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Arturo Bonfanti. Accordo Grave, 1960, olio su tavola, cm 46x55

ARTURO BONFANTI

‘Colore che palpita nel silenzio dello spazio’: la retrospettiva dedicata ad un protagonista assoluto del secondo dopoguerra

a cura di Angelo Pinti, il 27/01/2012

La galleria Lorenzelli Arte di Milano dedica un’esaustiva e suggestiva retrospettiva ad Arturo Bonfanti (1905-1978), artista che fu fra i più interessanti astrattisti per l’autonomia della ricerca e lo sviluppo del lavoro. L’artista – che dagli anni Cinquanta sino alla sua scomparsa, ha avuto un rapporto esclusivo con i Lorenzelli che nel corso degli anni gli hanno dedicato più di quindici mostre personali – evidenzia un ideale e rigoroso percorso di ricerca estetica che coniuga la grande tradizione italiana ad un astrattismo internazionale dando luogo ad un linguaggio molto personale, radicato nelle nostre tradizioni e aperto alle influenze del mondo, che si evolve in una ricerca ancora attuale e significativa.

Prima antologica in uno spazio privato

La mostra, allestita nelle tre sale, costituisce una vera e propria antologica e in ogni caso la prima, così completa, in uno spazio privato.

Cento opere tra oli, rilievi, pavatex, minipitture e sculture

Verranno infatti presentate circa 100 opere tra oli, rilievi, pavatex, minipitture e alcune sculture, tutti lavori che documentano il suo percorso a partire dal 1946, anno in cui si può collocare il suo definitivo passaggio all’astrattismo fino al 1978. A completamento della rassegna è indagato anche il periodo iniziale con alcune nature morte degli anni ’30-40, scelte per documentare come il percorso verso l’astrazione avesse origini ben precise.

Le amicizie

Significative per lo sviluppo del suo lavoro sono state le amicizie con Magnelli, Schneider, Charchoune e Arp a Parigi, Max Bill a Zurigo, con Baumeister e Fruhtrunk a Monaco e con Nicholson e Pasmore a Londra.

Arturo Bonfanti. AC Murale 9 bis 1972 acrylic on pavatex cm 35x38

Un proprio linguaggio individuale

Bonfanti, che non aderì mai a nessuno dei movimenti che si costituirono negli anni del dopoguerra, trovò un proprio linguaggio individuale, definito in modo chiaro ed elegante da alcuni grandi critici che ne hanno seguito il percorso, solo per citarne alcuni: Willy Rotzler, che lo definisce “un lavoratore silenzioso ed accurato che ha svolto il proprio compito con un senso di composta gioia nel sentirsi pittore, attento, preciso, diffidente verso ogni soluzione che si presentasse troppo facile…. Non tanto badando all’oggetto in sé, quanto all’immagine interna della cosa che sta facendo.”

Luigi Lambertini:

Luigi Lambertini, a cui dobbiamo il titolo della mostra, che in poche raffinate parole racchiude l’essere di Arturo Bonfanti …”Tutto è come ripensato, sognato, filtrato attraverso una memoria che decanta lo spazio come possibilità di avvenimenti, di situazioni, coincide allora con il tempo e in questo silenzio di colori luminosi tutto trova il suo misterioso equilibrio, un suo modo di esistere e di apparire…Egli continua ad indagare un mistero in cui si identifica sia come uomo sia come pittore. Insomma abbiamo un colore che palpita nel silenzio dello spazio.”

Marco Valsecchi:

Marco Valsecchi, che così riassume il dialogo tra geometria e colore: … “E allo stesso modo l’apparire del colore somiglia alla crescita di una risonanza verso il suo diapason più armonico…la geometria allora non è più soltanto assolutezza di ordini matematicamente costruiti: diventa l’immagine più spontanea di un ordine spirituale.”

Klaus Wolbert:

Klaus Wolbert, nel suo testo per la retrospettiva del 2001 all’Institut Mathildenhöle di Darmstadt, “felice sintesi tra una rappresentazione puristicamente precisionista dell’oggetto, nel senso della Nuova Oggettività, ed un linguaggio delle cose tra magico e surreale, nello spirito della Pittura Metafisica. Con queste sorprendenti prove della sua maestria Bonfanti ha gettato le basi del proprio successivo sviluppo, poiché i passi venuti dopo, che lo condurranno all’arte concreta, si ricollegano conseguentemente a questo suo primo periodo”.

Le numerose personali e collettive

Numerose sono state le esposizioni sia personali che collettive a cui ha partecipato in musei internazionali tra le quali segnaliamo le ultime: Kunsthaus Zurich, Peggy Guggenheim (2009), Moderna Museet Stockholm (2008), Palazzo Reale Milano (2007), Kunsthaus Zug, Institut Mathildenhöle Darmstadt, Kunstverein Ludwigshafen, Musée Jenish Vevey, Musée Municipal de Cholet. Sue opere si trovano nei più importanti musei e collezioni.

Arturo Bonfanti. Natura morta, 1938, olio su cartone, cm 22x27

Note biografiche dell’artista

Arturo Bonfanti nasce a Bergamo nel 1905. Nel 1926 si trasferisce a Milano dove si dedica all'arte grafica e applicata. La sua prima personale si tiene a Bergamo nel 1927. Nel 1930 sposa Luisa Ferravilla, figlia del celebre attore, e due anni dopo nasce Adriana.

Il 1947 è l'anno in cui perviene all'astrazione geometrica. Nel 1952, interessandosi attivamente ad esperienze cinematografiche e realizzando cortometraggi che presenta all’ VIII Festival d'Amateurs di Cannes dove ottiene nel 1954 con "La chiave di Calandrino" il Prix du Film des Marionettes. È sua la scenografia della Panchina di Sergio Liberovici al Teatro Donizetti di Bergamo nel 1956.
Dal 1960 al 1975 allestisce mostre personali e collettive in varie città italiane, d'Europa e d'America; partecipa con sale personali alla IX Quadriennale di Roma (1965), alla XXXIV Biennale Internazionale di Venezia (1968) e alla X Biennale di San Paolo del Brasile (1969).

Ritrova e frequenta in Canton Ticino gli amici Arp e Nicholson e sempre in Ticino, presso l'Atelier Lafranca di Locarno, realizza buona parte della sua produzione grafica. Nel 1975 si sottopone ad un grave intervento chirurgico che lo obbliga a ridurre notevolmente la sua attività creativa.
Muore a Bergamo nel 1978 per un improvviso malore.

Scheda tecnica

  • Arturo Bonfanti. Colore che palpita nel silenzio dello spazio
    fino al 25 febbraio 2012
  • Lorenzelli Arte
    Milano, corso Buenos Aires 2
  • Orario di apertura:
    mar-sab, ore 10-13 e 15-19; lun su appuntamento; festivi chiuso
  • Catalogo:
    Catalogo generale dell’opera di Arturo Bonfanti curato da Luca Massimo Barbero, edizioni Electa
  • Ufficio stampa:
    Emanuela Filippi Eventi e Comunicazione
    Tel. (+39) 02 45479017
    eventiecomunicazione@gmail.com
  • Info:
    Tel. (+39) 02 201914 - Fax (+39) 02 29401316
    info@lorenzelliarte.com
    www.lorenzelliarte.com

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