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Mauro D'Agati, campo deportivo de la escuela secundaria XI festival

Mauro D’Agati. Alamar

Gli scatti del fotografo palermitano dedicati al mai nato quartiere ‘operaio’ di Alamar a L'Avana

a cura di Angelo Pinti, il 14/11/2011

Curata da Carlo Madesani, la mostra fotografica ‘Mauro D’Agati. Alamar’ sarà inaugurata mercoledì 16 novembre alle ore 18.30 negli spazi di CAMERA16 contemporary art a Milano.

L'Avana: il quartiere "operaio" di Alamar

Il quartiere "operaio" di Alamar si estende ad est de L'Avana, in un area prescelta ad ospitare una città completamente nuova, pensata e costruita (dagli stessi lavoratori) attorno agli anni Settanta come città modello: il progetto della famiglia comunista del futuro.
Appena dieci anni più tardi l’utopia fallì e oggi Alamar è espressione di sconfitta e degrado, scenario perfetto del conflitto tra sogno e realtà.

Una ricerca antropologica

Mauro D’Agati (Palermo 1968) ha deciso di posare il suo sguardo su questa scena poco attraente e ben lontana dall’immaginario collettivo che si ha di Cuba. La ricerca del fotografo è antropologica, orientata a individuare i frammenti di un complesso sistema sociale, culturale e religioso. I luoghi rappresentati dall’artista non sono lontani da quelli di altre periferie del mondo in cui ogni giorno le persone lottano per sopravvivere a causa della povertà estrema in cui vivono e della difficoltà di inserirsi nel sistema economico.

Mauro D'Agati, telefono publico interior del edificio 12 plantas A-56 Electronica

Nessuno riesce a capire e spiegare perché Alamar smise di essere un’avanguardia degenerando nel caos. Alamar, e forse tutta Cuba stessa, non sono più il simbolo dell’ideologia socialista ma il luogo dove la precarietà e l’incertezza hanno annullato la volontà e la possibilità di cambiamento trasformandosi invece nell’abitudinario.

Un presente reale, un passato virtuale e un futuro spettrale

Le fotografie di Mauro D’Agati testimoniano e raccontano un presente reale, un passato virtuale e un futuro spettrale. Tuttavia Alamar non perde la sua speciale anima forse perché ancora cristallizzata nella sua utopia, continuando a rappresentare un momento unico nella storia di Cuba.

Le parole di Nelson Herrera Ysla

«La sua macchina fotografica è immediatamente diventata un’estensione dei suoi sensi grazie ad una spiccata sensibilità che gli consentiva di vedere, odorare, sentire, ascoltare la gente, i palazzi, i parchi e le strade, gli alberi e gli animali, gli oggetti. Da questa integrazione organica tra apparato meccanico e vita, da questa fusione tra estetica ed umanità, sono emerse queste immagini piene di sensi e colori che qui non sono utilizzati per occultare, edulcorare o abbellire la realtà, ma piuttosto per mitigare un eccesso di realismo che ci farebbe rabbrividire».

Scheda tecnica

  • Mauro D’Agati. Alamar
    dal 16 novembre al 28 gennaio 2012
    Inaugurazione: mercoledì 16 novembre, ore 18.30
  • Curatore:
    Carlo Madesani
  • Camera16
    Milano, via Pisacane 16
  • Orario di apertura:
    mar-sab, ore 15-19
  • Info:
    Tel. (+39) 02 36601423
    info@camera16.it
    www.camera16.it

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