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Miroslav Šik. And now the Ensamble!!!

Miroslav Šik

Con ‘And now the Ensamble!!!’ l’architetto elvetico rappresenta la Svizzera alla 13. Mostra Internazionale di Architettura – la Biennale di Venezia

a cura di Redazione, il 18/10/2012

Miroslav Šik, architetto e professore del Politecnico di Zurigo (ETH), teorico e iniziatore dell’«Architettura analogica», rappresenta la Svizzera alla 13. Mostra Internazionale di Architettura – la Biennale di Venezia (fino al 25 novembre 2012). Con la sua esposizione «And Now the Ensemble!!!» invita colleghi, committenti e istituzioni a progettare nuovi edifici sempre come parte integrante dell'ambiente preesistente.

Dall’edizione di quest’anno la Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia amplia inoltre la sua proposta con un programma di eventi collaterali dal titolo «Salon Suisse» a cura di Robert Guy Wilson.

Per Miroslav Šik ogni nuovo edificio deve entrare in dialogo con l'ambiente circostante

Miroslav Šik va da sempre controcorrente sostenendo un'architettura non spettacolare, rifiutando l'architettura degli eventi, delle star e degli edifici isolati dal contesto. Il professore del Politecnico di Zurigo vorrebbe invece che ogni nuovo edificio venisse creato in dialogo con l'ambiente circostante: la sua attenzione è rivolta infatti, in primo luogo, agli esseri umani che abitano un edificio e vivono nelle città. Šik ha invitato a collaborare gli studi di architettura Knapkiewicz & Fickert di Zurigo nonché Miller & Maranta di Basilea.
Insieme hanno elaborato collage dei rispettivi edifici e progetti che rispecchia in modo programmatico la loro concezione dell'architettura.

Miroslav Šik. And now the Ensamble!!!

La mostra «And Now the Ensemble!!!»

La mostra «And Now the Ensemble!!!» è un appello agli architetti, ai costruttori e alle autorità affinché considerino il design urbano e l’architettura come un’opera d’arte collettiva basata sul dialogo e in costante evoluzione. Nella sala principale del padiglione svizzero questo appello verrà esplicitato da un manifesto visuale sotto forma di gigantesco murale-collage. L'opera, realizzata accostando immagini di edifici e progetti preesistenti, è frutto della collaborazione dei tre studi di architettura svizzeri che per anni hanno contribuito alla diffusione di un approccio organico, evocativo e di atmosfera all’architettura urbana.

Un edificio appena costruito o ristrutturato entra immancabilmente in relazione dialettica con l’ambiente circostante attraverso le sue linee, le emozioni che suscita e la funzione che svolge, anche se la costruzione sembra essere frammentaria o singolare. Cogliere le caratteristiche e l’identità di uno spazio quotidiano, facendo sì che possano pervadere qualsiasi nuovo progetto, e fondere il vecchio con il nuovo in un insieme «vitale», richiede una buona dose di empatia, grandi capacità architettoniche e una profonda conoscenza delle tradizioni storiche ed architettoniche locali. Progettare nuove unità all’interno di un complesso esistente non significa imitare un determinato modello urbano. Richiede un’interpretazione dello spazio basata su soluzioni già adottate e comprovate, una modernizzazione moderata e l’uso di elementi inconsueti al fine di dare un tocco di novità all’atmosfera complessiva.

Trasformare un tessuto di edifici pensati individualmente in un complesso armonioso

L’obiettivo è creare un insieme con un forte effetto spaziale e un carattere proprio, trasformando un tessuto di edifici pensati individualmente, frutto di successive trasformazioni, in un complesso armonioso. Un tale approccio al design e all’architettura dà corso a una forma contemporanea e continua di sviluppo urbano, che va oltre il modernismo e il postmodernismo. Se però l’elemento del dialogo viene tralasciato, se l’approccio scelto si basa unicamente sulle mode del momento o su opere di architetti star, il risultato può anche essere bello e spettacolare, ma rimane isolato e completamente avulso dall’ambiente circostante. Lungi dall’essere un insieme ben orchestrato, la somma di tali edifici è un caos e costituisce un ulteriore passo verso la
monotonia globale.

«Salon Suisse», gli eventi collaterali promossi da Pro Helvetia

Dall’edizione di quest’anno Pro Helvetia integra l’esposizione del padiglione svizzero con un ampio programma di eventi collaterali dal titolo «Salon Suisse» che, rifacendosi ai classici salotti letterari, stimola lo scambio fra specialisti e pubblico nel veneziano Palazzo Trevisan. In questo contesto Šik avrà la possibilità di confrontarsi con un pubblico eterogeneo e diversificato.

Scheda tecnica

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