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Gérard Schneider. OPUS 79 I

Schneider, Gérard

a cura di Redazione, il 29/11/2012

Gérard Schneider nasce il 28 aprile 1896 in Svizzera, a Saint Croix, rue des Beaux Arts. Trascorre la sua infanzia a Neuchatel dove suo padre svolge l'attività di ebanista e di antiquario. Nel 1910 si iscrive al corso di pittura di Alfred Blailé e si dedica alla decorazione; nel 1916 é ammesso all'Ecole des Arts Décoratifs di Parigi. Nel 1918 entra nell'atelier di Cormon all'Accademia di Belle Arti; frequenta assiduamente il Musée du Luxembourg, allora Musée National d'Art Moderne e nel 1920 rientra a Neuchatel.

Lo stesso anno sposa Marguerite Barbezat. La giovane coppia si trasferisce a Parigi nel 1922 dove Schneider studia e sperimenta i principali movimenti artistici. Nel 1926 espone per la prima volta al Salon d'Automne, frequenta il milieu musicale parigino e nel 1928 nasce sua figlia Janine mentre nel 1934 muore la moglie Marguerite. Nel 1937 si interessa al pensiero dei surrealisti, ne coglie da vicino la natura; la sua paletta s'adombra, il nero assume una grande importanza. Scrive alcuni poemi ed espone tre tavole al Salon des Surindépendants.
Nel 1938 i titoli delle sue opere non si ispirano più alla realtà: le tre tele inviate al Salon des Surindépendants si intitolano infatti Composition. Nel settembre 1939, allo scoppio della guerra, si mette a disposizione dell'esercito francese, ma non é chiamato; rimane così a Parigi e lo stesso anno fa la conoscenza di Picasso.

Nel 1944 la sua pittura diviene completamente autonoma rispetto a tutti i riferimenti, dai ricordi della natura e allo stesso modo da tutta la geometria. Nel 1945 il Musée National d'Art Moderne acquisisce una tela del 1944 - Composition.
Designa ormai tutte le sue tele con il termine: Opus. Nel 1946 partecipa alla mostra "Peinture abstraites", alla Galerie Denis René, con Dewasne, Deyrolle, Hartung e Marie Raymond.

Nel 1948 ottiene la nazionalità francese ed è invitato a partecipare alla Biennale di Venezia. Prende di volta in volta a partecipare a manifestazioni internazionali, da Stoccarda fino a Monaco, Dusseldorf, Hannover, Amburgo, Francoforte e Wuppertal. Pubblica il suo primo testo: Pour ou contre l'Art Abstrait sulla rivista "Arts". Nel 1954 partecipa nuovamente alla Biennale di Venezia con tre tele di grande formato: Opus 64 B.
Una tavola entra a far parte della collezione del Museum of Modern Art di New York. Sposa nel frattempo Lois Frederick, giovane americana venuta a Parigi a compiere studi d'arte. Fa la conoscenza di Eugène Ionesco. Nel 1957 riceve a Milano il Gran Premio di Lissone per l'arte astratta. Nel 1959, in occasione dell'Esposizione Internazionale di Tokyo, i giapponesi gli conferiscono il premio del governatore. Nel 1960 fa la conoscenza del mercante d'arte Bruno Lorenzelli che lo prende sotto contratto esclusivo fino al 1975. Nel frattempo tiene due mostre personali in Giappone.

Nel 1965 realizza diversi disegni e una litografia per illustrare le poesie di Eugenio Montale. Lo stesso anno, in collaborazione con la Galleria Lorenzelli, alcune opere sono presentate alla Galerie Arnaud di Parigi. Nel 1966 espone al Padiglione francese della Biennale di Venezia: un nuovo periodo, caratterizzato da colori eclatanti e da pennellate larghe e semplificate.
Una mostra di quaranta sue gouaches percorre l'America Latina, e continuerà a circolare in Islanda e in Norvegia fino al 1976. Nel 1975 espone alla Galerie Beauborg, che l'ha preso sotto contratto. Nel 1981 si tiene la mostra "Paris-Paris" al Centre Georges Pompidou nella quale figurano alcune opere di Schneider.

Gérard Schneider muore a Parigi l'8 luglio 1986. Nello stesso autunno Lorenzelli Arte gli dedica un'importante mostra in cui vengono esposte oltre duecentotrenta opere dal 1936 al 1970.

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