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Bruno Walpoth, Cosi come sono, dett., 2015, legno di noce, cm 70x42x30

BRUNO WALPOTH

Lo scultore della Val Gardena protagonista a Pietrasanta con "L’emozione del silenzio"

a cura di Redazione, il 03/06/2015

La stagione estiva della Accesso Galleria di Pietrasanta si aprirà con la personale di Bruno Walpoth “L’emozione del silenzio”. Dal 14 giugno al 16 luglio una piccola comunità di dieci personaggi accoglie il visitatore nelle sale della galleria: dieci presenze – scolpite nel legno di tiglio, di noce, di olmo – che non interagiscono tra loro, assorte nei loro pensieri e nella loro vita interiore.

All’osservatore è richiesto di porsi in ascolto, in silenzio, di quel dialogo interno che le sculture instaurano con loro stesse.

La lunga e gloriosa tradizione degli scultori della Val Gardena

Bruno Walpoth proviene dalla lunga e gloriosa tradizione degli scultori della Val Gardena: quattrocento anni di storia che negli ultimi decenni ha ritrovato ampio slancio grazie all’opera di grandi artisti come i Demetz, Willy Verginer, Walter Moroder e lo stesso Walpoth.

Una bellezza universale

Come le sue opere, Bruno Walpoth è un artista silenzioso che ama lavorare nella solitudine del suo studio a Ortisei. L’intento delle sue sculture – che si ispirano a modelli reali, amici o sconosciuti - non è la realizzazione di un ritratto di un uomo o una donna in un dato spazio e in un dato momento. Piuttosto, il realismo delle sue figure va alla ricerca di una bellezza universale.

Così Danila Serafini:

“I corpi o i mezzibusti perfetti nella loro aderenza al reale si sostanziano del silenzio che l’artista ricerca e si sublimano nella rigorosa pulizia della forma che il legno di tiglio sigilla. Walpoth li pone spesso su di una base colorata che scolla le sagome da qualsiasi riferimento spaziale o temporale oppure, circonda le plastiche intere di vuoto assoluto”.
Ne sono un esempio, tra le opere esposte a Pietrasanta, le opere “Nadia” e “Valentina”.

Bruno Walpoth, Nella neve vorrei stare, 2015, legno di tiglio, cm 135x69x38

Il metodo di lavoro

Il suo metodo di lavoro è molto lento ed estremamente accurato: nella fase iniziale del lavoro utilizza una motosega per sbozzare la figura, poi passa agli scalpelli. Infine lavora la superficie con una raspa. Una volta terminata la fase scultorea stende sulla pelle delle figure un leggero strato di colore acrilico bianco, che non va a celare la texture del legno sottostante ed è finalizzato ad accentuare la carica espressiva dei lineamenti della scultura.

Le parole dell’artista:

“Preferisco levare materia invece che aggiungerla: il processo che mi porta a togliere un po’ alla volta mi riesce meglio ed è più consono a me”.

Scheda tecnica

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