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Rossi, Attilio

a cura di Redazione, il 16/11/2006

Attilio Rossi (Albairate 1909, Milano 1994) riveste giovanissimo un ruolo di grande rilievo nella modernizzazione della grafica italiana, fondando e dirigendo la rivista “Campo Grafico” che sostiene l’esigenza di aprire il settore all’influenza dell’arte contemporanea. Lasciata l’Italia nel 1935, Rossi si reca in Argentina dove comincia a dipingere. Dapprima astratto, diviene poi figurativo, attraversando una fase iperrealista per approdare poi a una pittura che guarda all’influenza di Carrà e di Morandi. Tra il 1935 e il 1950, Attilio Rossi è anche direttore artistico di grandi case editrici, collaborando e divenendo amico di protagonisti della cultura spagnola, sudamericana e messicana come Rafael Alberti, Jorge Luis Borges, Pablo Neruda, Diego Rivera, Ramòn Gòmez de la Serna, Juan Ramòn Jiménez, Josè Bergamìn e molti altri. In questa attività Rossi realizza tra l’altro numerose copertine di libri, tra cui due particolarmente note, quelle per “El Aleph” di Borges e per “Carlotta in Weimar” di Mann. Al ritorno in Italia, Rossi sviluppa una pittura, che si evolve gradatamente in una figurazione molto avanzata, sorretta da una prospettiva costruita sul colore, che però sconfina spesso nell’astrazione. Astrazione che si ritrova in particolare in interventi realizzati a Milano presso la Triennale, la Fiera e Palazzo Reale.
L’attività grafica prosegue in misura ridotta, ma con libri e manifesti di grande pregio. A tutto ciò si affianca l’attività di organizzatore culturale che lo vede coinvolto nelle grandi rassegne milanesi di Palazzo Reale (memorabile la mostra di Picasso del 1953) e della Permanente. L’avventura pittorica di Attilio Rossi, sulla quale hanno scritto molti fra i più importanti critici e studiosi d’arte, si snoda, nella sua parte finale, tra una grande Via Crucis, attualizzata con una serie di personaggi della storia del XX Secolo, e una fase in cui trasfigura i temi della mitologia classica con una pittura attenta alle suggestioni dell’arte contemporanea.
Attilio Rossi, che scompare a Milano nel 1994, è stato autore di numerosi saggi e libri, tra cui “Buenos Aires” en tinta china” con Borges e Alberti, “Milano in inchiostro di china” con Salvatore Quasimodo, “I manifesti” e “Omaggio all’alfabeto”.
Le sue opere sono state esposte in numerose grandi rassegne d’arte, tra cui la Biennale di Venezia, e sono presenti in numerosi musei.

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