Special » GUSTAV KLIMT: I DISEGNI INTORNO AL FREGIO DI BEETHOVEN

Gustav Klimt, Sangue di pesce, da “Ver Sacrum”, n. 3, a. 1898, tavola p. 6, 19,5x19,5, Università degli Studi di Milano, Centro Apice (Archivi della Parola, dell’Immagine e della Comunicazione Editoriale)

GUSTAV KLIMT: I DISEGNI INTORNO AL FREGIO DI BEETHOVEN

Fino al 6 maggio lo Spazio Oberdan ospita una serie di disegni che omaggia il maestro viennese nel 150° anniversario della nascita

di Luca Maffeo, il 19/04/2012

C’è diatriba, complessità di rapporto, tra i giovani corpi presenti nei numerosissimi disegni che Gustav Klimt (Vienna, 1862 - Neubau, 1918) segnava imperterrito sulla carta da pacchi, e il loro effimero destino. Figure nude, accarezzate dalla mano del poeta con una linea netta e sensuale che scende dalla testa, e giù, fino alle caviglie (Nudo di donna in piedi con la gamba destra sollevata, 1902 ca). Sintetiche, essenziali, forme cariche di un eros che raramente si vede, sono incarnazioni di quella sacra gioventù che caratterizza il corpo nella sua allettante fertilità, un passo prima che la nebbia della caducità lo oscuri.
Hanno tutta l’aria di esseri umani che vivono in un’inebriata spensieratezza, ma coscienti del loro decadimento, raccolti in un atteggiamento post-romantico che, nella Vienna di primo Novecento, significava secessione.
Catturate in pose seducenti e appaganti, lo sguardo fatica a distogliere l’attenzione da quelle fattezze; cade laddove una mano riposa silenziosa sul ventre fecondo e sui volti trasognati di chi anela alla felicità; impudico, né mai imbarazzato, per fare il verso alla morte (Donna seminuda seduta con la testa reclinata, 1916-17). Ad essa si oppone la staticità della sensazione con la quale l’uomo e la donna si misurano, insieme, alla ricerca di una vibrazione sottocutanea; sulla via della gioia e dell’abbandono (Coppia di amanti sdraiati, rivolti a destra, 1904-1905).

Gustav Klimt, Nudo di donna in piedi con la gamba destra sollevata, 1902 ca, gessetto nero, Collezione privata

Il dramma totale

Sono semplici disegni, icone moderne di una umanità in tensione. I bordi calcati, le silhouette a serpentina assopiscono per un attimo i moti dell’anima, quasi fossero naufraghi sulla scia di eterni flutti. La vita appare gioiosa oppure una condanna alla perenne infelicità, accontentata solo dalla memoria di una passione giovanile, ora di nuovo sperimentata nello spazio che quei corpi contiene.

Ecco la vera intenzione di Klimt, ossia rappresentare liberamente l’esistenza in tutti i suoi aspetti: la tensione al vero, la voglia di benessere ed, al contempo, la miseria di quel corpo tanto caro e splendido quanto impotente e fugace. Nei disegni si delineano già la bellezza e tutte le fasi di un dramma totale, al di qua del concetto, rappresentato nella multiforme omogeneità di una singola opera d’arte. Risorgono dunque le non ancora passate lezioni di Richard Wagner, il suo Gesamtkunstwerk, e le dinamiche di uno stile appena nato (Jugendstil) che voleva legare le arti e l’artigianato in un’unica rappresentazione alla portata di tutti.

Ma c’è di più, alla forma immutabile di un dipinto su tela si può accostare l’evolversi di una frase musicale. Come nel 1902, quando alla cerimonia inaugurale per la XIV esposizione del gruppo al Palazzo della Secessione, la Nona Sinfonia, trascritta per fiati da Gustav Mahler, accompagnava il Fregio di Beethoven dipinto da Klimt nell’ala sinistra dell’edificio. Così nel tragico atto di un’unica scena, “l’anelito alla felicità dell’uomo”, debole alla stregua del tempo, si scontra con “l’ostilità delle forze avverse”, le quali sono vinte soltanto dalla “pace – illusoria – della poesia”.

Ver Sacrum

Alla tensione umana di Gustav Klimt, infine, si affianca la tensione ideale.

Gustav Klimt, Nudo di donna in piedi vista di schiena, le braccia flesse orizzontalmente, 1917-1918, matita, Collezione privata

Con la rivista Ver Sacrum (1898-1903) le finalità dell’arte dovevano e potevano diventare patrimonio del popolo. Essa aveva la funzione di rendere fruibile quella che era stata indicata come la nuova primavera della cultura viennese, dove testi e immagini si facevano complementari e ogni numero si presentava come un’opera d’arte, mentre le parole venivano tradotte in “intense allegorie di linee e colori”. Il tratto che lasciava trapelare la gioia di un morbido incarnato dalla pelle soave, si tramuta qui nella fermezza di una dotta sapienza istruttrice. La sintesi lineare, già espressa nei disegni, diventa immagine quasi ieratica sulla carta stampata e trova continuità con la madreperla e la foglia d’oro usate da Klimt per il Fregio di Beethoven, nell’intento di far evolvere la rappresentazione in icona di eterna bellezza.
In quest’ottica si mostra il senso del tragico che avvolge l’intera opera del maestro viennese, il quale ha cercato di elevare l’arte a manifestazione del sacro, pur sapendo che essa non poteva assolvere la miseria dell’esistenza. L’oro di Klimt, dunque, e le linee voluttuose con le quale descrive i corpi, diventano (come ha scritto Elena Pontiggia) “simbolo della brevità del tempo e della passione. […] Il segno di una eternità provvisoria”.

    Scheda Tecnica

  • Gustav Klimt. Disegni intorno al Fregio di Beethoven
    fino al 6 maggio 2012
  • Curatori:
    Annette Vogel, per la sezione disegni
    Lorenza Tonani, per la sezione sulla grafica secessionista
    Maria Porro, per la riproduzione scenografica del Fregio di Beethoven
  • Spazio Oberdan
    Milano, Viale Vittorio Veneto 2
  • Orario di apertura:
    mar e gio, ore 10-22; mer-ven-sab-dom, ore 10-19.30; lun chiuso
    (la biglietteria chiude trenta minuti prima dell’orario di chiusura)
  • Biglietti:
    Intero € 8; ridotto convenzionati € 7, ridotto € 6, ridotto scuole € 5
  • Catalogo:
    Gustav Klimt. Disegni intorno al Fregio di Beethoven, ed. Skira, Milano, 2012
  • Info:
    Provincia di Milano/Cultura, Tel. (+39) 02 774063.58/59
    p.merisio@provincia.milano.it, m.piccardi@provincia.milano.it
    Addetto stampa Assessore, Tel. (+39) 02 77404393, f.provera@provincia.milano.it
    CLP Relazioni Pubbliche, Tel. (+39) 02 36755700, press@clponline.it

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