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Sergio Saroni. Soldato con stendardo, 1962

Sergio Saroni: decifrare l’invisibile

Una donazione per il futuro Gabinetto Disegni e Stampe GAM diviene occasione per una mostra

a cura di Redazione, il 15/02/2012

Un’importante donazione per il Gabinetto Disegni e Stampe della GAM diviene occasione per ricordare Sergio Saroni (Torino, 1934-1991), figura di primo piano nel panorama artistico torinese del Novecento. I fogli presentati in Wunderkammer fino all’11 marzo 2012 restituiscono soprattutto l’ultima stagione della sua attività artistica che, dopo le intense esplorazioni informali, si indirizza verso una colta e raffinata figurazione oggettiva.

In particolare sono esposte al pubblico nove opere. Datate tra il 1962 ed il 1985, coprono un arco di tempo assai ampio della produzione dell’artista: tempere, acqueforti ed acquatinte di grande fascino, pervenute per donazione ad incrementare il grande patrimonio grafico delle collezioni della GAM.

L’evoluzione della ricerca formale di Saroni

L’esposizione consente di riscoprire molte delle tappe dell’evoluzione della ricerca formale di Saroni: si passa dal momento del superamento della stagione informale verso una nuova figurazione, fino alla scelta di un personale tragitto stilistico, al riparo certo da sperimentalismi ma rivolto ad una nuova riflessione sul segno grafico ed i fondamenti del “mestiere” d’artista, ed all’avvio di un nuovo confronto orgoglioso con la grande storia dell’arte.

Sergio Saroni. Fiori nel blu, 1972

Il superamento della stagione cosiddetta informale, in direzione di una vera e propria desaturazione della pagina dipinta, si legge nel Soldato con stendardo (1962), mentre tutte le opere grafiche successive risentono di una nuova tensione ad avvicinarsi alla verità delle cose, del visibile, tramite una nuova analiticità di espressione segnica. Il segno duro, ‘nordico’, della sua cifra descrittiva sembra anche tentare di conciliare una grafìa severa con tinte morbide ed accattivanti, quasi mediterranee. Così si possono interpretare, tra le altre incisioni, Uccelli impigliati e mosche (1967), Le tre pere (1968), Paesaggio con tralcio di vite (1985) e Le vigne notturne (1985).

L’esordio poco più che ventenne alla Biennale di Venezia del 1956

Sergio Saroni esordì giovanissimo come artista, nel contesto artistico torinese e nazionale, se si pensa che partecipò poco più che ventenne alla Biennale di Venezia del 1956, quindi del 1958 e del 1962, ed attrasse l’attenzione di critici ed operatori culturali come Arcangeli, Carluccio, poi il giovane Pistoi e Paolo Fossati. Accanto al costante lavoro artistico, va ricordato che Saroni per lungo tempo resse – precisamente dal 1978 al 1991, anno della sua scomparsa - la Direzione dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.

Chi ha voluto la donazione al Gabinetto Disegni e Stampe della GAM

La donazione è stata disposta da Anna Maria Scassa, Giovanna Saroni, rispettivamente moglie e figlia dell’artista, e da Maria Luisa Addario, vedova di Luciano, fratello di Sergio.

Scheda tecnica

  • Saroni: decifrare l’invisibile
    fino all’11 marzo 2012
  • Curatore:
    Riccardo Passoni
  • GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea
    Wunderkammer - secondo piano
    Torino, via Magenta 31
  • Orario di apertura:
    mar-dom, ore 10-18; lun chiuso. La biglietteria chiude un’ora prima
  • Biglietti:
    intero € 7.50; ridotto € 6; gratuito ragazzi fino ai 18 anni
  • Ufficio Stampa:
    Tel. (+39) 011 4429523
    Daniela Matteu daniela.matteu@fondazionetorinomusei.it
    Tanja Gentilini ufficio.stampa@fondazionetorinomusei.it
  • Info:
    Centralino Tel. (+39) 011 4429518
    Ufficio Relazioni Esterne Tel. (+39) 011 4429630
    comunicazionegam@fondazionetorinomusei.it
    GAM

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