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Seguso, Livio

a cura di Redazione, il 15/05/2007

Livio Seguso vive a Venezia, nato nel 1930 a Murano, dove ancora oggi lavora attivamente, inizia giovanissimo il suo rapporto con il vetro, affascinato dall’inesauribile incanto di questo meraviglioso materiale. Dopo una approfondita esperienza sulle tecniche tradizionali, l’artista, stimolato da una spiccata sensibilità artistica, avvia un’interessante ricerca sulla forma plastica che lo porta ad esplorare con notevole interesse il mondo dei grandi maestri della scultura contemporanea. In questi anni però, il vetro non viene utilizzato come mezzo per raffigurare, ma diventa esso stesso scopo della realizzazione artistica. La sua conoscenza della materia è tale da consentirgli di esprimere completamente se stesso senza subire l’impaccio del mestiere. Infatti, l’artista riesce a rivelare le infinite potenzialità di questo misterioso materiale, in un’incessante variazione di spazi e spessori, sempre rivolto verso una purezza assoluta delle forme.
La maturazione artistica di Livio Seguso giunge all’apice alla fine degli anni ‘70, quando abbandona totalmente ogni retaggio della pur nobile tradizione muranese, dando spazio solo al cristallo puro, cangiante e ambiguo nella sua trasparenza, in una visione immaginativa non contaminata. Le sue opere hanno così potuto manifestarsi in forme assolute, non mimetiche di alcunchè, volte a cogliere il principio di un evento visivo prima di allora sconosciuto e rivelare la personalità dell’artista, attratto dalla sintesi e dalla forma icastica. In questo modo le sue sculture diventano Immagini di luce che sembrano adattarsi al pensiero per poi scomparire in una serie di forme oniriche. In seguito, la sua ricerca oltrepassa il materiale usato e si allarga verso l’utilizzo di altri materiali, quali l’acciaio, la pietra, marmi e graniti ed infine il legno. Inoltre il suo lavoro si modifica rispetto alle precedenti creazioni circolari o ellittiche sino ad arrivare a concepire volumi disposti secondo un ordine geometrico.
 Si tratta ad ogni buon conto di una operazione che da luogo ad una svolta ideologica che condurrà l’artista ad un arricchimento delle sue possibilità espressive, che non riguarda solo la poetica dei materiali, poiché nello stesso tempo si evidenzia anche una trasmutazione ideativa.
Questi nuovi materiali sempre in connubio con il vetro ne esaltano, sia la trasparenza che l’intensità della luce, il cui fine rimane la creazione di un’unità ideale tra rigore intellettuale e nitore dei volumi , tra senso di raffinata eleganza e fantasia poetica.
 
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