Mostre » NOVELLO FINOTTI

Novello Finotti alla Galleria Het Depot a Wageningen

NOVELLO FINOTTI

‘Levità e bellezza’: in Olanda un’ampia retrospettiva che ripercorre il percorso artistico dello scultore dagli anni sessanta ad oggi

a cura di Bernd Noack, il 10/08/2012

Fino al prossimo 16 settembre uno dei più polimorfici spazi espositivi del mondo, la Galleria Het Depot a Wageningen, (Olanda) ospita una straordinaria mostra dedicata all’opera dello scultore veronese Novello Finotti. Lo spazio espositivo, un luogo incantato nella Villa Hinkeloord presso l’ex arboretum della Wageningen University, accoglie ben 24 opere realizzate dall’artista italiano con materiali che vanno dal bronzo al Marmo di Carrara, al Granito Nero.

“Anatomico che cammina”, opera che rimarra inj esposizione permanente

I riconoscimenti per il maestro non potevano non arrivare anche dall’estero. La fondazione Utopa, che patrocina Het Depot gli ha assegnato un posto d' onore all’ingresso della Galleria delle Statue dove rimarrà esposta in maniera permanente“Anatomico che cammina”, opera storica del 1968-1969. A Het Depot dorsi e frammenti del corpo, scolpiti da mani sapienti, fanno pensare ai ritrovamenti archeologici del seicento. Un luogo suggestivo e misterioso dove esporre le opere dei grandi maestri della scultura contemporanea.

“L’impegno all’opportunità di crescita delle persone”

Il presidente della fondazione Utopa che sostiene Het Depot, Loek Dijkman, ha dichiarato che la scelta di assegnare un posto di rilievo ad “Anatomico che cammina” non è dovuta al solo fatto di essere costituita da numerosi frammenti, ma anche e soprattutto al fatto che, in linea con la loro filosofia, promuove “l’impegno all’opportunità di crescita delle persone”.

L’apprezzamento di Loek Dijkman, presidente della fondazione Utopa

Il Signor Dijkman ha mostrato infatti d’apprezzare molto “Anatomico che cammina”, opera storica del Maestro Finottti ma quanto mai attuale, colossale nelle sue dimensioni di cm 148 x 1200 x 60, realizzata in bronzo. Essa si compone di due parti che formano un unico insieme. Simboleggia la discesa e la salita dell’uomo che cammina. C’è chi ha voluto vederci il simbolo della rinascita dell’uomo.

Tra Frammenti, metamorfosi, archetipi e trasparenze

L’artista italiano, d’altro canto, si muove su più livelli e rifugge da facili epigonismi. Frammenti, metamorfosi, archetipi e trasparenze della materia riconsegnano tutti i suoi lavori “all’intenzion dell’arte”. Drappeggi accartocciati di marmo, forme plastiche evanescenti seppur ricavate dal marmo, donne che si continuano sul guscio di una tartaruga, hanno portato critici come Giorgio Di Genova ad ammettere che Finotti è “uno dei più alti scultori della sua generazione e non solo italiana ”.

Le parole del critico Di Genova

“Tutto il discorso plastico di Finotti si sviluppa sulle direttrici della similarità e della contiguità, anche quando le associazioni sembrano contraddittorie, per i continui trapassi dalla metafora alla metonimia e viceversa per caricare di maggiore valenze simboliche le sue opere”.

L’immaginario finottiano

La metafora, la metonimia e le metamorfosi hanno abitato per parecchio tempo l’immaginario finottiano, “ma oggi questo gioco – ammette il maestro – è finito”. L’opera d’arte è diventata uno scavare dentro ininterrottamente, per liberarsi dalle pulsioni che lo avviluppano incessantemente come “dolci ossessioni”.
E’ così che le ultime opere presentate a Het Depot “L’Amante del Samurai” (2011) e “Adieu Mon Amour”(2011) sono vissute come autoritratti dall’autore stesso, per quello che sempre si trascina dietro di se, cioè l’indefesso labor lime che porta a vedere e rivedere l’opera FINO A SCAVARLA E A RENDERLA DIAFANA.

