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Sabrina Mezzaqui. Che tu sia per me il coltello, 2014. Libro intagliato (David Grossman, Che tu sia per me il coltello, ed. Mondadori), ritagli arrotolati e infilati, colla, filo, dimensioni variabili (libro aperto 19,5x26 cm; lunghezza filo 1.500 cm circa). Foto Rino Canobbi

Una forma di attenzione

Passaggi Arte Contemporanea di Pisa inaugura la sua attività con la personale di Sabrina Mezzaqui, in dialogo con la poetessa Antonella Anedda

a cura di Redazione, il 07/05/2014

Passaggi, nuovo spazio espositivo per l’arte contemporanea diretto da Silvana Vassallo, inaugura a Pisa la sua attività con la mostra ‘Una forma di attenzione’, personale di Sabrina Mezzaqui in dialogo con la poetessa Antonella Anedda. Silvana Vassallo è particolarmente lieta di presentare questo progetto, che ha preso forma da un suo incontro avvenuto a Pisa diversi anni fa con Sabrina Mezzaqui e Antonella Anedda durante un convegno dedicato al rapporto tra immagini e parole.

"una forma di attenzione"

Sabrina Mezzaqui ha definito la sua arte “una forma di attenzione”, la stessa che può stabilirsi con il pubblico quando si condivide una certa sensibilità, un’attitudine dello sguardo. Anche questa mostra unisce gli sguardi e le voci di due sensibilità affini, pur nella loro diversità, e complici, per l’occasione, di un’incursione nei rispettivi universi creativi.

Sabrina Mezzaqui e Antonella Anedda

Sabrina Mezzaqui è un’artista appassionata di libri, Antonella Anedda, poetessa romana vincitrice del Premio Puškin, profonda conoscitrice delle arti visive. Con singolare specularità, seppur da prospettive diverse, le loro procedure compositive intrecciano la dimensione visiva e quella verbale amplificandone le risonanze: l’una trae ispirazione dal potere evocativo e simbolico delle parole traducendole in figurazioni plastiche; l’altra pratica un tipo di scrittura lirica i cui tratti peculiari sono riconducibili a una modalità compositiva per immagini.
Ritagliare, ricomporre e restituire schegge di vita, frammenti di pensieri e di visioni è un’ulteriore caratteristica che contraddistingue il loro operare artistico, che si pone come pratica dialogante, interlocutoria, generatrice di epifanie parziali offerte alla condivisione.

Sabrina Mezzaqui. E disse, 2014. Libro intagliato (Erri De Luca, E disse, ed. Feltrinelli), migliaia di ritagli di carta stampata, ricamo, perline, colla, dimensioni variabili (libro h. 19,5 cm). Foto Rino Canobbi

Le opere della Mezzaqui

Le opere che Sabrina Mezzaqui ha realizzato per la mostra si ispirano a tre libri: “Che tu sia per me il coltello”, di David Grossman, “E disse”, di Erri De Luca e alcune liriche di Antonella Anedda contenute nella sezione “Cucire” di “Salva con nome”, sua recente raccolta di poesie. Con una pratica consolidata, ma che non finisce mai di stupire, Sabrina Mezzaqui manipola libri e pagine di carta tramite ritagli delle righe di testo e piegature; oppure cuce, ricama e copia frammenti di testi. Dalle sue trasfigurazioni prendono corpo delle opere in cui si condensano il senso di un racconto o la profonda verità e bellezza di alcune frasi.

Le parole della Anedda

Come scrive Antonella Anedda in un testo scritto appositamente per la mostra: “Sabrina non si limita a rileggere i testi che ama, li ripercorre, e percorrendoli come succede nel Midrash li trasforma, li forgia di nuovo, li ritraduce”.

