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Fra’ Bartolomeo (Baccio della Porta; Firenze 1473-1517), Padre Eterno benedicente con le sante Maria Maddalena e Caterina da Siena, 1509. Olio su tela. Lucca, Museo nazionale di Villa Guinigi

Puro, semplice e naturale

Alla Galleria degli Uffizi una mostra che illustra il risultato di un appassionato studio critico - scientifico della pittura fiorentina fra Cinquecento e Seicento

a cura di Redazione, il 11/09/2014

“Puro, semplice e naturale nell'arte a Firenze tra Cinque e Seicento”, la seconda mostra di Firenze 2014. Un anno ad arte ospitata e realizzata dalla Galleria degli Uffizi, è, nel rispetto della tradizione di queste rassegne espositive che hanno luogo nei musei statali fiorentini dal 2006, il risultato di un appassionato studio critico - scientifico della pittura fiorentina fra Cinquecento e Seicento, condotto da Alessandra Giannotti e Claudio Pizzorusso, docenti universitari presso l’Università per Stranieri di Siena.

La mostra

La mostra intende sovvertire il luogo comune di una cultura fiorentina passatista, rivelando la forza di novità presente anche in quella linea dell’arte cittadina che, tra Quattro e Seicento, restò fedele ai propri modelli, mettendo in luce la “novità della tradizione”.

Giorgio Vasari esaltava la «Maniera moderna» come superamento della tradizione quattrocentesca, ormai arcaica, e collocava Leonardo, Michelangelo e Raffaello al centro di questo periodo di «somma perfezione»; a loro, ma con minor grado di convinzione, egli affiancava Fra’ Bartolomeo e Andrea del Sarto, disegnatori esemplari, meticolosi imitatori della natura, ideatori di opere devote. Vasari, artista della sontuosa corte del duca Cosimo I de’ Medici, era però lontano da quei maestri, sostenitori di una tradizione “pura, semplice e naturale”, e interpreti di una tendenza che a lui appariva superata e senza futuro.

Andrea del Sarto e Fra’ Bartolomeo restarono invece punti di riferimento negli anni della magnificenza medicea, ma soprattutto ridiventarono attuali alla fine del Cinquecento – tanto da soppiantare il “vasarismo” – per rispondere alle esigenze dottrinarie sancite dal Concilio di Trento. Santi di Tito e Jacopo da Empoli si impegnarono allora in un rilancio di quei maestri, animato da nuovo vigore, e l’operazione venne riproposta a metà Seicento, con diverso senso di modernità, da Lorenzo Lippi e Antonio Novelli, come alternativa alla dilagante figurazione barocca.

Andrea del Sarto (Firenze 1486-1530), Annunciazione, 1528. Olio su tavola. Firenze, Galleria Palatina

Cinque sezioni cronologiche, e quattro tematiche

La mostra, strutturata in cinque sezioni cronologiche, e quattro tematiche - in cui i dipinti e le sculture (72 in tutto) sono allestiti, a titolo esemplificativo, privilegiando valori di coesione stilistica e iconografica entro un’ampia forbice cronologica - presenta una vera e propria rassegna di capolavori, molti dei quali appositamente restaurati per l’occasione. In apertura, l’esposizione accosta le Annunciazioni di Andrea della Robbia, Andrea del Sarto, Santi di Tito e Jacopo da Empoli, offrendo un colpo d’occhio sui tratti di cultura che legano i maestri della «Maniera moderna» e la compagine di artisti operanti a Firenze tra istanze di riforma e primo naturalismo seicentesco.

