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Guercino. Saul tenta di uccidere David con la lancia, 1646, olio su tela, cm. 147x200. Roma, Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Barberini

GUERCINO 1591-1666

‘Capolavori da Cento a Roma’: la grande mostra dedicata al genio di Francesco Barbieri, detto il Guercino

a cura di Redazione, il 30/03/2012

La Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Roma, diretta da Rossella Vodret, inaugura i nuovi spazi espositivi dedicati alle mostre temporanee situati al piano terra di Palazzo Barberini, con una grande mostra dedicata al genio di Francesco Barbieri, detto il Guercino, uno dei maggiori protagonisti del Seicento italiano, nato e vissuto nella città di Cento e attivo a Roma tra il 1621 e il 1623.
L’esposizione, curata da Rossella Vodret e da Fausto Gozzi, direttore della Pinacoteca Civica di Cento, rappresenta insieme un significativo tributo al Guercino e un omaggio a Sir Denis Mahon, da poco scomparso, che al pittore di Cento ha dedicato gran parte dei suoi studi nel corso della sua vita centenaria.

Uno straordinario corpus di dipinti

L’esposizione, composta da opere conservate nei musei e nelle collezioni di Roma e di Cento, nonché del Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno, consente di ammirare, nella rinnovata cornice di Palazzo Barberini, uno straordinario corpus di dipinti, che offre la possibilità di gettare uno sguardo d’insieme sull’opera del maestro emiliano: trentasei capolavori che coprono tutto l’arco cronologico del suo lungo percorso artistico facendone emergere l’esuberante talento. Viene messa in luce l’evoluzione pittorica dell’artista, partendo dai primi dipinti, che riflettono l’influsso di alcune importanti fonti dell’arte ferrarese, come Ippolito Scarsella (1551-1620) e Carlo Bononi (1569-1632), fino alla produzione più squisitamente legata allo stile e alle idee derivate da Ludovico Carracci.

Guercino. Et in Arcadia Ego, 1618 ca, olio su tela, cm. 82x91. Roma, Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Barberini

Un talento innato

E’ stata evidenziata la precocità pittorica del Guercino, un talento innato che gli viene riconosciuto subito anche dal suo maestro, Ludovico Carracci, che vide nel giovane artista di Cento una sorta di continuazione della sua arte, in cui rivive l’intensità nell’azzurro dei cieli che gli è familiare e che vede rinnovarsi nelle opere del Guercino con un vigore del tutto nuovo. Certi effetti temporaleschi non si erano mai visti prima, e sono evidenti già nel precoce Sposalizio mistico di Santa Caterina alla presenza di San Carlo Borromeo, del 1614-15 e nelle più tarde tele con La Madonna della Ghiara con san Pietro, San Carlo Borromeo, un angelo e donatore e ne I santi Bernardino da Siena e Francesco d’Assisi con la Madonna di Loreto , entrambe eseguite nel 1618 e conservate nella Pinacoteca Civica di Cento.

Papa bolognese Gregorio XV Ludovisi il principale mecenate

Dopo l’intenso avvio in Patria, tra il 1621 al 1623 il pittore venne chiamato a Roma dal papa bolognese Gregorio XV Ludovisi, il quale insieme al nipote, il cardinale Ludovico, divenne il suo principale mecenate. La decorazione del Casino Ludovisi, edificio con giardino nella zona del Pincio, è probabilmente la prima opera in ordine di tempo eseguita da Guercino a Roma; qui il pittore raffigurò nella volta della sala principale al pian terreno l’Aurora, definita la più sorprendente tra le numerose versioni del soggetto dipinte nella pittura italiana e, nella sala corrispondente al piano nobile, la Fama, l’Onore e la Virtù.

Capolavoro assoluto degli anni romani è rappresentato dalla monumentale, enorme pala raffigurante Santa Petronilla sepolta e accolta in cielo oggi alla Pinacoteca Capitolina, di cui in mostra si espone il “ricordo” di piccolo formato. Già Mahon sottolineava l’importanza dell’opera che costituisce uno spartiacque tra la produzione giovanile del Guercino e quella matura, un cambiamento di stile dovuto di
certo all’importanza della commissione, la prima di una serie per la Basilica di San Pietro, che deve aver portato l’artista a un ripensamento del proprio stile in chiave più classica.

