F » Ferrarini, Renzo

Ferrarini, Renzo

a cura di Redazione, il 10/03/2007

Renzo Ferrarini (Mantova 1928 – 2001) ha avuto una formazione da autodidatta ed è cresciuto grazie ai contatti di amicizia e stima con alcuni dei maggiori maestri mantovani (da Giovanni Minuti a Giordano Scaravelli, da Vindizio Nodari Pesenti a Gino Falzoni). Negli anni ’40-’50 ha iniziato una fertile produzione grafica, spesso utilizzata nell’editoria, e, nel segno del paesaggio ha dato vita a una particolare ricerca luministica. Ben presto sono arrivati i contatti con gli autori di livello nazionale (Falzoni, Raimondi e Molino) e, in contemporanea, gli studi si orientano verso i maestri dell’acquerello della Scapigliatura lombarda (Alessandro Durini, Mosè Bianchi, Tranquillo Cremona, Daniele Ranzoni, Paolo Sala) e del vedutismo napoletano (con riferimento alla Scuola di Posillipo e alle figure di Francesco Galante e Antonio S. Pitloo). Dal 1947 al 1951 Ferrarini aderisce al sodalizio Artisti Indipendenti Mantovani e partecipa alla mostra provinciale organizzata nel ’48 nel Palazzo della Ragione. Gli anni Sessanta sono contraddistinti da un’ampia produzione ispirata anche ai numerosi viaggi all’estero che Ferrarini compie per visitare musei e seguire le esposizioni specialistiche. L’artista cerca soprattutto il confronto con la grande tradizione acquarellistica inglese e Mitteleuropea e va affinando le sue capacità analitiche di vedutista. Dalla fine degli anni ’70 ad oggi gli sono state dedicate molte mostre personali e le sue opere sono state inserite in prestigiose collettive organizzate in sedi mantovane pubbliche e private come le Sale dell’Esedra e la Sala 90 in Palazzo Ducale, il Salone Mantegnesco di S. Francesco, il Museo Diocesano e il Palazzo della Ragione.

stampa pagina stampa solo testo Segnala l'articolo Ascolta con webReader