Nella Firenze del primo Cinquecento il registro di nobile chiarezza ispirato al pensiero di Fra’ Girolamo Savonarola era un linguaggio condiviso dagli artisti a lui vicini, come Lorenzo di Credi e Fra’ Bartolomeo, Ridolfo del Ghirlandaio e i Della Robbia. Alcuni di loro facevano capo alla “Scuola di San Marco”, punto di riferimento della comunità degli artisti che proponevano immagini di una religiosità essenziale e austera, comprensibile anche ai semplici e agli illetterati. Con loro e con Andrea del Sarto, maestro insuperabile del disegno dal naturale, si fondarono quei princìpi della “fiorentinità” che resteranno validi per oltre un secolo e mezzo: uno stile fatto di parole usuali, ordinate secondo una chiara sintassi, che modella con plastica evidenza figure e cose. Come si leggerà nel catalogo edito da Giunti e curato, come la mostra, da Alessandra Giannotti e Claudio Pizzorusso, questi valori si rispecchiano anche nel dibattito sulla lingua e nella spiritualità popolare.

Lorenzo Lippi (Firenze 1606-1665), Pala di Baldassarre Suarez detto il “Mantenuto”, 1650 circa. Olio su tavola Firenze, Accademia della Crusca

I maestri (Andrea della Robbia e Andrea del Sarto, Fra’ Bartolomeo e Andrea Sansovino), eredi del Quattrocento, sono al tempo stesso fondatori di un’ “ordinata maniera” moderna, radicatasi con Franciabigio, Bugiardini, Sogliani. Superate le generazioni di Bronzino e Alessandro Allori, custodi di una vena naturalistica attenta alla verità ottica delle cose, si approda al “Seicento contromano”, dove sono riuniti artisti che hanno rilevato quest’identità “purista” fiorentina, traendone impulso per tracciare una linea “diversa” dal caravaggismo e dal barocco: da Santi di Tito a Jacopo da Empoli, da Ottavio Vannini (finalmente visibile a Firenze un suo capolavoro del Musée des Beaux-Arts di Nantes) a Lorenzo Lippi, grande interprete di un moderno naturalismo.

Dopo una sala dedicata al disegno dal vero, che spazia da Andrea del Sarto e Pontormo alla metà del Seicento, gli stessi artisti si ripresentano accostati per temi: “pitture di casa”, di affetti intimi, col bel Fra’ Bartolomeo del County Museum di Los Angeles; “pitture di cose”, dove si ergono a protagonisti gli oggetti domestici (da segnalare il magnifico Franciabigio dalle Collezioni Reali inglesi); la “tradizione del sacro”, che chiude la mostra con uno spettacolare trittico di busti del Redentore, di Torrigiani (riscoperto in Gran Bretagna), di Caccini (un miracoloso recupero conservativo) e di Novelli (dal Metropolitan di New York).

Chi promuove la mostra

La mostra è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana, la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, la Galleria degli Uffizi, Firenze Musei e l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze.

Scheda tecnica

  • Puro, semplice e naturale nell'arte a Firenze tra Cinque e Seicento
    fino al 2 novembre 2014
  • Galleria degli Uffizi
    Firenze
  • Direzione della mostra:
    Antonio Natali
  • Ideazione e curatela della mostra:
    Alessandra Giannotti, Claudio Pizzorusso
  • Biglietti:
    Intero € 11; ridotto € 5.50 per i cittadini dell’U.E. tra i 18 ed i 25 anni
    Gratuità del biglietto per i minori di 18 anni e per i cittadini dell’U.E. sopra i 65 anni
  • Orario di apertura:
    mar-dom, ore 8.15-18.50; la biglietteria chiude alle 18.05
    Chiuso il lunedì
  • Servizio didattico per le scuole:
    Visite guidate per le scolaresche solo su prenotazione
    Costo di € 3 ad alunno
  • Info e prenotazioni:
    Firenze Musei 055.294883
  • Servizio visite guidate:
    Firenze Musei 055.290383
    firenzemusei@operalaboratori.com
  • Catalogo:
    Giunti Editore
  • Uffici stampa:
    Salvatore La Spina - Tel. 055 290383 - ufficiostampa@operalaboratori.com
    Barbara Izzo e Arianna Diana - Civita - Tel. 06 692050220-258 - izzo@civita.it - diana@civita.it
  • Per Firenze e la Toscana
    Camilla Speranza - Tel. 055 217265 - camilla.speranzaufficiostampa@gmail.com
  • Info:
    www.unannoadarte.it

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