Guercino. San Carlo Borromeo in orazione, 1613 -14, olio su tela, cm. 197,5x138. Cento, Collegiata di San Biagio

Il ritorno a Cento

L’improvvisa morte del papa nel 1623 e la consapevolezza di aver perso il suo principale mecenate e protettore, furono alla base del ritorno di Guercino a Cento. Un riflesso del profondo cambiamento in senso classico e monumentale intervenuto nelle opere successive al soggiorno romano è percepibile nel San Luca e nel San Matteo, (Galleria Nazionale d’Arte Antica) provenienti dalla collezione Barberini, parte di una serie di dipinti raffiguranti i quattro Evangelisti.

Dopo il ritorno a Cento, il pittore eseguì alcuni quadri, richiesti da illustri committenti romani, ancora oggi conservati nella città papale, riconducibili al periodo di transizione (1623-1634) che segue il rientro in Emilia. Questo particolare momento stilistico è ben rappresentato dal Ritorno del figliol prodigo (Galleria Borghese) portato a termine intorno al 1627-28 o dal Ritratto del cardinal Bernardino Spada (Roma, Galleria Spada) eseguito nel 1631.

Gli anni della maturità

Gli anni della maturità del Guercino sono caratterizzati - soprattutto dopo la morte di Guido Reni, avvenuta nel 1642 - da una rinnovata attenzione ai modi classicisti, in particolare nella gamma cromatica, che diviene tenue e delicata, nella raffinata eleganza formale e nella progressiva semplificazione che lo porterà verso una maggiore chiarezza compositiva. Espressione di questa tendenza sono la Cleopatra davanti a Ottaviano Augusto della Pinacoteca Capitolina o lo splendido Saul contro David di Palazzo Barberini.

I nuovi ambienti espositivi di palazzo Barberini

I nuovi ambienti espositivi di palazzo Barberini, che ospitano la mostra, si sviluppano in un'area di più di 1000 mq. e costituiscono la seconda grande sede espositiva del polo museale romano, dopo quello di Palazzo Venezia.

Chi promuove l’evento

La mostra è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Roma e dal Comune di Cento. La mostra è prodotta da Civita con la collaborazione di Start. Il catalogo è edito da Giunti Arte Mostre Musei.

Scheda tecnica

  • GUERCINO 1591-1666. Capolavori da Cento e da Roma
    fino al 29 aprile 2012
  • Palazzo Barberini
    Roma, via delle Quattro Fontane 13
  • Ideazione, progettazione e cura scientifica:
    Rossella Vodret, Fausto Gozzi
  • Produzione:
    Civita con la collaborazione di Start
  • Catalogo:
    Giunti Arte Mostre Musei
  • Orario di apertura:
    mar-dom, ore 9-19; lun chiuso
  • Biglietti:
    Intero € 10; ridotto € 8 per gruppi di oltre 15 unità; ridotto speciale € 4 per scuole primarie e secondarie e minori di 18 anni; integrato € 12 Mostra + Galleria nazionale di Arte Antica
  • Visite guidate su prenotazione (durata 1h):
    Scuole € 80; Gruppi € 120; in lingua € 150
  • Ufficio stampa:
    Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico
    e per il Polo Museale della Città di Roma
    Anna Loreta Valerio
    Simona Baldi
    con la collaborazione di Alessandro Gaetani
    Tel.(+39) 06 69994218 - 210
    sspsae-rm.uffstampa@beniculturali.it
    simona.baldi@beniculturali.it

    Civita
    Barbara Izzo
    con Arianna Diana
    Tel.(+39) 06 692050220 – 258
    izzo@civita.it; diana@civita.it
    www.civita.it
  • Info e prenotazioni:
    Tel. (+39) 06 32810
    www.mostraguercino.it

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