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La copertina del volume edito da Silvana Editoriale

Giorgio de Chirico. Catalogo ragionato dell’opera sacra

Silvana Editoriale inaugura la collana “Novecento sacro” con un volume che riunisce per la prima volta i lavori nell’ambito dell’arte sacra realizzati dal Pictor Optimus

a cura di Redazione, il 24/06/2013

Lo scorso 19 maggio, durante il Salone del Libro di Torino, presso lo Spazio Sant’Anselmo si è tenuta la presentazione del volume “Giorgio de Chirico. Catalogo ragionato dell’opera sacra”, edito da Silvana Editoriale. All’evento hanno preso parte i curatori del libro, Giovanni Gazzaneo ed Elena Pontiggia, affiancati da Paolo Picozza - presidente della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico, Andrea Dall’Asta - direttore del Centro culturale San Fedele di Milano, Fiorella Minervino - critica d’arte, e Davide Rondoni - poeta.

Catalogate oltre 150 opere, molte delle quali inedite o di rara pubblicazione

Il volume, con le introduzioni di Lorenzo Ornaghi, ministro per i Beni e le Attività Culturali, e del cardinale Gianfranco Ravasi, contiene i saggi dei due curatori, di Paolo Picozza e Pierangelo Sequeri, con la catalogazione, a cura di Salvatore Vacanti, di oltre centocinquanta opere, molte delle quali inedite o di rara pubblicazione. L’opera riunisce per la prima volta i lavori nell’ambito dell’arte sacra realizzati dal Pictor Optimus (Volos, 1888 - Roma, 1978), indagando così uno degli aspetti meno conosciuti della sua produzione.
Il volume inaugura la collana “Novecento Sacro”, ideata e promossa dalla Fondazione Crocevia, che vuole mostrare come i grandi maestri - nonostante nella manualistica il soggetto sacro sembri scomparire - abbiano continuato a indagare il rapporto tra Dio e l’uomo anche nella contemporaneità.

Un’apertura verso il mistero divino che ha modificato la concezione esistenziale professata dal Maestro negli anni della Metafisica

De Chirico, il padre della Metafisica, ha prodotto dalla fine degli anni Trenta e con frequenza più intensa negli anni Quaranta e Cinquanta opere di soggetto religioso che testimoniano come l’universo poetico e filosofico dell’artista sia andato profondamente rinnovandosi con una ricerca affascinante, dagli esiti complessi e problematici.
Le riflessioni offerte intendono mettere in luce come sia subentrata, in concomitanza con la seconda guerra mondiale, un’apertura verso il mistero divino che ha modificato la concezione esistenziale professata dal Maestro negli anni della Metafisica - quando riteneva che il mondo intero fosse il regno del “non senso” - e che si è tradotta sia in scritti teorici, sia in opere d’arte che sanno sorprendere, a partire dall’Apocalisse, le cui tavole sono realizzate nella seconda metà del 1940.

Un lungo itinerario artistico che non aveva certo ignorato il sacro

Scrive il cardinale Gianfranco Ravasi: “Ancor oggi sul cavalletto del suo studio è collocata la copia incompiuta del celebre Tondo Doni di Michelangelo custodito agli Uffizi. Già nel 1921 de Chirico, con grande rispetto, si era confrontato con questa Sacra Famiglia, “il quadro più difficile a interpretarsi e copiarsi”, come egli confessava. Giunto al crepuscolo della sua esistenza, il Pictor Optimus aveva compiuto questo estremo tentativo di venerazione per un soggetto religioso e per un artista così eccelso, e idealmente la sua mano si era fermata dopo aver colmato di colore solo il volto della Vergine Madre. Era questo il suggello simbolico a un lungo itinerario artistico che non aveva certo ignorato il sacro, inoltrandosi “oltre la metafisica”, lungo i sentieri d’altura dello spirito, tra i panorami delle grandi narrazioni bibliche”.

Il libro sacro più misterioso e terribile diventa un racconto fiabesco

“Nessuno - sottolinea Elena Pontiggia -, da almeno mezzo millennio, aveva disegnato un’Apocalisse così poco apocalittica come de Chirico. E nessuno, forse, ne aveva raffigurato gli eventi con tanta tranquilla serenità, venata in alcune parti da un candore addirittura fanciullesco. Il libro sacro più misterioso e terribile, tradizionalmente interpretato come profezia della fine del mondo (anche se in realtà è più una meditazione sulla dolorosa storia dell’uomo che sul suo destino escatologico e culmina con la luce sfolgorante della Nuova Gerusalemme e del trionfo dell’Agnello); diventano in de Chirico un racconto fiabesco, insieme spontaneo e colto, soffuso in certi punti di un evangelico spirito d’infanzia, in altri di solenni accenti classici”.

In appendice i saggi e l’antologia di scritti di de Chirico sull’arte sacra

Il catalogo, grazie ai saggi e all’antologia di scritti del Maestro sull’arte sacra riportata in appendice - essenziale per la comprensione di un tema tanto trascurato dalla critica quanto rilevante invece per l’artista -, porta un contributo nuovo e fondamentale agli studi sull’opera del Pictor Optimus. Per Giovanni Gazzaneo: “De Chirico è stato tra i pochi artisti del Novecento ad aver colto il paradosso del Cristo che è insieme il “più bello fra i figli dell’uomo” (Salmo 45,3) e l’Ecce homo senza “bellezza né apparenza” (Isaia 53,2). Sono questi i due volti sempre presenti nell’arte cristiana, come ha in più occasioni sottolineato Benedetto XVI: il volto del dolore (che il secolo scorso ci ha proposto nel segno della croce) e il volto della gloria (che il Novecento ha saputo esprimere molto raramente), entrambi belli perché espressione dell’amore più grande, quello che dà la vita. La Salita al Calvario e l’Apocalisse sono espressioni di questo paradosso antico di duemila anni eppure sempre nuovo, a cui de Chirico ha saputo offrire forma e colore”.

Scheda tecnica


  • Titolo: GIORGIO DE CHIRICO. Catalogo ragionato dell’opera sacra
    A cura di: Giovanni Gazzaneo ed Elena Pontiggia
    Schede e apparati: a cura di Salvatore Vacanti
    Editore: Silvana Editoriale
    Progetto: Crocevia - Fondazione Alfredo e Teresita Paglione, in collaborazione con Fondazione Giorgio e Isa de Chirico
    Anno pubblicazione: 2013
    Pagine: 288 pp., con 180 illustrazioni
    Collana: Novecento sacro (diretta da Giovanni Gazzaneo ed Elena Pontiggia)
    Prezzo di copertina: € 45,00
    Lingua: Italiano


    Info:
    Crocevia - Fondazione Alfredo e Teresita Paglione
    via A. Appiani, 1 - 20121 Milano
    Tel. 3356440711
    fondazionecrocevia@gmail.com

    Ufficio stampa:
    CLP Relazioni Pubbliche
    tel. 02 36 755 700 - fax 02 36 755 703
    anna.defrancesco@clponline.it; www.clponline.it

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