Mostre » Massimo Sacconi. L’urlo muto della coscienza

Massimo Sacconi. Eros, 2008, alabastrino dipinto, altezza cm 56

Massimo Sacconi. L’urlo muto della coscienza

Al Cassero a Montevarchi un anno nel segno della scultura contemporanea

a cura di Valentina Redditi, il 11/12/2012

Sarà possibile visitare fino al 6 gennaio 2013 la mostra dell’artista “Massimo Sacconi. L’urlo muto della coscienza” ospitata al “Il Cassero per la scultura italiana dell’Ottocento e del Novecento”, il museo civico, unico in Italia, che per vocazione è interamente dedicato alla scultura. L’evento espositivo di Sacconi è il primo di cinque mostre di “Contemporaneamente…al Cassero! Suggestioni, poetiche, linguaggi e approfondimenti sulla scultura italiana contemporanea”, un progetto curato dal direttore scientifico de “Il Cassero” Alfonso Panzetta, realizzato dal Comune di Montevarchi e finanziato insieme alla Regione Toscana nell’ambito dell’iniziativa “Toscanaincontemporanea 2012”.

Il percorso espositivo

Sono otto le opere esposte nelle sale del Cassero in continuo dialogo con la collezione permanente del museo sollecitando riflessioni e suggestioni certamente inattese tra la scultura contemporanea di Sacconi e quella dei grandi maestri dell’Ottocento e Novecento. Opere di grande intensità emotiva che comunicano la sofferenza e il dolore come “Pietas per Beslan” e il gruppo di tre opere “Il dolore delle madri”, ispirate alla strage di bambini del 2004 in Ossezia del nord dove ognuna di esse esprime paure diverse. Un messaggio universale del dolore che si manifesta attraverso la figura della donna come nelle opere “Violata” ed “Eros /Bios”, ma anche nell’uomo rappresentato in “Tortura” e un “Un povero Cristo” dove emergono le mani, aperte e scomposte nel tentativo di una inutile difesa.

La parola di Panzetta, direttore del Cassero

“La particolarità della ricerca artistica di Sacconi – spiega il direttore del Cassero Alfonso Panzetta – è quello di comunicare con forza la perdita dei valori di riferimento dell’uomo contemporaneo. Una poetica amplificata dalla sua singolare sintassi plastica di “figurazione astratta” dove nulla è naturalistico, ma tutto naturalmente significante. Con questa prima mostra - aggiunge -per il Cassero significa iniziare una programmazione sul contemporaneo con artisti diversi a colloquio con le collezioni storiche del museo. Fino al 2013 sono previste altre quattro mostre, tre delle quali avranno come protagonisti scultori italiani affermati o emergenti e una dedicata a uno dei materiali principe della scultura contemporanea, l’alluminio. Un progetto che presenta anche un valore didattico per insegnare a guardare la scultura, conoscerne i materiali, le tecniche ma soprattutto i linguaggi”.

Massimo Sacconi. Pietas per Beslan, 2006, alabastrino dipinto, altezza cm 175

La parola al Sindaco Maria Grasso

“Il nostro obiettivo – sottolinea il sindaco di Montevarchi Francesco Maria Grasso - è quello di legare arte, cultura e promozione del territorio. E questo lo possiamo fare grazie alla stretta collaborazione con la Regione Toscana e ad una struttura come il Cassero che è inserito a pieno titolo tra i grandi musei della nostra regione”. Le opere di Sacconi si coniugano inoltre con la multimedialità, ed è questo uno degli aspetti innovativi del progetto “Contemporaneamente…al Cassero!”, grazie alla collaborazione dell’Associazione Fotoamatori Francesco Mochi” e dell’Associazione MACMA”, importanti realtà del territorio. In questo caso è toccato al fotografo Marco Mugnai e al videomaker Tommaso Orbi, rileggere e interpretare le opere di Sacconi arricchendo il catalogo curato dallo stesso Alfonso Panzetta con un testo di Elena Facchino. La realizzazione del progetto vede poi la partecipazione dell’Associazione Amici de Il Cassero per la scultura italiana dell’Ottocento e del Novecento” per quanto riguarda la logistica e della “Cooperativa Itinera C.E.R.T.A.” relativamente alla segreteria organizzativa e alla didattica.

Cenni biografici

Massimo Sacconi, significativo e schivo maestro aretino, nato a San Giovanni Valdarno nel 1945 e montevarchino d’adozione, è uno scultore che predilige il gesso alabastrino realizzando grandi figure di un forte espressionismo profondamente legato alla personale riflessione sui disagi dell’uomo nel nostro tempo. Tra le esposizioni al suo attivo, ultime in ordine di tempo, la grande personale di Arezzo e l’omaggio resogli dalla Regione Toscana, per la quale ha realizzato il grande monumento alle Morti Bianche in Palazzo Panciatichi a Firenze.

SCHEDA TECNICA

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