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Alonso Berruguete. Madonna con Bambino e San Giovannino, olio su tavola, diametro 83 cm, Firenze, Palazzo Vecchio, Collezione Loeser

NORMA e CAPRICCIO

Spagnoli in Italia agli esordi della ‘maniera moderna’: alla Galleria degli Uffizi inaugura lo straordinario calendario di ‘Firenze 2013. Un anno ad arte’

a cura di Redazione, il 05/03/2013

“così pure dichiaro che nessuna nazione e nessun popolo (ad eccezione di uno o due spagnoli) può assimilare perfettamente né imitare la maniera di dipingere italiana (che è quella della Grecia antica), senza essere subito riconosciuto facilmente per straniero, per quanto si sforzi e lavori”.

Queste le parole di Michelangelo Buonarroti raccolte nei ‘Dialoghi romani’ di Francisco de Hollanda (Lisbona, 1548), che sono state d’ispirazione al primo evento espositivo dedicato all’attività degli artisti spagnoli approdati in Italia fra l’inizio del Cinquecento e gli anni venti del secolo, partecipi del fervido clima culturale animato a Firenze, a Roma e a Napoli.

Da Berruguete allo “Pseudo-Bramantino”, da de Silóe a Toledo

Nel numero di queste personalità, spinte al viaggio da un vorace desiderio di confronto con i testi fondamentali dell’arte moderna, si contano figure come quelle di Alonso Berruguete, di Pedro Machuca, di Pedro Fernández (meglio noto come lo “Pseudo-Bramantino”), di Bartolomé Ordóñez e Diego de Silóe, provenienti da diverse località della penisola iberica - Palencia, Toledo, Murcia e Burgos- e capaci di imporsi come protagonisti del ‘manierismo’ europeo.

Posizione preminente sulla scena internazionale del Cinquecento

Sono le fonti storico-artistiche italiane a riconoscer loro una posizione preminente sulla scena internazionale del Cinquecento. Giorgio Vasari, ad esempio, nelle ‘Vite de’ più eccellenti pittori, scultori ed architettori’ ricorda il Berruguete accanto a Rosso e Pontormo nello studio delle opere di Michelangelo e Leonardo; ma anche Pietro Summonte, celebre letterato campano, cita i lavori di Ordóñez e De Silóe in una lettera del 1524 sui più importanti monumenti di Napoli.

Le quattro sezioni della mostra alla Galleria degli Uffizi

La mostra, aperta dal 5 marzo al 26 maggio 2013, si articola pertanto in quattro sezioni che, nel rispetto di una scansione geografica, intendono accostare prestigiosi capolavori creati da simili artisti a straordinarie testimonianze della produzione italiana fra Quattro e Cinquecento.

Pedro Fernandez. San Biagio, olio su tela, 142,5 x 67 cm, Barcellona, Museo nacional d’art de Catalunya

La prima sezione

In quella d’apertura, dedicata a Firenze, si ricostruirà l’attività italiana di Alonso Berruguete, studiata da Roberto Longhi e Federico Zeri: si avrà così l’inedita possibilità di confrontare direttamente le opere riferite all’artista - oggi per lo più conservate agli Uffizi e in altri importanti musei italiani e stranieri (la Collezione Loeser in Palazzo Vecchio e la Galleria Borghese a Roma) - valutandone allo stesso tempo la modernità nell’accostamento a risultati significativi di pittori e scultori a lui contemporanei, fra cui Andrea del Sarto, Rosso, Pontormo, Baccio Bandinelli e Jacopo Sansovino. Si potrà giudicare il peso che la tradizione cittadina ebbe sull’arte di Alonso anche grazie ad autografi di Donatello, Leonardo, Michelangelo, Filippino Lippi e Piero di Cosimo, tutti presenti in mostra.

La seconda sezione

Nella seconda sezione, attorno alle tavole di Pedro Machuca, si rifletterà invece sul contributo di questo pittore alla bottega di Raffaello a Roma fra gli anni dieci e venti, verificando l’influenza che la lezione del Sanzio ebbe sull’Italia del Sud attraverso i dipinti di Pedro Fernández, attivo nella penisola fra Milano, il Lazio e la Campania.

La terza sezione

La terza sezione proporrà al pubblico alcune eccezionali sculture eseguite da Bartolomé Ordóñez e Diego de Silóe durante la loro residenza partenopea nel secondo decennio del secolo, vertici assoluti della statuaria ‘manierista’: di esse si illustreranno i riflessi sulla cultura campana, grazie alle opere di Girolamo Santacroce e di Domenico Napolitano.

La quarta sezione

Nell’ultima sezione della mostra si presenteranno invece creazioni realizzate da questi stessi artisti iberici al loro rientro in patria, fra Valladolid, Granada e Toledo, così da permettere ai visitatori di valutare l’eredità della lezione italiana sul loro stile e sul loro linguaggio figurativo.

Scheda tecnica

  • Norma e Capriccio. Spagnoli in Italia agli esordi della ‘maniera moderna’
    dal 5 marzo al 26 maggio 2013
  • Curatori:
    Tommaso Mozzati, Antonio Natali
  • Galleria degli Uffizi
    Firenze
  • Soprintendente:
    Cristina Acidini
  • Direttore della Galleria degli Uffizi e della mostra:
    Antonio Natali
  • Progetto scientifico:
    Tommaso Mozzati
  • Comitato scientifico:
    Cristina Acidini, Barbara Agosti, Manuel Arias MartÍnez, Anna Bisceglia, Carlo Falciani, Giancarlo Gentilini, Simone Giordani, Tommaso Mozzati, Riccardo Naldi, Antonio Natali, Maria José Redondo Cantera, Louis A. Waldman, Michela Zurla
  • Segreteria scientifica della mostra:
    Simone Giordani
  • Catalogo:
    Giunti Editore
  • Produzione e gestione della mostra:
    Opera Laboratori Fiorentini S.p.a
    Civita Group
  • Ufficio stampa:
    Salvatore La Spina
    Opera Laboratori Fiorentini SpA – Civita Group
    Ufficio Stampa - Firenze Musei
    Tel. (+39) 055 290383 - Fax (+39) 055 264406
    ufficiostampa@operalaboratori.com
  • Info:
    Firenze 2013. Un anno ad arte
    www.unannoadarte.it

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