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Martha Pachón Rodríguez

Martha Pachón Rodríguez - Yoko Izawa

Doppia personale con le porcellane dell’artista colombiana ed i gioielli dell’artista giapponese

a cura di Redazione, il 10/09/2012

L'annuale appuntamento che la Ab Ovo Gallery riserva alle arti applicate in concomitanza con il Todi Arte Festival 2012 è riservato a due artiste che, pur operando in ambiti diversi e provenendo da culture e paesi molto distanti tra loro, hanno tratti estetici e stilistici che le accomunano profondamente. La doppia personale sarà visitabile nella galleria umbra fino al 14 ottobre 2012.

Martha Pachón Rodríguez, un’arte con radici profonde

Martha Pachón Rodríguez è arrivata qualche anno fa in Italia, a Faenza terra di grandi tradizioni ceramiche, portando nella sua valigia tutto il bagaglio meraviglioso di cultura, storie, antiche sapienze e tradizioni magiche che il continente sudamericano e la sua natìa Colombia hanno saputo esprimere in millenni di storia.
Dopo anni di studio, insegnamento e perfezionamento di tecniche trascorsi tra la Colombia e l'Europa la sua ceramica ha raggiunto in questi ultimi anni una maturità stilistica ed espressiva che ne fa una delle più apprezzate ceramiste “italiane d'adozione” il cui successo ha raggiunto da tempo, ormai, una caratura di assoluto livello internazionale.

La sua arte ha radici profonde e nasce in un territorio dove la conoscenza tecnica si mescola con una capacità evocativa di figure e temi che affondano nel nostro immaginario più nascosto e sconosciuto.
Le sue opere ci trasportano, mediante rimandi onirici e semplici assonanze, in un labirinto fascinoso fatto di sentieri che si intrecciano creando un reticolo di riferimenti culturali, reali o artistico/letterari, che cattura e conquista: a noi della Ab Ovo Gallery, modesti lettori, l'opera intera di Martha Pachón Rodríguez richiama le creature fantastiche di Julio Cortàzar o quelle di Jorge L.Borges per non parlare di tutti i rimandi alla realtà incantata della Macondo di un grande colombiano, Gabriel Garcìa Marquez.

Il tratto più evidente dell'opera di Martha Pachón Rodríguez, al di là delle pur evidenti capacità tecniche di dominio della materia, è la sua maestrìa nell'uso del colore: tale sapienza è una chiara eredità della ricchezza espressiva e cromatica di tutta l'arte sudamericana ma la Pachón Rodríguez riesce in qualche caso (vedi soprattutto le opere in “bianco”), a sposare perfettamente questa naturale tendenza ad uno spiccato cromatismo con il rigore più classico di certe scuole europee. Altri possibili percorsi interpretativi della sua opera ci introducono al grande mistero della fecondità e dell'”eterno femminino” con le tante leggende sorte nel corso dei secoli intorno al riccio (uno dei temi maggiormente elaborati da M.P.R.) come “uovo del mondo”, organismo generatore, perfetto pendant della “Grande Madre mediterranea” che ritroviamo in tanti miti e leggende alle origini della nostra cultura europea. Un'artista che ha elaborato in maniera così raffinata il tema della fecondazione e della nascita non poteva essere che benvenuta in una galleria che si chiama “Ab Ovo”.

Yoko Izawa

Si è perfezionata in Italia all' “Istituto d’Arte per la Ceramica”

Martha Pachón Rodríguez nasce a Santa Fe de Bogotà, Colombia, e si è laureata in Belle Arti all’Università Surcolombiana di Neiva nel 1995. Ha iniziato la sua carriera come docente di Educazione Artistica nel 1990, proseguendo fino al 2000, presso l’Istituto Superiore INEM di Neiva, Colombia.
Contemporaneamente, dal 1996 al 2000 ha insegnato Scultura e Progettazione presso l’Università Surcolombiana e, dal 1997 al 1999, è stata docente di Teoria del Colore e Design di Tessuti alla Facoltà di Design e Moda della “Corporaciòn Universitaria” di Neiva.
In seguito si é perfezionata in Italia all' “Istituto d’Arte per la Ceramica” di Faenza, acquistando la specializzazione in grès e porcellana. Collabora come assistente e reporter estero alla redazione della rivista “La Ceramica in Italia e nel mondo” di Milano.

Yoko Izawa, arte caratterizzata da una doppia matrice culturale

Con Yoko Izawa saltiamo dalla Colombia al Giappone. Ma anche per questa artista giapponese i confini nazionali erano troppo angusti per dare espressione alla propria arte. Così dopo la nascita e la formazione in terra giapponese si è trasferita in Inghilterra, dove ha perfezionato i suoi studi prima al Royal College of Art di Londra poi alla Scuola del Gioiello presso l'Istituto per l'Arte ed il Design di Birmingham.

Come per Martha Pachón Rodríguez anche l'opera di Yoko Izawa è caratterizzata da una doppia matrice culturale. Qui si respira tutta l'estetica calligrafica del Giappone unita alla grande tradizione del design europeo. I gioielli di Yoko Izawa sono realizzati mediante la tessitura di una fitta rete di nylon o lycra che, come la bava di un ragno, racchiude corpi di perspex, polypropylene, perle o altro.

L'idea centrale di tutta la sua visione artistica è quella di velare la realtà per coglierne gli aspetti più misteriosi e nascosti. E per far ciò l'artista percorre quelle strada sottile ed impervia dell'ambiguità, intesa qui come qualcosa che ha una doppia (“ambi”) anima. Ed in questa terra il fascino è dato da ciò che si “intravede” attraverso la tela tessuta. Il gioiello acquista così tutto la naturale magìa simbolica dell'assemblatore di segni e sensi. E così anelli, bracciali, collane, con le loro anime nascoste fatte di materiali diversi rimandano, per incanto, a scenari floreali, creature marine, quadri futuristi o ardite architetture moderne. Il tutto col tratto delicato e leggero così tipico della tradizione culturale giapponese.

Testi di Ab Ovo Gallery

Scheda tecnica

  • Martha Pachón Rodríguez
    Porcellane
  • Yoko Izawa
    Gioielli
  • fino al 14 ottobre 2012
  • Ab Ovo Gallery
    Todi (Pg), via del Forno 4
  • Orario di apertura:
    mar-dom, ore 10.30-13.30 e 15.30-19.30
  • Info:
    Tel. (+39) 075 8945526
    info@abovogallery.com
    www.abovogallery.com

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