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1861-2011: UN’ISOLA, UN’ARTE, UN MUSEO

Una grande mostra di quasi duecento opere ripercorre il secolo e mezzo di storia del Museo del Vetro di Murano

a cura di Valentina Redditi, il 04/04/2012

Nel 1861 veniva fondato il Museo del Vetro, con sede nell’antico Palazzo dei Vescovi di Torcello, a Murano. Il merito dell’operazione, che ha segnato un secolo e mezzo di cultura locale, e non solo, è di Antono Colleoni (1811-1855), allora sindaco di Murano e dell’abate Vincenzo Zanetti (1824-1883), cultore di arte vetraria, i quali riuscirono a far approvare dalla Deputazione Comunale un progetto per l’istituzione di un archivio che raccogliesse tutte le testimonianze della storia e della vita dell’isola.

Visibili anche lavori esposti alle Biennali, creazioni inedite e nuove donazioni

L’importante avvenimento è ora ricordato - esattamente 150 anni dopo - con una grande mostra, intitolata “1861-2011: Un’isola, un’arte, un museo” (visitabile fino al 30 aprile 2012), che ne ripercorre la storia attraverso una carrellata di quasi duecento opere, tra le più rappresentative della collezione del Museo, esemplificative dell’unicità dell’esecuzione e della valenza dei suoi creatori.
A queste sono affiancati lavori esposti alle Biennali, creazioni inedite di maestri vetrai e di fabbriche, oltre a nuove donazioni che vanno ad arricchire il capitolo novecentesco del Museo.

Creazione della ditta Ars cenedese

Gli enti e le ditte coinvolti nel progetto

La mostra si realizza con il sostegno della Confartigianato Venezia che, grazie alla preziosa collaborazione della ditta Seguso Gianni, ha contribuito al restauro del lampadario in cristallo del salone lato nord del Museo (*) e del Consorzio Promovetro Murano, con il Marchio “Vetro Artistico Murano” e la Confindustria di Venezia nel comune obiettivo di promuovere e diffondere l’originale e inimitabile vetro artistico di Murano.
Alla mostra è abbinato il quinto numero della collana “Schegge di Vetro” (Fondazione Musei Civici di Venezia, 2011).

Un’operazione geniale e determinante per il recupero dell’arte vetraria

Opera di Davide Salvadore

È con l’Adunanza della Deputazione Comunale del 7 ottobre 1861 - che assegnava a Vincenzo Zanetti una stanza del Palazzo Comunale perché vi fossero riposti e custoditi i documenti dell’archivio e gli oggetti d’arte donati - che nasceva ufficialmente il Museo Civico di Murano.
La ricorrenza dei 150 anni della nascita rappresenta un’occasione unica per ricordare le finalità e la valenza di quella che fu, già all’epoca, un’operazione geniale e determinante per il recupero dell’arte vetraria in un momento di grave crisi.
L’Abate Zanetti e il sindaco Colleoni raccolsero la sfida e la vinsero pienamente pur consci delle difficoltà e delle reticenze a cui andavano incontro.
Oggi come ieri, in una contingenza di crisi più che mai reale, l’attenzione su Murano è altissima. Questo rende oltremodo consci dell’importante ruolo del Museo che, proprio per questo motivo, si pone l’obiettivo di ripercorrere gli ultimi centocinquant’anni di arte vetraria muranese per non dimenticare e ricordare, presentando una carrellata fortemente incisiva della produzione dell’isola lagunare.

Il percorso espositivo: dalle aziende ai maestri vetrai, passando per le opere più belle

In quest’ottica il percorso è raccontato sia dalle opere dei maestri vetrai, sia dalle aziende, che dai prestatori, come a concretizzare un obiettivo comune: una mostra celebrativa che possa innescare un vero impulso alla realtà produttiva muranese. In mostra si trovano dunque le opere più belle realizzate in 150 anni da Ars Cenedese, Ballarin Giuliano e Roberto, Barbini Alfredo, Bubacco Lucio, CAM – Pino Signorotto, Caramea, Cenedese Giovanni e Simone, Cenedese Paolo, Dalla Valentina Adriano, De Carlo Giacomo, Elite Murano, Eraldo Mauro, Ferro Lazzaroni, Fondazione di Venezia, Fratelli Toso, Galliano Ferro, Moretti Carlo e Giovanni, Moretti Vincenzo, Panizzi Eugenio, Progetto Vetrodausare, Ragazzi & C., Rosin Loredano e Dino, Rubino Silvano, Salvadore Davide, Salvadori Diego, Seguso Giampaolo, Seguso Vetri d’arte, Seguso Viro, Studio Salvadore, Tagliapietra Lino, Toso Borella Marco, Toso Fei Giuseppe, P. Paolo, Mattia e Renzo, Zecchin Francesco.
La mostra avvia un nuovo dialogo che non si esaurisce in un’unica esposizione, ma che sarà lungamente approfondito in successivi e importanti appuntamenti espositivi, rappresentando dunque il “prologo” di un interminabile viaggio nel mondo del vetro muranese.

(*) lavorato con il sistema di “investimento”, ovvero a struttura metallica rivestita di pezzi in vetro soffiato a stampo con coppette reggi candele, fiori fiocco e pendenti a sfera e a grappolo, probabilmente fabbrica di Giuseppe Briati, metà XVIII secolo.

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