataloghi delle mostre che lo CSAC ha realizzato a partire dal 1969. Lo CSAC ha in programma progetti didattici per le scuole primarie e secondarie, iniziative speciali per i visitatori e aperture straordinarie con eventi a tema.

Scheda tecnica

  • Museo dello CSAC
    Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma
    Apertura al pubblico dal 23 maggio 2015
  • Abbazia di Valserena
    Parma, Strada Viazza di Paradigna 1
  • Orario di apertura:
    mer, gio, ven, ore 10-14; sab e dom, ore 10-19
  • Biglietti:
    10 €; riduzioni per gruppi, giovani sotto i 18 anni, studenti, docenti e persone con disabilità; gratuità per i bambini sotto i 12 anni
  • Ufficio stampa:
    Irene Guzman
    press@csacparma.it
  • Info:
    www.csacparma.it
    info@csacparma.it
    Tel. (+39) 0521 033652

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