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Toxic (Torrick Ablack )

a cura di Redazione, il 14/10/2006

Torrick Ablack, in arte Toxic, è nato nel Bronx nel 1965 da famiglia caraibica. Come molti altri ragazzi di quel quartiere turbolento, cercava di esprimere la sua rabbia giovanile attraverso una forma spontanea di affermazione d’identità: disegnando graffiti sui malandati muri del quartiere o sui vagoni della metropolitana. Insieme ad alcuni dei suoi “colleghi” di maggior talento viene notato e nel momento in cui si lancia il Graffitismo come forma d’arte a pieno titolo, Toxic è nel gruppo dei migliori e verrà invitato ad una serie innumerevole di mostre, prima negli Stati Uniti, e poi in Europa. Dall’anno di Post Graffiti ad oggi Toxic e tutto il movimento hanno conosciuto periodi di grande fama e repentini ridimensionamenti (con l’eccezione di Basquiat ed Haring, star internazionali precocemente scomparsi), dovuti più al carattere scostante e scorbutico dei protagonisti che a vere riflessioni critiche. E benché il graffitismo in quanto tale sia stato dato per defunto più volte, regolarmente le periferie urbane si ripopolano dei colori, dei caratteri, delle scritte criptiche di nuovi “adepti” del movimento ed i critici tornano ad occuparsi di chi ha creato quell’inconfondibile stile.
Toxic ha continuato a lavorare su tele (e muri), trasferendosi in Italia e poi in Francia e poi ancora in Italia. Proprio a Firenze un suo lavoro è stato commissionato dal Comune per le lamiere di protezione esterna durante il restauro della chiesa di Sant’Orsola.

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