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Vaccari, Wainer

a cura di Redazione, il 25/05/2005

Wainer Vaccari nasce a Modena nel 1949. La sua formazione autodidatta si indirizza su Picabia e Duchamp mentre lavora per alcuni anni (1967-1971) come illustratore per le Edizioni Panini di Modena. È il tempo delle Neoavanguardie, ciò nonostante rimane fortemente colpito, nel 1968, da una mostra sulla Nuova Oggettività tedesca. In particolare negli anni Settanta è stimolato da Christian Schad, dai lavori della pittura Metafisica e dai pittori Iperrealisti americani degli anni Sessanta. Gli anni 1982-83 sono considerati anni decisivi per la sua pittura. A questi risalgono le prime importanti mostre in cui presenta opere di grande formato e di forte impatto. I quadri di Vaccari assumono caratteri maestosi animandosi al contempo di misteriose atmosfere, con un evidente lavoro di confronto con Velasquez, Rubens, Bocklin (il quale rimarrà un suo costante punto di riferimento) e in perfetta coincidenza temporale con il ritorno alla pittura attuato dal gruppo degli Anacronisti (da Mariani a Bulzatti). Negli anni successivi partecipa a numerose collettive in Italia e all’estero, la prima personale europea si tiene nella Galerie Susan Wyss a Zurigo (1985). In Italia è del 1994, nelle sale della Galleria Civica di Modena, la più importante esposizione personale in uno spazio pubblico nazionale organizzata da Flaminio Gualdoni. Qui vengono presentati trentasei quadri eseguiti dal 1992 e due grandi sculture. Dello stesso anno è la grande mostra costituita da quaranta opere selezionate tra le recenti e quelle del decennio precedente, che coinvolge quattro musei del Nord Europa: l’ampia antologica itinerante, curata da Walter Guadagnini prende il via dall’Horsens Kunstmuseum in Danimarca, nei mesi successivi tocca la Kunsthalle di Wilhelmshaven, la Kunsthal di Rotterdam e il Provincial Museum voor Moderne Kunst di Ostenda. Tra le esposizioni italiane segnaliamo anche la sua partecipazione alla XIII Quadriennale di Roma nel 1999 e la mostra “Quadri mai visti” alla Galleria Mazzoli di Parma nel 2001, prima tappa di quella nuova fase creativa che ha portato Vaccari ai lavori che espone a fine agosto 2005 ad Amburgo.

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