Mostre » Roma ’50 – ’60, due decenni di avanguardie

Gastone Novelli

Roma ’50 – ’60, due decenni di avanguardie

A Treviso in mostra molti tra i protagonisti dell’arte italiana del dopoguerra

di Giovanni Cozzarizza, il 28/10/2011

Accardi, Consagra, Dorazio, Novelli, Perilli, Sanfilippo, Turcato, Angeli, Ceroli, Festa, Lo Savio, Rotella, Schifano, sono i protagonisti della bella mostra allestita alla Galleria L’Elefante di Treviso, dal titolo “Roma ’50 – ’60, due decenni di avanguardie”.

I problemi della società post bellica stimolano gli artisti

Gli enormi problemi lasciati sul campo dal conflitto, e l’inizio della guerra fredda, indussero molti artisti a mettere la propria arte al servizio di idee sociali e di visioni politiche.
Quest’atteggiamento segnò l’ambiente artistico italiano di quegli anni, determinando la comparsa di due schieramenti contrapposti: i realisti e i formalisti. I primi, con in testa Guttuso, proponevano un’arte impegnata nella realtà sociale del tempo, gli altri (tra cui Pietro Consagra, Achille Perilli, Piero Dorazio), reclamavano una maggior autonomia, rivendicando il diritto alle ricerche formali e stilistiche. Questo tipo di polemica culturale ci dà in ogni modo il senso di quell’idealismo ingenuo, tipicamente europeo, di credere che l’arte possa servire a cambiare la realtà e a costruire un mondo migliore.

L’espressionismo astratto, l’Europa perde il primato di unica “generatrice” di tendenze innovative nell’arte

Rispetto a ciò - di tutt’altra portata e segno - appare quindi la comparsa sulla scena artistica internazionale dell’Espressionismo Astratto americano. La sua grande carica rivoluzionaria fu proprio la dichiarata disillusione nelle possibilità dell’arte. Con l'Espressionismo Astratto si inaugurò un nuovo filone artistico, poi definito “Informale”, filone che costituisce, di fatto, la prima nuova tendenza del secondo dopoguerra. Con l’Espressionismo Astratto si realizza un’altra e diversa cosa nuova: le vocazioni innovative dell’arte contemporanea non si formano più esclusivamente in Europa, bensì anche (e dal quel momento soprattutto) nel continente americano.

Dall’ Informale al Pop - Un decennio cruciale

Gli anni dal ’50 al ’60, dunque, segnano un decennio caratterizzato da esperienze artistiche tra le più importanti del secolo - che si distinguevano per la forte carica di sperimentazione e di innovazione proprio in un momento storico in cui il dibattito tra arte astratta e figurativa occupava la scena artistica in Italia. L’intento degli artisti in mostra - ciascuno con il proprio stile e poetica - era quello di far uscire la pittura del nostro paese dal provincialismo nel quale rischiava di scivolare, se non si fosse collegata ad istanze di carattere più internazionali, superando anche i limiti dell' Informale.

Piero Dorazio

Alla Biennale del ’64 dominano di americani

In uno scenario storico radicalmente mutato rispetto al decennio precedente, la Biennale di Venezia del '64 rappresenta una svolta.
Passata alla storia come la Biennale della Pop più per la forte presenza statunitense che per un'autentica attenzione alla convergente ricerca artistica nel nostro paese, essa offriva al pubblico sale personali con opere straordinarie.
Il mondo è un quadro, e la società dei consumi costituisce un tale eccitante universo di oggetti e feticci che l'artista - ladro d' immagini - cattura, sollevato dalle responsabilità ideologiche che troppo spesso accompagnavano il dibattito artistico. E' il superamento definitivo della polemica tra astrazione e realismo.

Il cambio di passo degli artisti italiani

Queste sono le valutazioni da cui partono i nostri artisti, riflessioni che trovavano un approfondimento personale nell'interpretazione di ciascun artista: dall'”interazione colore-luce” dei reticoli di Dorazio, alla "folle immagine" di Perilli, dal segno che Novelli mutava in scrittura e caricava di significati e, di nuovo al segno e poi allo spazio: "da riempire, da popolare, da infittire: con un 'horror vacui' che è amore per la forma originaria", di Antonio Sanfilippo.

Scheda tecnica

  • Roma ’50 – ’60, due decenni di avanguardie
    fino al 12 novembre 2011
  • Galleria L’Elefante
    Treviso, via Roggia 52
  • Orario di apertura:
    ore 9-12.30 e 15-19.30
  • Biglietti:
    Ingresso libero
  • Info:
    Tel. (+39) 0422 419550
    www.galleriaelefante.com

stampa pagina stampa solo testo Segnala l'articolo Ascolta con webReader