Mostre » Il movimento delle arti. Eureka! L’invenzione e il modello

Piero Fogliati. Rivelatore cromocinetico, 1982 proiettore, fune elastica, cm 17x53x20(h)

Il movimento delle arti. Eureka! L’invenzione e il modello

Un evento dove la creazione si lega alla progettazione scientifica

a cura di Redazione, il 04/02/2013

Si inaugura martedì 5 febbraio alle ore 18.30 la mostra 'Eureka! L’invenzione e il modello', a cura di Fortunato D’Amico e Barbara Carbone. L'inaiziativa sarà ospitata nel nuovo spazio MACS Mazda Con-Temporary Space, voluto da Mazda Motor Italia, da tempo attenta alla cultura, e realizzato da Alessandro Luzzi Workshop.
L’evento “Il movimento delle arti”, comprende quattro mostre che si susseguono fino al 30 aprile 2013 e che si concentrano sul tema mettendo in risalto quattro diversi aspetti: Rilevare il movimento, Costruire il modello, Progettare l’habitat e Comunicare il movimento.
Protagoniste di questa seconda esposizione sono le opere di Piero Fogliati e Leonardo Mosso, artisti che si esprimono tramite creazioni legate alla progettazione scientifica e finalizzate al rinnovamento dell’ambiente circostante. Le opere infatti sottintendono una personale interpretazione - derivata da studi approfonditi, prototipi, macchinari - che mira ad emozionare e a svelare le leggi della scienza e dello spirito, attraverso l’opera stessa.

Arte e tecnologia a confronto

Le macchine luminose per colorare le ombre, la pioggia e altri oggetti animati, sono le creazioni di Piero Fogliati, in cui l'arte e la tecnologia si uniscono innescando implicazioni e sconfinamenti disciplinari. In mostra spiccano i proiettori Reale Virtuale del 1995 dotato di ampolla e Prisma meccanico del 1992 con schermo rotante e filtro colorato. Gli elementi semplici e leggeri, di Leonardo Mosso, talvolta collegati tra loro da nodi flessibili, capaci di generare forme asimmetriche, raggiungono un equilibrio naturale nelle strutture, attraversate dall’energia in caduta dall'alto al basso. La disposizione dei pezzi, traccia i movimenti dinamici delle superfici e crea elementi che si rivelano ideali per le coperture architettoniche e per la progettazione di attrezzature luminose di dimensione urbana. Tra le opere esposte emergono la struttura/scultura luminosa Mosstrut Valle dei Salici 2002-2004 e l'aerea Struttura logaritmica. MACS Mazda Con-Temporary Space sostiene l’innovazione e l’integrazione tra cultura e mondo industriale e promuove l’incontro e il confronto nell’arte contemporanea.
Attraverso l’evento “Il movimento delle arti” artisti contemporanei internazionali si esprimono su questo tema attraverso opere d'arte, di design, di architettura e performance, comparando le diverse forme artistiche ai nostri giorni. Le quattro mostre sono accompagnate da rispettivi cataloghi contenuti nelle dimensioni e molto esaustivi.

Leonardo Mosso. Z.K.M. Zentrum fur Kunst und Medientechnologie, Karlsruhe, 2000 struttura/scultura luminosa; acciaio inossidabile, vetro ad alta resistenza e lampade a catodo freddo

Leonardo Mosso e Piero Fogliati si raccontano

Leonardo Mosso (Torino 1926), architetto e artista è stato partner di Alvar Aalto, firmando con lui numerosi progetti italiani, e del padre Nicola Mosso. Ha insegnato in molte università europee e nei Politecnici di Torino, Milano, alla Technische Universitaet di Berlino e alla Università Fredericiana di Karlsruhe. Dagli anni ' 60 ha sviluppato la "Teoria della progettazione strutturale", che è alla base della sua architettura e del lavoro artistico, entrambi centrati sul concetto di "struttura". La Cappella per la Messa dell'Artista (1961-63) e la Nuvola Rossa (1974) con le strutture di Palazzo Carignano ne sono i maggiori esempi. All'inizio degli anni '90 elabora sistemi di "strutture di luce" in vetro, acciaio inox e neon per edifici storici e ambienti urbani europei come Bonn, Vlissingen, Francoforte, Berlino, Venezia, Torino, Gubbio, Karlsruhe.
Con queste opere, Mosso ha creato una sorta di urbanistica luminosa, che riordina la città per mezzo d'inserimenti non devastanti, di sensibile collaborazione con l'esistente e a doppio effetto plastico e pittorico. Sue opere sono presenti nei principali musei europei e sono state presentate in diverse occasioni espositive tra cui la Triennale di Milano nel 2007.

Piero Fogliati nato a Canelli nel 1930, ha vissuto e lavorato prevalentemente a Torino, dove risiede tuttora. Si dedica all'arte a partire dagli anni ‘50 quando sperimentava come autodidatta l’espressione pittorica sia figurativa sia astratta-informale. La ricerca di una cifra personale e la fiducia nei confronti dell’autonomia del linguaggio artistico si fondono con la sua forte passione per la scienza e la tecnologia, ama esplorare la percezione sensoriale ed i fenomeni naturali (in particolare luce, suono e colore), inoltre ama riprodurli attraverso la costruzione di macchine prodigiose dove dirige l’estetica delle immagini visive e sonore. Con le sue opere cerca di suscitare la meraviglia di un’apparizione, intende unire bellezza e percezione all'immaginazione. Con il progetto della Città Fantastica i suoni, le luci e i corsi d’acqua della città si trasformano per l’abitante in esperienze estetiche e sensoriali una sorta di “sogno globale” che parte dai primi anni ‘60. A questo periodo si legano le sue prime personali a Firenze, Roma e Torino. Nel 1978 e nel 1986 partecipa alla Biennale di Venezia, nel 1992 la Cité des Sciences et de l’Industrie di Parigi presenta una sua personale intitolata “Sculpter l’invisible”, lo selezionano per la Biennale giapponese ARTEC di Nagoya nel 1997, nel 2006 è a Karlsruhe e partecipa presso lo ZKM alla mostra FASTER! BIGGER! BETTER! sull’arte contemporanea degli ultimi cinquant’anni. A Torino, nel 2003, gli viene dedicato una grande antologica intitolata “Piero Fogliati il poeta della luce”. I suoi lavori sono presenti in importanti collezioni quali la Fondazione Panza di Biumo, la Fondazione Giuliano Gori e la Fondazione WAF Stiftung presso il MART.

SCHEDA TECNICA

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