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Franco Fontana. Puglia, 1978 © Franco Fontana

FRANCO FONTANA. Full Color

La prima grande retrospettiva a Roma di Fontana, con 130 scatti che raccontano la sua lunghissima storia di fotografo conosciuto in tutto il mondo

a cura di Redazione, il 19/12/2014

Dopo il successo ottenuto a Venezia, dove la mostra è stata realizzata dalla Casa dei Tre Oci, l'esposizione ‘Full Color’ è adesso protagonista fino all'11 gennaio 2015 a Roma, a Palazzo Incontro. La mostra, curata da Denis Curti, è promossa dalla Regione Lazio nell’ambito del Progetto ABC Arte Bellezza Cultura e organizzata da Civita.

Il linguaggio visivo di Franco Fontana

Colori accesi, brillanti, talmente vibranti da apparire irreali.
Composizioni ritmate da linee e piani sovrapposti, geometrie costruite sulla luce. Paesaggi iperreali, più veri del vero, surreali, sospesi, spesso impossibili. Proporzioni ingannevoli in cui non c’è spazio per l’uomo.
Figure umane svelate in negativo, sublimate in ombre lunghe. Presenza e assenza contemporaneamente. Corpi come paesaggi, e pianure e colline dai contorni antropomorfi.
Questi sono i tratti distintivi che rimandano immediatamente ed in modo inequivocabile al linguaggio visivo di Franco Fontana.

La mostra

Suddivisa in diverse sezioni tematiche, la mostra propone i paesaggi degli esordi (anni ‘60) passando per le diverse ricerche dedicate ai paesaggi urbani, le piscine e il mare.

L'artista

Nato nel 1933 a Modena, città dove si riscontra già dall’inizio del Novecento una tradizione fotografica piuttosto radicata, Franco Fontana si avvicina alla fotografia nei primi anni Sessanta, secondo un percorso comune a molti della sua generazione, ossia dall’esperienza della fotografia amatoriale, ma in una città che è culturalmente molto attiva, animata da un gruppo di artisti di matrice concettuale, seppure ancora agli esordi, tra cui vi sono Franco Vaccari, Claudio Parmeggiani, Luigi Ghirri e Franco Guerzoni.

Franco Fontana. Londra, 1988. © Franco Fontana

Il lavoro di Franco Fontana condivide con questa corrente il bisogno di rinnovamento e di messa in discussione dei codici di rappresentazione ereditati, in campo fotografico, dal Neorealismo, ma pone particolare attenzione e cura anche agli esiti visivi e alla componente estetica. Nel 1963 avviene il suo esordio internazionale, alla 3a Biennale Internazionale del Colore di Vienna.

Nelle fotografie di questo primo periodo si vedono in nuce alcuni di quelli che diverranno i suoi tratti distintivi. Soprattutto, c’è una scelta di campo decisamente controcorrente rispetto alla maggioranza dei suoi colleghi: è stato tra i primi in Italia a schierarsi con tanta convinzione e fermezza in favore del colore rendendolo protagonista, non come mezzo ma come messaggio, non come fatto accidentale, ma come attore. È attratto dalla superficie materica del tessuto urbano, da porzioni di muri, stratificazioni della storia, dettagli di vita scolpiti dalla luce. Come fosse un ritrattista, Fontana mette in posa il paesaggio.

Il suo occhio fotografico ne sceglie il lato migliore con la consapevolezza che la fotografia, con il suo tempo di posa, gli obiettivi e i diaframmi, vede il mondo diversamente dall’occhio umano.
Nel 1970 Franco Fontana scatta un’immagine-simbolo del suo repertorio, a Baia delle Zagare, in Puglia: una composizione pulita, ritmata da fasce di colore, giocata su pochi toni cromatici, essenziale, sintetica, che sarà impiegata per una campagna del Ministero della Cultura Francese. “Questa foto rappresenta il mio modo di intendere la fotografia”, afferma Fontana. “Io credo infatti che questa non debba documentare la realtà, ma interpretarla. La realtà ce l’abbiamo tutti intorno, ma è chi fa la foto che decide cosa vuole esprimere. La realtà è un po’ come un blocco di marmo. Ci puoi tirar fuori un posacenere o la Pietà di Michelangelo.”
Nel 1979 intraprende il primo di una lunga serie di viaggi negli Stati Uniti: Fontana non approda a nessuna rivelazione, bensì applica il suo codice linguistico, ormai consolidato, a un ambiente urbano altro, rispetto alla sua Modena, ma non per questo alieno o incomprensibile.

‘Franco Fontana. Los Angeles, 2001. © Franco Fontana

Qualche anno dopo, nel 1984, inizia la serie Piscine: porzioni di sinuosi corpi di donna (e a volte d’uomo), esaltate da colori squillanti, in uno spazio conchiuso, sospeso, di cui spesso non vediamo i confini. Nel 2000 inizia la serie dei Paesaggi Immaginari, in cui la prevalenza dell’invenzione sul reale arriva ai massimi livelli, rendendo chiaramente manifesto il sottile inganno teorico sotteso alla produzione precedente. In questo caso, il fotografo, che non disdegna la tecnologia digitale, riafferma la propria libertà interpretativa della realtà tramite l’immaginazione.

La sua lunga carriera è costellata di riconoscimenti, premi e onorificenze in tutto il mondo; sono più di quattrocento le mostre in cui sono state esposte le sue fotografie e più di quaranta i volumi pubblicati.

Scheda tecnica

  • Franco Fontana. Full Color
    fino all’11 gennaio 2015
  • Palazzo Incontro
    Roma, via dei prefetti 22
  • Orario di apertura:
    mar-dom, ore 11-19 (la biglietteria chiude alle 18.30)
    24 e 31 dicembre 11.00 – 16.30 (la biglietteria chiude alle 16.00)
    (La mostra resterà aperta anche venerdì 26 dicembre e martedì 6 gennaio)
    Chiuso il lunedì, il 25 dicembre e il 1° gennaio.
    Aperture straordinarie: lunedì 8 dicembre; lunedì 15 dicembre; lunedì 22 dicembre; lunedì 5 gennaio.
  • Biglietti:
    Intero € 8; ridotto € 6 per i visitatori di età compresa tra 6 e 25 anni, over 65, titolari di apposite convenzioni, gruppi (min 15 max 25 persone), guide turistiche con tesserino.
    Gratuito per bambini fino ai 6 anni, 1 accompagnatore per gruppo, visitatori diversamente abili e 1 accompagnatore, 2 accompagnatori per scolaresca, giornalisti con tesserino.
  • Catalogo:
    Marsilio Editori
  • Uffici Stampa:
    Regione Lazio
    Tel. 06 51684650
    ufficiostampa@regione.lazio.it
  • Civita
    Barbara Izzo-Arianna Diana,
    Tel. 06 692050220-258
    izzo@civita.it - diana@civita.it
  • Info e prenotazioni:
    Tel. (+39) 0632810
    www.fandangoincontro.it

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