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Rotella, Mimmo

a cura di Redazione, il 27/03/2007

Mimmo Rotella (Catanzaro, 7 ottobre 1918 - Milano, 8 gennaio 2006) è deceduto a Milano nei primi giorni del 2006 all’età di 87 anni: tutti vissuti sull’onda dinamica del proprio cognome, come una ruota velocissima che si incarnava, senza fronzoli, nei famosi décollages. Anni e anni da film scorsesiano per questo ragazzo di Catanzaro che arrivò a Roma nel dopoguerra, pronto come tanti ad inventarsi la vita. Andò anche negli Stati Uniti tra il 1951 e il 1952, quindi tornò a Roma in cerca di novità e fuochi d’avanguardia.

Una vita come un continuo strappo

Una vita come un continuo strappo, un sovrapporsi di esperienze e suture, un collage di stimoli e colori emozionali. L’idea geniale di Rotella si chiamerà, come detto, décollage e sarà un modo eccellente di portare il rumore della città dentro il quadro. Dal 1953 l’artista, camminando in una Roma molle e meticcia, staccava manifesti pubblicitari dai muri e li ricomponeva su tela, ricreando il suono visivo delle “caverne” urbane, il colore primitivo della metropoli poliglotta.

Rotella e Warhol: autori capaci di sentire la tristezza dietro l’eccesso, la follia dietro l’apparenza

Dentro il quadro c’era il cinema ma anche la politica, la militanza incalzante e tutto il caos che investiva gli sguardi. Molto prima dei graffitisti alla Basquiat, prima della Pop Art, in concomitanza col riciclo urbano di Rauschenberg, Rotella registrava il malessere, la noia, le passioni collettive, i feticismi, il delirio politico. In poche parole, la vita con le sue contaminazioni ma anche le radici del futuro ’68, le derive ideologiche, la voglia crescente di gossip da copertina. Sono ormai icone le sue opere con Marilyn Monroe, John Wayne, Clark Gable, Liza Minnelli, Anita Ekberg… pezzi che da soli aumentano l’aura sacrale dei divi, proprio come accadde coi primi piani di Andy Warhol. Rotella e Warhol: due facce della stessa medaglia, stratificazione e sintesi davanti ai feticci, autori capaci di sentire la tristezza dietro l’eccesso, la follia dietro l’apparenza. Nei decenni il nostro artista è stato presente dentro musei e progetti di massimo livello internazionale.

Ed è stato premiato, non dimentichiamolo, da un mercato che ha sempre amato i suoi ruggiti cartacei. Negli anni parigini ha anche sperimentato la fusione dei manifesti con la fotografia, la tela emulsionata, le cancellazioni, la pittura manuale. Non dimenticando mai la sua vera natura, quella che sugli strappi e le sovrapposizioni ha creato un momento indelebile della nostra cultura contemporanea. Dal 1980 Rotella viveva a Milano, la sua ultima città d’elezione, un altro dei luoghi che ha profondamente segnato il suo sguardo curioso e mai sazio.

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