Un “velo di malinconia”

In queste ultime opere Dijkman ha ravvisato un “velo di malinconia” che lo scultore non smentisce. La sua, precisa, “non è una scultura che deve dare la felicità ma - si augura - piuttosto, un grande piacere estetico”.
Ecco allora che l’arte nel suo significato più intrinseco diventa una “Benedetta Maledizione” che permette all’artista di liberarsi dalle angosce che lo ossessionano.

Novello Finotti alla Galleria Het Depot a Wageningen

Note biografiche di Novello Finotti

Novello Finotti nasce a Verona nel 1939. Frequenta l’Accademia Cignaroli ed inizia ad esporre nel 1958 con un premio acquisto alla Mostra di Arte Sacra di Assisi. Vive e lavora a Sommacampagna(VR) e a Pietrasanta (LU).
Nel 1964 espone a New York con una personale alla Armony Gallery.
Nel 1966 partecipa su invito, con un gruppo di opere alla XXXIII Biennale Internazionale d’Arte di Venezia.
Nel 1972 espone con una personale alla galleria Jolas di Milano. Nello stesso anno partecipa alla mostra itinerante Scultori Italiani di Oggi, curata dal professor Fortunato Bellonzi di Roma, esponendo a Buenos Aires, Montevideo, Rio de Janeiro, San Paolo del Brasile, Tokio, Osaka, Hong Kong,Berlino Est e Lugano.

Nel 1976 viene invitato alla Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma, ad una mostra itinerante ”il Bronzetto Italiano”, in Finlandia, Danimarca e Norvegia. Nel 1977 è a New York con una personale lla Jolas Jackson Gallery.
Nel 1984 viene invitato con una sala alla XLI Biennale Internazionale d’Arte di Venezia. Nel 1986 espone con una mostra antologica a palazzo Te’ di Mantova. Nel 1988-89 partecipa in Giappone, con un gruppo di opere in marmo, alla grande mostra itinerante “La Scultura Italiana del XX Secolo” (The Museum of Fine Arts di Gifu, Art Museum di Niigata City, The Fukuyama Museum of Art). Nel 1990 realizza un monumento del poeta Biagio Marin a Grado.
Nel 1995 una personale nella Galleria del Credito Valtellinese, Refettorio delle Stelline a Milano. Tra il 1998 e il 2001 oltre alla personale alla Nardin Gallery di New York, esegue i lavori su committenza, tra cui l’intervento completo della facciata della Basilica padovana di S.Giustina, comprendente i tre portali in bronzo, 18 ritratti dei committenti virtuali inseriti nel retro della porta centrale, e i quattro simboli degli Evangelisti in marmo e collocati nelle nicchie della facciata.

Nel 2001 esegue il decoro in bronzo dorato per l’altare del Beato Giovanni XXIII, per la Basilica di S. Pietro a Roma. Nel 2002 realizza una grande figura in marmo bianco di Carrara, rappresentante S.Maria Soledad, collocata in una nicchia esterna della Basilica di S. Pietro in Vaticano.
Dal 2002 al 2005 le mostre personali di Malcesine (Vr), Milano, Sant’Anna di Stazzema (LU), Abbazia di Rosazzo, Manzano (UD).
Dal 2006 al 2012 personali a Sommacampagna ( Vr) , Pietrasanta (Lu), Padova, Lido di Camaiore (Lu), Wageningen Olanda

Scheda tecnica

  • Novello Finotti. Levità e bellezza
    fino al 16 settembre 2012
  • Galleria Het Depot
    Wageningen (Olanda)
  • Ufficio Stampa:
    Studio Dal Cero Comunicazione
    Tel e fax 049.89.34.405
    info@dalcerocomunicazione.it

stampa pagina stampa solo testo Segnala l'articolo Ascolta con webReader

Articoli correlati

a cura di Valentina Braschi, il 05/09/2008

Le metamorfosi di NOVELLO FINOTTI

A partire dal prossimo 6 settembre 2008, le sale di Palazzo Terzi, sede recentemente restaurata del Municipio di Sommacampagna (Vr), ospiteranno la nuova mostra personale del grande scultore Novello Finotti, che presenterà, tra gli altri, il suo lavoro più recente. La città di Sommacampagna s...