‘Che tu sia per me il coltello’, ‘E disse’, ‘Cucire’

In ‘Che tu sia per me il coltello’ Sabrina Mezzaqui ha ritagliato dalle pagine del libro di Grossman tutti gli spazi bianchi tra le linee di testo, in modo da far emergere l’accumulo delle parole, il loro groviglio e spessore. Le parole, nella storia narrata da Grossman, sono come le lame di un coltello, hanno il potere di scavare nei recessi più reconditi delle anime dei protagonisti, di incidere sui loro corpi e le loro vite sconvolgendole. L’opera ‘E disse’ traduce il racconto di Erri De Luca basato sulla scrittura dei dieci comandamenti sul monte Sinai in una montagna composta da strisce di testo del libro, ai piedi della quale poggiano dei tappetini di preghiera ricamati con citazioni tratte dal testo. Il tema della sacralità e del peso delle parole lega questi due lavori, mentre ‘Cucire’ è legato a doppio filo a un dialogo con Antonella Anedda, di cui l’artista ricama alcune poesie con la sua calligrafia.

Accostare frammenti

‘Cucire’ è un termine entrato nel vocabolario poetico di Antonella Anedda a partire da “La vita dei dettagli” (2009), contenente una sezione, Collezionare perdite, in cui immagini e parole sono cucite assieme per “rammendare” ed elaborare lutti e assenze. Anche il recente libro “Salva con nome” è fatto di versi, prose e fotografie. La pratica di accostare frammenti è una cifra che da sempre contraddistingue il suo lavoro e che ultimamente è approdata a esiti sperimentali al di fuori della pagina stampata: L’idea di dare concretezza alla scrittura e di costruire un’antologia reale, e non solo cartacea, mi interessava da tempo. Volevo creare un oggetto su cui trovassero uno spazio, un luogo, forme diverse, memoria e immagini. Ho utilizzato un vecchio lenzuolo di lino appartenuto al corredo di mia nonna come un grande foglio su cui mettere quanto aveva accompagnato le mie pubblicazioni dal 1991 ad oggi: ho utilizzato non solo colla, ma filo e aghi. Mi piace cucire.

L'invito alla mostra

Anche un libretto-catalogo in edizione limitata

Infine, per la mostra sarà realizzato un libretto-catalogo in edizione limitata (numerata e firmata), contenente testi inediti di Antonella Anedda, immagini dei lavori di Sabrina Mezzaqui, e a una selezione di brani a cura di Silvana Vassallo, in cui le loro voci e i loro sguardi tessono le trame di un dialogo.

La galleria Passaggi

La galleria Passaggi è situata nel cuore del centro storico di Pisa in una zona che progressivamente si sta trasformando in un “quartiere culturale”: nella stessa strada si trovano due librerie, Jazz&libri, e Ubik e poco distante si affaccia sul lungarno il prestigioso Palazzo Blu, centro d’arte e cultura che oltre ad ospitare una collezione permanente di arte pisana dal trecento ad oggi promuove manifestazioni artistiche di varia natura, tra cui mostre di arte moderna e contemporanea.

Precedentemente la galleria era la sede di un magazzino situato al piano terra di un palazzo storico dalle antiche origini. Molte sono le tracce del passato, soprattutto iscrizioni religiose sulla facciata risalenti a varie epoche storiche, tra cui un’iscrizione marmorea del XVII secolo che attesta l’appartenenza dell’edificio alla congregazione della Madonna di Sotto gli Organi (dal nome di un dipinto del XIII secolo custodito nel Duomo di Pisa a cui i pisani sono devoti). Anche all’interno della galleria, durante i lavori di restauro, è stato trovato un frammento di un dipinto, una piccola croce di colore rosso, che è stata preservata come segno delle stratificazioni temporali di questo spazio, dei passaggi tra passato e presente. [Continua a leggere]

Scheda tecnica

  • Una forma di attenzione, Sabrina Mezzaqui in dialogo con Antonella Anedda
    dal 10 maggio al 19 luglio 2014
    Inaugurazione: sabato 10 maggio, ore 18.
    Alle ore 20 verrà offerto un aperitivo presso l’adiacente libreria Ubik
  • Passaggi Arte Contemporanea
    Pisa, via Garofani 14
  • Orario di apertura:
    mar-sab, ore 16-20 e su appuntamento
  • Ufficio stampa:
    Silvia Pichini
    silviapichini@ngi.it
  • Info:
    info@passaggiartecontemporanea.it
    www.passaggiartecontemporanea.it
  • Un particolare ringraziamento a Galleria Continua, San Gimignano / Beijing / Les Moulins.

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